DAVE EGGERS.
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ZEITOUN.
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Parte 1.
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Titolo originale: Zeitoun. 2009.
Traduzione di: Matteo Colombo.
2010. Arnoldo Mondadori Editore, MILANO.
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Trascrizione elettronica rivista e resa disponibile dalla
          Fondazione Ezio Galiano onlus
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      ad esclusivo uso dei privi della vista.
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Presentazione.
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Immaginatevi un Charles Dickens, meno sentimentale ma coi suoi occhi di giornalista ben spalancati, a zonzo per New Orleans, dopo l'uragano Kathrina ... Il tono di Eggers  perfetto: suspense mista alla dose di informazione necessaria a muovere i lettori allo scandalo e a quella che probabilmente  la reazione tipica: come pu essere successa una cosa del genere in America?... Questa  nonfiction narrativa di gran classe ... Fra cinquant'anni, quando qualcuno vorr capire cosa sia successo a quella che era stata una grande citt in occasione di un evento cos vergognoso della nostra storia, dovr ancora fare i conti con una famiglia di nome Zeitoun... The New York Times BookReview
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Zeitoun  una storia emozionante e affascinante che mette perfettamente in luce la tragedia di Kathrina, la vita dopo l'11 settembre degli arabi e dei musulmani, e la splendida natura della societ multiculturale americana. Yousef Munayyer, Comitato americano-arabo antidiscriminazione.
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In seguito all'uragano Kathrina, due residenti di lunga data a New Orleans, Abdulrahman e Kathy Zeitoun, si ritrovano a dover combattere una battaglia assurda contro forze che vanno ben oltre quelle del vento e dell'acqua. In questa opera di non fiction, sorprendente e profondamente umana, i lettori potranno vedere con occhi nuovi il peggior disastro naturale degli Stati Uniti, scoprendo tutte le speranze e le contraddizioni di un momento unico della storia americana.
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L'Autore.
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Dave Eggers  autore di altri cinque libri, tra i quali Erano solo ragazzi in cammino, finalista del National Book Critics Circe Award nel 2006. Da quel libro, su Valentino Achak Deng, sopravvissuto alla guerra civile nel Sudan meridionale,  nata la Valentino Achak Deng Foundation, che si dedica a costruire scuole medie nel Sudan meridionale. Eggers  il fondatore e il direttore di McSweeney's, una casa editrice indipendente di San Francisco che pubblica una rivista trimestrale, il mensile The Believer, e Wholphin, un DVD trimestrale di brevi film e documentari. Nel 2002, insieme a Nfnive Calegari ha fondato 826 Valencia, un centro nonprofit di scrittura e tutoring per ragazzi del Mission District di San Francisco. In seguito sono state aperte altre sedi locali dei Centri 826 a Chicago, Los Angeles, Brooklyn, Ann Arbor, Seattle, e Boston. Nel 2004, Eggers ha insegnato presso la University ofCalifornia-Berkeley Graduate School of Journalism, dove, assieme al Dr Lola Vollen, ha fondato Voice of Witness, una collana di libri che utilizzano la storia orale per dar voce alle situazioni di crisi dei diritti umani nel mondo. Nato a Chicago, Eggers si  laureato in giornalismo alla University of Illinois. Attualmente vive nella San Francisco Bay Area con la moglie e i due figli.
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A Abdulrahman, Kathy, Zachary, Nademah,
Aisha, Safiya e Ahmad a New Orleans
A Ahmad, Antonia, Lutfi e Laila a Mlaga
A Kousay, Nada, Mahmoud, Zakiya, Luay, Eman, Fahzia,
Fatimah, Aisha, Munah, Nasibah
e a tutti gli Zeitoun di Jableh, Lattakia
e dell'isola di Arwad.
Alla gente di New Orleans.
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Nella storia del mondo forse
c'era pi castigo che delitto...
CORMAC MCCARTHY, La strada.
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A chi ha un martello, tutto sembra un chiodo.
MARK TWAIN
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Note sul libro.
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Questa non  un'opera di fantasia, e si basa principalmente sui racconti di Abdulrahman e Kathy Zeitoun. Date, orari, luoghi e altri dettagli sono stati confermati da fonti indipendenti e dai resoconti storici. Le conversazioni sono state riportate con la maggior fedelt possibile, compatibilmente con i ricordi degli interessati. Alcuni nomi sono stati modificati.
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Questo libro non vuole essere un testo esaustivo su New Orleans o sull'uragano Katrina. Non  altro che il racconto dell'esperienza di una famiglia prima e dopo la tempesta.  stato scritto con la piena collaborazione degli Zeitoun e riflette il loro punto di vista sugli eventi.
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Venerd 26 agosto 2005.
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Nelle notti senza luna gli uomini e i ragazzi di Jableh, una polverosa
cittadina di pescatori sulla costa siriana, prendevano le lanterne
e salivano a bordo delle loro barche pi silenziose. Cinque o
sei imbarcazioni, piccole, ciascuna con a bordo due o tre pescatori.
Giunti a un paio di chilometri dalla costa, disponevano le barche
in cerchio sul mare nero, calavano le reti, e, allungando le lanterne
sull'acqua, fingevano di essere la luna.
I pesci, sardine, cominciavano ad assembrarsi poco dopo, una massa
d'argento che lentamente risaliva dal basso. Erano attratti dal
plancton, e il plancton era attratto dalla luce. Cominciavano a girare
in tondo, una catena a maglie larghe, e per un'oretta il loro numero
continuava a crescere. Gli spazi neri tra le maglie d'argento
si chiudevano, finch i pescatori, dall'alto, riuscivano a scorgere
una solida massa argentea che ruotava.
Abdulrahman Zeitoun aveva solo tredici anni quando cominci
a pescare sardine in quel modo, un metodo chiamato lampara, preso
a prestito dagli italiani. Per anni aveva atteso di unirsi a quegli
uomini e a quei ragazzi sulle barche di notte, e nel frattempo si era
fatto domande. Perch soltanto nelle notti senza luna? Perch, diceva
suo fratello Ahmad, nelle notti di luna il plancton era visibile
ovunque, disseminato in ogni angolo del mare, e le sardine potevano
vedere e mangiare gli organismi luminescenti con facilit. Ma
quando la luna non c'era, gli uomini potevano inventarsene una,
e far affiorare in superficie concentrazioni sorprendenti di sardine.
"Devi vederle" aveva detto Ahmad al fratellino. "Una cosa del
genere non l'hai mai vista."
E quando per la prima volta Abdulrahman vide le sardine disegnare
cerchi nel nero non pot credere ai suoi occhi, alla bellezza di
quel globo d'argento che fluttuava sotto la luce bianca e oro della
lanterna. Non disse nulla, e anche gli altri pescatori cercavano di
non fare rumore, remando a motori spenti per non mettere in fuga
la preda. Si scambiavano sussurri sul mare, raccontandosi barzellette
e parlando di donne e ragazze intanto che guardavano i pesci
salire e ruotare sotto di loro. Di l a qualche ora, quando le sardine
fossero state pronte e a decine di migliaia avessero luccicato nella
luce rifratta, i pescatori avrebbero stretto la rete tirandole a bordo.
Poi, accesi i motori, sarebbero tornati a riva per portare le sardine
al grossista del mercato prima dell'alba. Lui avrebbe pagato uomini
e ragazzi, e poi venduto il pesce in tutta la Siria
occidentale, a Lattakia, Baniyas, Damasco. I pescatori si
dividevano i soldi, e Abdulrahman e Ahmad portavano a casa la
loro quota. Il padre era mancato
l'anno prima, e la madre aveva problemi di salute e mentali,
per cui tutti i soldi che guadagnavano con la pesca finivano nelle
spese della casa che dividevano con dieci tra fratelli e sorelle.
Ma a Abdulrahman e Ahmad i soldi interessavano ben poco.
L'avrebbero fatto anche gratis.
Trentaquattro anni dopo e migliaia di chilometri a ovest, un venerd
mattina, Abdulrahman Zeitoun era a letto, e lentamente stava
abbandonando la notte senza luna di Jableh, un brandello di
ricordo impigliato in un sogno mattutino. Era nella sua casa di
New Orleans, e accanto a s sentiva respirare sua moglie Kathy,
un suono che ricordava lo sciabordio dell'acqua contro lo scafo di
una barca di legno. Nel resto della casa c'era silenzio. Sapeva che
erano quasi le sei, e la pace non sarebbe durata. Di solito la luce
del mattino svegliava i bambini non appena raggiungeva le loro
finestre al primo piano. Uno dei quattro apriva gli occhi, e a partire
da quel momento tutto accelerava e la casa si faceva ben presto
rumorosa. Con un bambino sveglio, tenere a letto gli altri tre
era impossibile.
Kathy fu svegliata da un tonfo al piano di sopra, proveniente da
una delle stanze dei bambini. Si mise in ascolto, pregando in silenzio
di poter riposare. Ogni mattina c'era un momento delicato,
tra le sei e le sei e mezzo, in cui esisteva la possibilit, per quanto
remota, di riuscire a strappare dieci o quindici minuti di sonno
in pi. Ma subito si ud un secondo tonfo, e il cane abbai, poi un
altro tonfo ancora. Cosa stava succedendo in quella casa? Kathy
guard il marito. Stava fissando il soffitto. La giornata aveva rumorosamente
preso vita.
Il telefono attacc a squillare, quel giorno come sempre, prima
ancora che riuscissero a posare i piedi per terra. Kathy e Zeitoun -
non riuscendo a pronunciarne il nome, quasi tutti lo chiamavano
per cognome - gestivano una ditta, la Zeitoun A. Tinteggiature e
ristrutturazioni s.r.l., e ogni giorno dipendenti, clienti, chiunque
possedesse un telefono e il loro numero, sembrava credere che,
una volta suonate le sei e mezzo, si potesse chiamare senza problemi.
E chiamava. Di solito arrivavano cos tante telefonate, allo
scoccare delle sei e trenta, che la sovrapposizione ne spediva almeno
met nella casella vocale.
Kathy prese la prima, di una cliente dall'altra parte della citt,
intanto che Zeitoun si trascinava sotto la doccia. I venerd erano
sempre pieni, ma quello in particolare si prospettava delirante,
per via del maltempo in arrivo. Era tutta la settimana che si sentiva
parlare di una tempesta tropicale che avrebbe attraversato le
Florida Keys, con la possibilit che si dirigesse verso nord. Anche
se eventualit del genere si riproponevano ogni agosto, senza che
quasi nessuno si scomponesse, i clienti e gli amici pi prudenti di
Kathy e Zeitoun spesso si organizzavano. Per tutta la mattinata chi
chiamava voleva sapere se Zeitoun poteva andargli a sbarrare finestre
e porte con assi di legno, se avrebbe portato via l'attrezzatura
prima che si alzasse il vento. I dipendenti volevano sapere se l'indomani
o il giorno successivo sarebbero dovuti andare al lavoro.
Zeitoun A. Tinteggiature e ristrutturazioni disse Kathy, cercando
di sembrare sveglia. Era una cliente anziana, una signora che
viveva da sola in una villa nel Garden District, e voleva sapere
se gli operai di Zeitoun potevano andare a rinforzarle le finestre.
Ma certo rispose Kathy, lasciando cadere pesantemente i piedi
sul pavimento. Si era alzata. Nella ditta, Kathy svolgeva mansioni
di segretaria, contabile, esattrice crediti, addetta alle pubbliche relazioni.
Faceva tutto dall'ufficio, mentre il marito gestiva i lavori di
ristrutturazione e tinteggiatura. I due si equilibravano bene: l'inglese
di Zeitoun aveva i suoi limiti, e cos, quando bisognava trattare
sulle tariffe, la cadenza strascicata di Kathy, tipica della Louisiana,
metteva i clienti a loro agio.
Anche quello faceva parte del lavoro: aiutare i clienti a preparare
le case in vista dei venti. Kathy non si era soffermata a riflettere
pi di tanto sulla tempesta di cui parlava quella cliente. Per
catturare la sua attenzione ci voleva pi di qualche albero caduto
nel Sud della Florida.
Le mandiamo una squadra oggi pomeriggio disse alla donna.
Kathy e Zeitoun erano sposati da undici anni. Zeitoun era arrivato
a New Orleans nel 1994, passando per Houston e Baton Rouge e
altre cinque o sei citt americane che aveva esplorato da ragazzo.
Kathy era cresciuta a Baton Rouge, e alla routine degli uragani era
abituata: la litania dei preparativi, attendere e osservare, la corrente
che saltava, le candele e le torce e i secchi per raccogliere la pioggia.
Di tempeste come quella sembravano essercene una mezza
dozzina ogni agosto, e raramente meritavano il disturbo. Questa,
di nome Katrina, non sarebbe stata diversa.
Al piano di sotto, Nademah, la secondogenita di dieci anni, stava
aiutando a preparare la colazione per le due bambine pi piccole,
Aisha e Safiya, rispettivamente di cinque e sette anni. Zachary,
il figlio quindicenne avuto da Kathy con il primo marito, era gi
uscito per andare a incontrare gli amici prima della scuola. Kathy
prepar i pranzi intanto che le tre bambine, sedute al tavolo di
cucina, mangiavano e recitavano, simulando accenti britannici,
scene di Orgoglio e pregiudizio. Erano state rapite da quel film, innamorandosene
perdutamente. La piccola Nademah dagli occhi
scuri ne aveva sentito parlare dagli amici, aveva convinto Kathy a
comprare il DVD, e da allora lo avevano visto qualcosa come dieci
volte, quasi ogni sera per due settimane. Conoscevano a
memoria tutti i personaggi e le battute e avevano imparato a sdilinquirsi
come vere fanciulle aristocratiche. Non vivevano una mania del
genere dai tempi di quella per Il fantasma dell'Opera, quand'erano
state colte dal bisogno insopprimibile di cantarne ogni canzone a
squarciagola, che fossero a casa, a scuola o sulle scale mobili del
centro commerciale.
Zeitoun non sapeva quale delle due cose fosse peggio. Entrando
in cucina e vedendo le figlie inchinarsi e fare riverenze e sventolare
ventagli immaginari, pens: "Be', almeno stavolta non cantano".
Versandosi un bicchiere di succo d'arancia, guard perplesso
le sue bambine. In Siria era cresciuto con sette sorelle, ma nessuna
di loro era cos incline al melodramma. Le sue figlie erano giocose,
languide, in casa non facevano che ballare, saltare da un letto
all'altro, cantare con finti vibrati, fare mille moine. Era l'influenza
di Kathy, senza dubbio. Lei in fin dei conti era come loro, allegra
e un po' infantile, tanto nei modi come nei gusti: videogiochi,
Harry Potter, la sconcertante musica pop che ascoltavano. Zeitoun
sapeva che sua moglie era decisa a dare alle figlie l'infanzia spensierata
che lei non aveva avuto.
Non mangi nient'altro? disse Kathy guardando il marito, che si
stava mettendo le scarpe, pronto a uscire. Zeitoun era di statura
media, un quarantasettenne dal fisico vigoroso; ma come facesse a
mantenere il suo peso era un mistero. Poteva saltare la colazione,
spiluccare qualcosa a pranzo e sfiorare appena la cena, il tutto sobbarcandosi
giornate lavorative da dodici ore di attivit ininterrotta,
eppure il suo peso non oscillava mai. Kathy sapeva ormai da un
decennio che suo marito era uno di quegli uomini solidi, autosufficienti
e mai bisognosi, che vivevano d'aria e acqua, immuni a infortuni
e malattie; eppure si chiedeva come facesse a sostenersi. Adesso
stava facendo il giro della cucina, baciando le figlie sulla testa.
Non scordarti il telefono disse Kathy, vedendolo appoggiato
sul microonde.
Perch dovrei? chiese lui, infilandoselo in tasca.
Non dimentichi mai niente, tu?
No.
Stai dicendo sul serio che non dimentichi le cose?
S. Lo sto dicendo.
Appena pronunciate quelle parole, si rese conto dell'errore.
Ma se ti sei dimenticato la tua prima figlia! esclam Kathy.
Zeitoun se l'era cercata. Le figlie gli sorrisero. Anche loro conoscevano
bene quella storia.
Era ingiusto, pens Zeitoun, che un'unica dimenticanza nel corso
di undici anni fornisse a sua moglie un pretesto sufficiente a punzecchiarlo
per il resto dei suoi giorni. Zeitoun non era uno smemorato,
ma quando gli capitava di dimenticare qualcosa, o quando
Kathy cercava di dimostrare che aveva dimenticato qualcosa,
non doveva fare altro che ricordargli quella volta che si era dimenticato
di Nademah. Perch era successo. Non era durato molto,
ma era successo.
Nademah era nata il 4 agosto, il giorno del loro primo anniversario
di matrimonio. Il travaglio era stato difficile. L'indomani,
giunti a casa, Zeitoun aveva aiutato Kathy a scendere dalla macchina,
aveva richiuso la portiera del passeggero e recuperato Nademah
nel seggiolino per auto. Con una mano reggeva la bambina,
con l'altra il braccio di Kathy. La scala che portava al loro
appartamento al primo piano si trovava nell'atrio dell'edificio, e
per salirla Kathy aveva bisogno di aiuto. E cos Zeitoun l'aveva
accompagnata su per i ripidi scalini, con Kathy che gemeva e sospirava.
Arrivati in camera, Kathy era crollata sul letto e si era infilata
sotto le coperte. Aveva provato un sollievo indicibile, quasi
irragionevole nel ritrovarsi a casa, dove avrebbe potuto rilassarsi
con la sua neonata.
Dammela aveva detto, tendendo le braccia.
Zeitoun aveva guardato la moglie, sbalordito dalla sua eterea
bellezza, dalla pelle radiosa, dagli occhi cos stanchi. Poi si era
reso conto di ci che gli aveva chiesto. La bambina. Certo che
voleva la bambina. Si era girato per prenderla e dargliela, ma la
bambina non c'era. Non era l ai suoi piedi. La bambina non era
nella stanza.
Dov'? gli aveva chiesto Kathy.
Zeitoun aveva trattenuto il respiro. Non lo so.
Abdul, dov' la bambina? aveva ripetuto Kathy, stavolta a
voce pi alta.
Zeitoun aveva emesso un suono, qualcosa a met tra un respiro
mozzato e uno squittio, dopodich si era precipitato fuori dalla
stanza. Era corso gi per la scala e oltre il portone. Aveva visto
il seggiolino adagiato sul prato. Aveva lasciato la bambina in giardino.
Aveva lasciato la bambina in giardino. Il seggiolino era rivolto
verso la strada. Il viso di Nademah non si vedeva. Aveva afferrato
l'impugnatura, temendo il peggio, che qualcuno se la fosse portata
via abbandonando l il seggiolino, ma quando l'aveva ruotato
verso di s ecco il visino rosa di Nademah, grinzoso e addormentato.
L'aveva sfiorata con le dita, per sentirne il calore, per sapere
se stava bene. Stava bene.
Aveva portato in casa il seggiolino, consegnato Nademah a Kathy,
e prima che quest'ultima potesse sgridarlo, prenderlo in giro
o chiedergli il divorzio, aveva infilato di nuovo le scale ed era uscito
a fare due passi. Quel giorno aveva avuto bisogno di una passeggiata,
e avrebbe avuto bisogno di passeggiate ancora per molti
giorni, per capire cosa aveva fatto e perch, com'era possibile che
per aiutare la moglie si fosse dimenticato della figlia. Quanto fosse
difficile fare entrambe le cose, essere compagno di una e protettore
dell'altra. Dove si trovava il punto di equilibrio? Un enigma
che l'avrebbe tenuto occupato per anni.
Quel giorno, in cucina, Zeitoun non avrebbe dato a Kathy la possibilit
di raccontare tutta la storia, per l'ennesima volta, alle figlie.
Fece ciao con la mano e se ne and.
Aisha gli si aggrapp a una gamba. Non te ne andare, Baba
disse. Era incline a gesti teatrali - Kathy la chiamava Dramarama -
e quella scorpacciata di Jane Austen non aveva fatto che peggiorare
le cose.
Zeitoun aveva la mente rivolta alla giornata di lavoro, e si sentiva
in ritardo sulla tabella di marcia gi alle sette e mezzo del mattino.
Guard Aisha, le prese il viso fra le mani, sorridendo davanti
alla perfezione dei suoi occhi umidi e scuri, poi se la sfil dallo
stinco come togliendosi un paio di pantaloni bagnati. Di l a qualche
istante era sul vialetto di casa, a caricare il furgone.
Aisha usc ad aiutarlo, e Kathy li guard, pensando a quanto suo
marito ci sapeva fare con le figlie. Era una cosa difficile da descrivere.
Non era uno di quei padri che stravedono per la prole, eppure
non aveva nulla in contrario a che gli saltassero addosso o
lo afferrassero. Era fermo, risoluto, ma anche abbastanza distratto
da lasciar loro lo spazio di cui avevano bisogno, e abbastanza
duttile da permettergli, all'occorrenza, di abusare di lui. E anche
quando qualcosa lo turbava, rimaneva comunque nascosto dietro
quegli occhi, grigioverdi e con le ciglia lunghe. Quando si erano
conosciuti - lui aveva tredici anni pi di Kathy - lei non era particolarmente
attratta dall'idea di sposarsi, ma quegli occhi, il modo
in cui catturavano la luce, l'avevano conquistata. Erano pieni di
sogni, ma anche avveduti, capaci di valutare. Gli occhi di un imprenditore.
Zeitoun era in grado di vedere un edificio fatiscente
e non soltanto riuscire a immaginare che cosa sarebbe potuto diventare,
ma anche sapere quanto sarebbe costato e quanto tempo
ci sarebbe voluto.
Davanti alla finestra, Kathy si sistem lo hijab, infilando sotto la
stoffa le ciocche ribelli - un'abitudine nervosa - mentre guardava
Zeitoun uscire dal vialetto sollevando un turbinio di polvere grigia.
Era ora di comprare un furgone nuovo. Quello che avevano era un
bestione bianco mezzo scassato, da tempo agonizzante ma affidabile,
pieno di scale e pezzi di legno, nonch di viti e pennelli sparsi
che sbatacchiavano qua e l. Sul fianco campeggiava il loro onnipresente
logo, le parole ZEITOUN A. TINTEGGIATURE E RISTRUTTURAZIONI
accanto a un rullo per imbiancare collocato in fondo a un
arcobaleno. Era un logo stucchevole, conveniva Kathy, ma non si
dimenticava facilmente. In citt lo conoscevano tutti, avendolo visto
alle fermate degli autobus, sulle panchine e sui cartelli piantati
nei giardini; a New Orleans era diffuso come la quercia della Virginia
e la felce palustre. All'inizio, per, non li aveva favoriti affatto.
Quando l'aveva ideato, Zeitoun non pensava che un simbolo
contenente un arcobaleno potesse avere per qualcuno significati
particolari, all'infuori della gamma di colori e sfumature tra i quali
i clienti potevano scegliere. Presto, per, lui e Kathy si erano resi
conto di che genere di segnale stavano mandando.
Immediatamente avevano cominciato a ricevere telefonate da
parte di coppie gay, e quella era una buona notizia, ottima per gli
affari. Al tempo stesso, per, alcuni potenziali clienti, quando vedevano
arrivare il furgone, di colpo non erano pi interessati alla
Zeitoun A. Tinteggiature e ristrutturazioni s.r.l. Alcuni dipendenti
se n'erano andati, convinti che lavorare sotto l'arcobaleno della
Zeitoun A. Tinteggiature e ristrutturazioni significasse essere
scambiati per gay, che per qualche motivo la ditta riuscisse ad assumere
soltanto imbianchini gay.
Quando infine Zeitoun e Kathy avevano capito quant'era potente
il significato dell'arcobaleno, ne avevano discusso seriamente.
Kathy aveva ventilato al marito, che all'epoca non aveva n amici
n parenti gay, l'eventualit di cambiare il logo, affinch il loro messaggio
non venisse pi frainteso.
Zeitoun per aveva liquidato la questione quasi subito. Sarebbe
costato un sacco di soldi - avevano fatto fare una ventina di cartelli,
per non parlare dei biglietti da visita e della carta intestata - e oltretutto
i nuovi clienti pagavano. Un ragionamento molto semplice.
Riflettici un attimo le aveva detto ridendo. Siamo una coppia
musulmana che gestisce una ditta di tinteggiature in Louisiana.
Rifiutare dei clienti non  una buona idea. Chiunque avesse problemi
con l'arcobaleno, le aveva detto, di sicuro ne avrebbe avuti
anche con l'islam.
E cos l'arcobaleno era rimasto.
Zeitoun imbocc Earhart Boulevard, anche se una parte di lui era
ancora a Jableh. Ogni volta che gli venivano quei pensieri mattutini
sulla sua infanzia, si chiedeva come stessero tutti quanti, la sua
famiglia in Siria, tutti i suoi fratelli e le sorelle e i nipoti disseminati
su e gi per la costa, e anche quelli che da tempo avevano abbandonato
questo mondo. Sua madre era morta qualche anno dopo
la scomparsa del padre e aveva perso un fratello amatissimo, Mohammed,
quand'era molto piccolo. Ma gli altri, i fratelli e le sorelle
che si trovavano ancora in Siria e in Spagna e in Arabia Saudita,
stavano tutti bene, anzi, straordinariamente bene. Gli Zeitoun
erano un clan di successo, pieno di medici, presidi, generali e imprenditori,
tutti con la passione per il mare. Erano cresciuti in una
grande casa di pietra sul Mediterraneo, e nessuno si era allontanato
troppo dalla riva. Zeitoun si ripromise di chiamare Jableh in
giornata. C'erano sempre nuovi bambini, nuove notizie. Bastava
mettersi in contatto con un fratello o una sorella - in Siria ce n'erano
ancora sette - e avrebbe avuto il resoconto completo.
Zeitoun accese la radio. La tempesta di cui tutti parlavano era
ancora lontana, gi in Florida, e si spostava lentamente verso ovest.
Non avrebbe raggiunto il Golfo ancora per qualche giorno, ammesso
che lo facesse. Dirigendosi verso il primo lavoro della giornata,
una splendida villa nel Garden District, Zeitoun gir la manopola
della radio, in cerca di qualcos'altro, qualunque cosa.
In cucina, Kathy guard l'orologio e trattenne il fiato. Era fin troppo
raro che riuscisse a portare le bambine a scuola in orario. Ma
ci stava lavorando. O comunque meditava di lavorarci non appena
la stagione si fosse un po' calmata. Nel loro settore, l'estate era
il periodo di maggior lavoro, con tutta la gente che se ne andava,
in fuga dal calore palustre, e mentre era via voleva far ridipingere
qualche stanza o una veranda.
Con una girandola di avvertimenti e gesti delle braccia, Kathy
radun le bambine e le loro cose sulla familiare e part alla volta
della zona occidentale, sull'altra sponda del Mississippi.
Il fatto che Zeitoun e Kathy gestissero un'attivit insieme aveva
i suoi pr - molti e grandi, troppi per elencarli tutti - ma anche
i contro erano notevoli, e andavano aumentando. Per loro era
molto importante poter decidere i propri orari, scegliersi i clienti
e i lavori, e stare a casa ogni qualvolta ce n'era bisogno. La possibilit
di essere sempre presenti, per qualsiasi cosa riguardasse i
figli, era decisamente comoda. Ma quando gli amici chiedevano a
Kathy se secondo lei avrebbero fatto bene ad aprire un'attivit a
loro volta, lei cercava di dissuaderli. Non sei tu che gestisci l'attivit,
gli diceva.  lei a gestire te.
Kathy e Zeitoun lavoravano pi di chiunque altro conoscessero,
e il lavoro e le preoccupazioni non finivano mai. Notti, fine settimana,
giorni di festa: mai un momento di tregua. Di solito avevano
in corso tra gli otto e i dieci lavori contemporaneamente, che
supervisionavano da un ufficio casalingo e da un magazzino in
Dublin Street, una parallela di Carrollton Avenue. E questo senza
contare la parte di amministrazione condominiale. A un certo punto
avevano cominciato a comprare edifici, appartamenti e case, e
adesso possedevano sei immobili con diciotto inquilini. Ogni affittuario
era, per certi versi, un altro dipendente, un'altra anima
di cui preoccuparsi, a cui fornire riparo, un tetto solido, aria condizionata,
acqua potabile. C'era una vertiginosa schiera di persone
da pagare e dalle quali riscuotere, di case da migliorare e mantenere
in efficienza, di conti da fare, fatture da emettere, materiali
da comprare e immagazzinare.
Ma Kathy amava la vita che si era costruita e la famiglia che lei
e Zeitoun avevano creato. Ora stava accompagnando le figlie a
scuola, e il fatto che potessero frequentare una scuola privata, che
le spese per il college fossero gi coperte, che avessero tutto ci di
cui avevano bisogno e anche di pi... Per tutto questo era grata
ogni ora di ogni singolo giorno.
In casa di Kathy erano nove tra fratelli e sorelle, ed era cresciuta
con pochissimo, mentre Zeitoun, ottavo di tredici figli, era stato
allevato praticamente con nulla. A vederli ora, a fare un passo indietro
e osservare ci che erano riusciti a costruire - una famiglia
numerosa, un'attivit di notevole successo, una vita cos perfettamente
inserita nel tessuto sociale della loro citt adottiva da permettergli
di avere amici in ogni quartiere, e clienti quasi in ogni isolato
- tutte quelle cose sembravano una vera benedizione divina.
Come dare per scontato, per esempio, un dono quale Nademah?
Com'erano riusciti a crescere una figlia del genere, cos intelligente
e posata, cos obbediente, disponibile e precoce? Ormai
era quasi un'adulta, o cos sembrava. Di certo si esprimeva come
tale, ed era spesso pi misurata e circospetta dei genitori. Kathy la
guard mentre, seduta sul sedile del passeggero, trafficava con la
radio. Era sempre stata una bambina sveglia. Quando aveva cinque
anni, non pi di cinque, un giorno Zeitoun era tornato a casa
dal lavoro e l'aveva trovata che giocava sul pavimento. Nademah
aveva alzato lo sguardo verso di lui e dichiarato: Pap, da grande
voglio fare la ballerina. Zeitoun si era tolto le scarpe e si era
seduto sul divano. Di ballerini in questa citt ce ne sono fin troppi
aveva detto, massaggiandosi i piedi.  di medici che abbiamo
bisogno. Di avvocati, di insegnanti. Io voglio che tu diventi medico,
cos poi potrai curarmi. Nademah ci aveva riflettuto un momento,
dopodich aveva detto: Okay, allora far il medico. E si
era rimessa a colorare. Un attimo dopo, Kathy era scesa al pianterreno,
dopo aver constatato il disastro che regnava nella stanza
di Nademah. Demah, vai a riordinare la tua stanza le aveva detto.
Nademah non si era scomposta, n aveva alzato il naso dall'album
che stava colorando. No, mamma. Io da grande far il medico,
e i medici non riordinano.
In macchina, avvicinandosi a scuola, Nademah alz il volume
dell'autoradio. Aveva trovato un notiziario che parlava della tempesta
in arrivo. Kathy non prestava molta attenzione, perch almeno
tre o quattro volte l'anno saltava fuori qualche allarmista che
con largo anticipo si metteva a parlare di uragani diretti verso la
citt, e puntualmente quelli cambiavano direzione, oppure i venti
calavano mentre erano ancora in Florida o sul Golfo. Ammesso che
una tempesta fosse riuscita a raggiungere New Orleans, la sua potenza
sarebbe stata molto ridotta, e se la sarebbero cavata con un
giorno di grigio, raffiche di vento e pioggia.
Il giornalista stava dicendo che la tempesta diretta verso il Golfo
del Messico era di categoria 1. Si trovava a una settantina di chilometri
da Key West in direzione nord-nordovest, e si stava spostando
verso ovest. Kathy spense la radio. Non voleva che le figlie
si preoccupassero.
Secondo te arriva fin qui? chiese Nademah.
Kathy non stette a rifletterci. Chi poteva preoccuparsi per una
tempesta di categoria 1 o 2? Disse a Nademah che non era niente,
ma proprio niente, dopodich baci le bambine e le salut.
Al suono di tre portiere che sbattevano, Kathy si ritrov di colpo
e definitivamente sola. Allontanandosi dalla scuola, riaccese
l'autoradio. L'amministrazione cittadina stava diramando la solita
raccomandazione di procurarsi scorte alimentari per tre giorni
- cosa che Zeitoun si curava sempre di fare - seguita da qualche
accenno a venti a 180 chilometri all'ora e onde anomale nel Golfo.
Spense di nuovo e chiam Zeitoun al cellulare.
Hai sentito della tempesta? gli chiese.
Sto sentendo cose diverse rispose lui.
Secondo te bisogna preoccuparsi?
Davvero? Non lo so.
Zeitoun aveva reinventato la parola "davvero", e introduceva
con un "Davvero?" buona parte delle sue frasi, come a schiarirsi
la gola. Kathy gli faceva una domanda qualunque, e lui rispondeva:
"Davvero? Che cosa strana". Era noto per la sua abitudine
di snocciolare aneddoti e parabole sulla Siria, citazioni del Corano,
racconti sui suoi viaggi in giro per il mondo. A tutto ci Kathy
aveva fatto l'abitudine, mentre all'uso del "davvero?" si era semplicemente
arresa. Per lui equivaleva a cominciare una frase con
"Sai", oppure "Guarda". Era Zeitoun, e Kathy non aveva altra scelta
se non trovarlo tenero.
Non ti preoccupare le disse lui. Le bambine sono a scuola?
No, in mezzo a un lago. Dio santo.
Suo marito era ossessionato dalla scuola, e per quello, oltre che per
mille altre cose, Kathy si divertiva a prenderlo in giro. Lei e Zeitoun
si parlavano per telefono durante tutta la giornata, di qualsiasi cosa,
tinteggiature, affitti, cose da riparare e fare e andare a ritirare, ma
spesso anche solo per salutarsi. Il chiacchiericcio punzecchiante
che avevano sviluppato, pieno di battute fulminanti di Kathy e
reazioni esasperate da parte di Zeitoun, divertiva chiunque avesse
modo di sentirlo. Non poteva essere altrimenti, considerata la
frequenza con cui si parlavano. Nessuno dei due sarebbe stato in
grado di mandare avanti la casa, la ditta o anche solo la propria
vita senza l'altro.
Kathy non smetteva di stupirsi del fatto che avessero raggiunto
un tale livello di simbiosi. Era cresciuta in una tipica famiglia
di battisti del Sud nei sobborghi di Baton Rouge, sognando di andarsene
di casa - cosa che aveva fatto finite le superiori - e dirigendo
un centro di baby-sitting. Adesso era una musulmana
sposata con un siro-americano, che gestiva una ditta di tinteggiature
e ristrutturazioni in rapida espansione. Quando aveva
conosciuto suo marito, che proveniva da un Paese di cui Kathy
non sapeva quasi nulla, lei aveva ventun anni e lui
trentaquattro. Si stava ancora riprendendo dalla fine di un matrimonio fallito,
e si era da poco convertita all'islam. La prospettiva di risposarsi
non la interessava minimamente, ma Zeitoun si era rivelato
essere tutto ci che lei non riteneva neppure possibile: un uomo
onesto, onesto fino al midollo, gran lavoratore, affidabile, fedele,
dedito alla famiglia. Cosa ancor pi importante, pi di ogni
altra cosa desiderava che Kathy fosse la persona che voleva essere,
n pi n meno.
Questo non voleva dire che non ci fossero tensioni. Kathy definiva
cos i loro animati battibecchi su qualunque cosa, da ci che i
figli mangiavano per cena all'eventualit di rivolgersi a un'agenzia
di recupero crediti per farsi aiutare con un certo cliente.
Stiamo solo discutendo diceva alle bambine quando li sentivano.
Kathy non poteva farne a meno. Aveva la lingua lunga. Non
riusciva a trattenersi su nulla. Io dir sempre quello che penso, aveva
avvertito Abdul all'inizio della loro relazione. Lui si era stretto
nelle spalle; non c'era problema. Sapeva che ogni tanto Kathy aveva
semplicemente bisogno di sfogare la tensione, e glielo lasciava
fare. Annuiva pazientemente, a volte rallegrandosi che il suo inglese
fosse meno fluente di quello di lei. Mentre cercava le parole
giuste con cui risponderle, Kathy proseguiva, e il pi delle volte,
quando giungeva alla conclusione, ormai si era stancata e non
rimaneva altro da dire.
In ogni caso, appena Kathy capiva che sarebbe stata ascoltata,
e ascoltata fino in fondo, i suoi toni si ammorbidivano. Le discussioni
si facevano meno accese, e sovente pi comiche. Ma le
bambine, almeno da piccole, a volte non sapevano riconoscere la
differenza.
Anni prima, mentre Kathy stava guidando e protestando con
Zeitoun per qualcosa, Nademah era intervenuta. Imbragata nel
suo seggiolino sul sedile posteriore, ne aveva avuto abbastanza.
Pap, tratta bene mamma aveva detto. Dopodich si era rivolta
a Kathy: Mamma, tratta bene pap. Kathy e Zeitoun avevano
taciuto di colpo. Si erano scambiati un'occhiata, e poi, contemporaneamente,
si erano voltati verso la piccola Nademah. Avevano
gi capito che era intelligente, ma quella volta era stato diverso.
Aveva solo due anni.
Conclusa la telefonata con Zeitoun, Kathy fece ci che sapeva di
non dover fare, perch senza dubbio durante la mattinata qualche
cliente avrebbe avuto bisogno di parlarle, e si sarebbe aspettato di
trovarla. Spense il telefono. Ogni tanto lo faceva, dopo che le bambine
erano scese e mentre tornava a casa. Godersi trenta minuti di
solitudine in macchina era un gesto tanto autoindulgente quanto
essenziale. Fiss la strada, in un silenzio assoluto, senza pensare
a nulla. La giornata sarebbe stata lunga, un tour de force ininterrotto
fino al momento in cui le bambine fossero andate a letto, e
cos si concesse quell'unico lusso, trenta minuti, una distesa ininterrotta
di lucidit e silenzio.
All'altro capo della citt, Zeitoun aveva raggiunto il primo cantiere
della giornata. Adorava quel posto, una vecchia e solenne
dimora nel Garden District. Aveva l due operai, ed era passato
a controllare che fossero arrivati, che si stessero dando da fare
e avessero tutto l'occorrente per farlo. Sal i gradini saltellando,
ed entr in quella casa che doveva avere qualcosa come centoventi
anni.
Vide Emil, un imbianchino e falegname del Nicaragua, che inginocchiato
sulla soglia di una stanza ricopriva di nastro protettivo
un battiscopa. Zeitoun si avvicin di soppiatto e di colpo lo afferr
per le spalle.
Emil fece un salto.
Zeitoun scoppi a ridere.
Non sapeva perch facesse cose del genere. Era difficile da
spiegare. A volte si svegliava in vena di scherzi. Gli operai che lo
conoscevano bene non se ne stupivano, mentre quelli nuovi spesso
si spaventavano, e pensavano che il suo comportamento fosse
un bizzarro metodo per spronarli.
Emil si sforz di sorridere.
In sala da pranzo, intento a stendere la seconda mano di pittura
su una parete, c'era Marco, originario di El Salvador. I due, Marco
e Emil, si erano conosciuti in chiesa, e insieme avevano cominciato
a cercare lavoro, offrendosi come coppia di imbianchini. Si
erano presentati in uno dei cantieri di Zeitoun, e siccome lui aveva
quasi sempre pi lavoro di quello che riuscisse a gestire li
aveva presi con s. Era successo tre anni prima, e da allora Marco e
Emil avevano lavorato per lui regolarmente.
Oltre a dare lavoro a vari nativi di New Orleans, Zeitoun assumeva
uomini delle provenienze pi svariate: Per, Messico,
Bulgaria, Polonia, Brasile, Honduras, Algeria. Si era trovato bene
quasi con tutti, anche se in quel settore il tasso di logoramento e
di ricambio era superiore alla media. Molti operai erano di passaggio,
intenzionati a trascorrere soltanto qualche mese negli Stati
Uniti per poi tornare dalle loro famiglie. Zeitoun era ben felice
di assumerli, e col tempo aveva perfino imparato un po' di spagnolo,
ma doveva essere sempre pronto al fatto che sparissero
con un breve preavviso. Altri operai erano semplicemente giovani:
irresponsabili e abituati a vivere alla giornata. Non li biasimava
- anche lui era stato giovane e libero dalle responsabilit
- ma tentava, ogni volta che poteva, di instillargli la consapevolezza
che, evitando i colpi di testa e mettendo da parte qualche
dollaro ogni settimana, con quel lavoro avrebbero potuto vivere
bene, e anche mettere su famiglia. Ma raramente nel suo lavoro
vedeva giovani interessati al futuro. Il semplice fatto di garantirgli
vitto e abbigliamento, di stargli addosso quando si presentavano
in ritardo o non si presentavano affatto, era sfiancante e
a volte deprimente. Ogni tanto Zeitoun aveva l'impressione di
non avere quattro figli ma decine, la maggior parte dei quali con
mani e baffi sporchi di vernice.
Gli suon il telefono. Zeitoun guard chi chiamava e rispose.
Ahmad, dove sei? disse Zeitoun in arabo.
Ahmad era suo fratello maggiore, nonch il suo migliore amico.
Chiamava dalla Spagna, dove viveva con la moglie e i due figli,
entrambi alle superiori. Dove stava Ahmad era tardi, e Zeitoun
temette che la telefonata portasse brutte notizie.
Che succede? gli chiese.
Sto guardando questa tempesta rispose il fratello.
Mi hai fatto preoccupare.
Fai bene a preoccuparti disse Ahmad. Stavolta potrebbe essere
una cosa seria.
Zeitoun era scettico, ma lo ascolt. Ahmad era capitano di nave
da trent'anni, aveva pilotato petroliere e transatlantici in qualsiasi
bacino d'acqua immaginabile, e s'intendeva di tempeste, delle loro
traiettorie e della loro potenza pi di chiunque altro. Da ragazzo,
Zeitoun aveva fatto vari viaggi con lui. Ahmad, di nove anni pi
grande, l'aveva portato con s come membro dell'equipaggio in
Grecia, Libano, Sudafrica. In seguito, Zeitoun aveva continuato a
lavorare sulle navi anche senza di lui, e nei dieci anni di vagabondaggi
che infine lo avevano portato a New Orleans e alla sua vita
con Kathy era stato in quasi tutto il mondo.
Ahmad fece schioccare la lingua. In effetti sembra insolita. 
molto grande, e si muove lentamente. La sto guardando sul satellite
disse.
Ahmad era un patito di tecnologia. Sul lavoro e nel tempo libero
teneva costantemente d'occhio il tempo, le tempeste in fase di
formazione. In quel momento si trovava a casa, a Malaga, in Spagna,
nel suo studio ingombro di oggetti, e stava seguendo il percorso
della tempesta attraverso la Florida.
Hanno gi cominciato a evacuare? chiese Ahmad.
Ufficialmente no rispose Zeitoun. Qualcuno se ne sta andando.
E Kathy e i ragazzi?
Zeitoun gli disse che non ci aveva ancora pensato.
Ahmad sospir. Perch non ve ne andate? Giusto per precauzione.
Zeitoun emise un verso indecifrabile.
Ti chiamo pi tardi concluse Ahmad.
Zeitoun usc dalla villa e si diresse verso la destinazione successiva,
un isolato pi in l. Succedeva spesso di avere vari lavori uno
vicino all'altro. I clienti sembravano cos sorpresi nel trovare un
imbianchino o un ristrutturatore di cui potevano fidarsi che lo raccomandavano
ai vicini, e in rapida successione Zeitoun si ritrovava
ad avere cinque o sei lavori nello stesso quartiere.
La villa successiva, nella quale lavorava da anni, si trovava dirimpetto
a quella di Anne Rice, la scrittrice - lui non aveva letto i
suoi libri, ma Kathy s; Kathy leggeva tutto - ed era una delle pi
belle e imponenti di New Orleans. Soffitti alti, una grande scala
a chiocciola che scendeva nell'atrio, tutto intagliato a mano, ogni
stanza con un tema e uno stile diversi. Zeitoun aveva gi dipinto
e ridipinto praticamente tutte le stanze, e i proprietari non accennavano
a voler smettere. Adorava stare in quella casa, ammirare
la perizia con cui era stata realizzata, la cura messa anche nei
dettagli e negli ornamenti pi eccentrici, un murale sopra il camino,
ringhiere in ferro battuto a tutti i balconi, ciascuna delle quali
un pezzo unico. Era quell'attenzione ostinata e sfrenatamente romantica
per la bellezza - la bellezza cadente, che va sbiadendo e
ha bisogno di attenzioni costanti - a rendere quella citt cos diversa
da qualunque altra, nonch un luogo di lavoro senza paragoni
per un ristrutturatore.
Entr, risistem il telo protettivo nell'ingresso e si diresse verso
il retro della casa. Di nascosto and a dare un'occhiata a Georgi,
il suo falegname bulgaro, che stava installando delle modanature
nuove in cucina. Georgi era un bravo operaio, sui sessanta, con il
torace ampio, e instancabile, ma Zeitoun sapeva che con lui non
bisognava attaccare discorso. Quando Georgi cominciava a parlare,
ti toccava un sermone di venti minuti sull'ex Unione Sovietica,
sulle case in riva al mare in Bulgaria, e sui viaggi in camper che
si era fatto in lungo e in largo per il Paese con la moglie Albena,
scomparsa anni prima e profondamente rimpianta.
Zeitoun sal sul furgone e la radio lo assal con altre notizie su quella
tempesta di nome Katrina. Si era formata nei pressi delle Bahamas
due giorni prima, disperdendo navi come fossero giocattoli.
Zeitoun registr le informazioni, ma non ci pens pi di tanto.
Sarebbero passati ancora diversi giorni prima che nella sua vita i
venti diventassero importanti.
Si diresse verso il Presbytere Museum di Jackson Square, dove
aveva un'altra squadra al lavoro sul delicato restauro di un edificio
vecchio di duecento anni. Molto tempo prima, il museo
era stato un tribunale, e adesso ospitava un'ampia e straordinaria
collezione di manufatti e cimeli del Mardi Gras, il carnevale
di New Orleans. Era un lavoro importante, e Zeitoun voleva
farlo bene.
Kathy lo chiam da casa. Aveva appena sentito un cliente del
quartiere Broadmoor. Gli operai di Zeitoun avevano bloccato una
finestra con la vernice, e qualcuno doveva andare a sbloccarla.
Ci vado io rispose. Era la cosa pi semplice. Sarebbe andato
lui, l'avrebbe fatto lui, e si sarebbero tolti il pensiero. Meno telefonate,
nessuna attesa.
Hai sentito dei venti? disse Kathy. In Florida ne sono morti
gi tre.
Zeitoun minimizz. Questa non  la nostra tempesta disse.
Kathy spesso prendeva in giro la testardaggine di Zeitoun, il suo
rifiuto di piegarsi a qualsiasi forza, naturale o meno che fosse. Ma
era pi forte di lui. Zeitoun era cresciuto all'ombra del padre, un
leggendario marinaio che aveva affrontato una serie di traversie
epiche, riuscendo sempre, miracolosamente, a sopravvivere.
Il padre di Zeitoun, Mahmoud, era nato non lontano da Jableh,
sull'isola di Arwad, l'unica abitata della Siria, un'estensione di terra
cos piccola che su certe mappe non compariva nemmeno. L,
i ragazzi di solito diventavano operai navali o pescatori. Da adolescente
Mahmoud aveva cominciato a lavorare sulle rotte navali
tra il Libano e la Siria, a bordo di grandi mercantili a vela, trasportando
legname a Damasco e in altre citt della costa. Era stato su
una nave del genere durante la Seconda guerra mondiale, in rotta
tra Cipro e l'Egitto. Lui e i suoi compagni di bordo erano vagamente
consapevoli del rischio che le forze dell'Asse li bersagliassero
in quanto potenziali fornitori degli Alleati, ma quando
avevano visto apparire all'orizzonte una squadriglia di aerei tedeschi
che puntava verso di loro erano rimasti di sasso. Mahmoud
e gli altri marinai si erano tuffati in mare un attimo prima che gli
aerei cominciassero a mitragliarli. Prima che la nave affondasse,
erano riusciti a liberare una scialuppa di salvataggio gonfiabile, e
stavano tentando di salirci quando i tedeschi erano tornati all'attacco,
decisi evidentemente a uccidere i membri dell'equipaggio
sopravvissuti. Mahmoud e gli altri marinai erano stati costretti a
buttarsi gi dal canotto e ad attendere sott'acqua fino a quando
i tedeschi non si erano convinti che tutto l'equipaggio fosse stato
ucciso dalle raffiche o annegato. Quando la superficie era sembrata
di nuovo sicura, i marinai erano tornati verso la scialuppa,
trovandola tutta bucherellata. Avevano tappato i buchi con le camicie,
e vogando con le mani per chilometri erano riusciti a raggiungere
la costa egiziana.
Ma la storia che Mahmoud raccontava pi spesso, quando
Zeitoun era ragazzino, la storia che raccontava quando voleva
proibire ai figli di vivere sul mare, era questa.
Mahmoud stava ritornando dalla Grecia su uno schooner da dieci
metri, quando la nave si era imbattuta nei turbini di una tempesta
scura come la notte. L'avevano attraversata per ore, fino a quando
l'albero maestro non si era spezzato, e la vela era caduta in acqua,
rischiando di trascinare con s in mare l'intera nave. Senza rifletterci,
Mahmoud si era arrampicato sull'albero, per tentare di liberare
la vela e raddrizzare lo scafo. Ma quando aveva raggiunto il
punto in cui si era spezzato, l'albero aveva ceduto completamente,
e Mahmoud era caduto in mare. La nave stava viaggiando a
una velocit di otto nodi, e invertire la rotta era impossibile; ragion
per cui gli altri marinai gli avevano lanciato quello che potevano
- qualche asse di legno e un barile - e nel giro di qualche minuto
la nave era scomparsa nel buio. Mahmoud era rimasto da solo in
mare per due giorni, con gli squali sotto di s e la tempesta sopra,
aggrappato ai resti del barile, prima di raggiungere infine la riva
nei pressi di Lattakia, ottanta chilometri a nord dell'isola di Arwad.
Nessuno, nemmeno lui, riusciva a credere che fosse sopravvissuto,
e da allora aveva giurato di non correre mai pi rischi del genere.
Aveva abbandonato la navigazione, si era trasferito con la famiglia
da Arwad sulla terraferma, e aveva proibito ai figli di lavorare
in mare. Voleva che tutti avessero l'opportunit di studiare, un futuro
diverso dalla pesca e dalla costruzione di navi.
Lui e la moglie avevano cercato per tutta la Siria una nuova dimora
lontano dall'acqua. Per mesi avevano viaggiato con i figli piccoli,
valutando citt e case. Ma niente sembrava andar bene. Almeno
fino al giorno in cui si erano ritrovati in una casa a due piani,
con spazio sufficiente per tutti i bambini che avevano e che intendevano
avere. Quando Mahmoud aveva dichiarato che quello era
il posto giusto per loro, la moglie si era messa a ridere. Erano di
fronte al mare, a meno di quindici metri dalla riva.
L, a Jableh, Mahmoud aveva aperto un negozio di ferramenta,
mandato i figli e le figlie nelle migliori scuole, e insegnato loro ogni
mestiere di cui si intendesse. Tutti conoscevano gli Zeitoun, lavoratori
indefessi e svegli, e tutti conoscevano Abdulrahman, l'ottavo
figlio, un ragazzo che voleva conoscere ogni cosa e che non temeva
la fatica. Da adolescente, ogni volta che poteva andava a osservare
gli artigiani della citt all'opera, studiandone le tecniche. E quelli,
quando capivano quant'era serio e quanto imparava in fretta, gli
insegnavano tutto ci che sapevano. Nel corso degli anni aveva appreso
tutti i mestieri con cui era entrato in contatto: pescatore, esperto
di vele e alberature, imbianchino, falegname, muratore, idraulico,
riparatore di tetti, piastrellista, perfino meccanico di automobili.
Il padre di Zeitoun sarebbe probabilmente andato fiero della
sua traiettoria professionale. Non voleva che i figli lavorassero in
mare, ma molti di loro, compreso Zeitoun, l'avevano fatto. Mahmoud
avrebbe voluto che i figli diventassero medici, insegnanti.
Zeitoun, per, era troppo simile a lui: prima era stato marinaio, e
poi, per mantenere una famiglia e assicurarsi di vivere abbastanza
per vederla crescere, era diventato ristrutturatore.
Zeitoun chiam Kathy alle undici. Aveva sbloccato la finestra a
Broadmoor, e adesso si trovava all'Home Depot.
Ci sono novit? le chiese.
Pare si stia mettendo male rispose lei.
Stava navigando su Internet. L'Osservatorio nazionale uragani
aveva elevato Katrina a categoria 2. La traiettoria possibile della
tempesta si era spostata dalla penisola della Florida alle coste del
Mississippi e della Louisiana. La tempesta stava attraversando la
Florida meridionale, con venti intorno ai centocinquanta chilometri
all'ora. Erano morte almeno tre persone. Un milione e trecentomila
case erano rimaste senza corrente.
Qui la gente  preoccupata disse Zeitoun, guardandosi intorno
nel negozio. Molti stanno comprando pannelli di compensato.
C'erano lunghe file. Il negozio stava esaurendo i teli di plastica, il
nastro isolante, le corde, qualsiasi cosa potesse proteggere le finestre
dal vento.
Io continuo a seguire da qui disse Kathy.
Nel parcheggio, Zeitoun osserv il cielo cercando segni del maltempo
imminente. Non vide nulla d'insolito. Mentre spingeva il carrello
verso il furgone, un ragazzo, anche lui con un carrello pieno
di materiale, gli si avvicin.
Come vanno gli affari? chiese a Zeitoun.
Doveva essere un elettricista, pens lui.
Non male rispose. E a te?
Potrebbero andar meglio disse il ragazzo, dopodich si present
e gli disse che lavoro faceva: era effettivamente un elettricista.
Aveva parcheggiato accanto a Zeitoun, e gli diede una mano a
scaricare il carrello. Se mai te ne servisse uno disse il ragazzo io
sono sempre puntuale, e se comincio una cosa la finisco. Diede
a Zeitoun il suo biglietto da visita. Si strinsero la mano, poi l'elettricista
sal sul furgone. Zeitoun not che era in condizioni migliori
del suo.
A che ti serve lavorare per me? gli chiese. Il tuo furgone 
pi nuovo del mio.
Risero entrambi. Zeitoun mise il biglietto da visita sul cruscotto
e part. Prima o poi lo avrebbe chiamato, pens. Di elettricisti
aveva sempre bisogno, e l'intraprendenza di quel ragazzo gli era
piaciuta.
Quando aveva cominciato a lavorare a New Orleans, undici anni
prima, Zeitoun aveva collaborato con quasi tutte le ditte della citt,
imbiancando, montando pannelli in cartongesso, piastrellando
- qualunque cosa servisse - finch non era stato assunto da un
uomo di nome Charlie Saucier. Charlie era titolare di una ditta che
aveva creato dal nulla. Aveva fatto i soldi, e sperava di poter andare
in pensione prima che le ginocchia gli cedessero.
Charlie aveva un figlio poco meno che ventenne, e pi di ogni
altra cosa desiderava che a rilevare la ditta fosse lui. Gli voleva
molto bene, ma al figlio non piaceva lavorare; era un lazzarone e
un ingrato. Spesso non si presentava al lavoro, e quando lo faceva
si mostrava svogliato e trattava con sufficienza gli altri dipendenti
del padre.
All'epoca Zeitoun non possedeva una macchina, e cos andava
a lavorare per Charlie in bicicletta, una dieci marce che si
era comprato per quaranta dollari. Un giorno, quando gi stava rischiando
di arrivare in ritardo, aveva bucato una ruota. Dopo aver pedalato
per quasi un chilometro sul cerchione, Zeitoun si era arreso.
Doveva percorrere altri sei chilometri in venti minuti, e tutto lasciava
pensare che per la prima volta in vita sua sarebbe arrivato
al lavoro in ritardo. Non poteva abbandonare la bicicletta e mettersi
a correre - quella bicicletta gli serviva - e con una ruota a terra
non poteva usarla, perci se l'era caricata in spalla e aveva cominciato
a trottare. Il panico lo stava assalendo. Se fosse arrivato
in ritardo, che ne sarebbe stato della sua reputazione? Charlie sarebbe
rimasto deluso, e forse non l'avrebbe pi fatto lavorare. E se
poi, una volta scoperto di non poterlo raccomandare, avesse parlato
con altri impresari? Le conseguenze potevano essere enormi.
Il lavoro era una piramide, Zeitoun lo sapeva, una piramide che si
costruiva giorno dopo giorno.
Si era messo a correre pi veloce. In orario non sarebbe arrivato
comunque, ma accelerando forse avrebbe limitato il ritardo a un
quarto d'ora. Era agosto, e c'era un'umidit pesante. Dopo aver
corso qualcosa come un chilometro e mezzo, quando era gi inzuppato
di sudore, un camion gli si era accostato.
Ma che fai? gli aveva chiesto una voce. Senza rallentare,
Zeitoun si era voltato per vedere chi fosse. Probabilmente, aveva
pensato, qualche furbacchione che voleva farsi beffe di quel ragazzo
che correva con la bici in spalla. E invece era il suo capo,
Charlie Saucier.
Sto andando al lavoro aveva risposto Zeitoun, senza smettere
di correre; ripensandoci, a quel punto avrebbe anche potuto fermarsi,
ma ormai aveva preso il ritmo, e cos aveva continuato, con
il camion che procedeva lentamente al suo fianco.
Charlie si era messo a ridere. Carica la bici nel cassone.
Una volta sul camion, Charlie si era girato verso Zeitoun. Sai, io
faccio questo mestiere da trent'anni, e credo tu sia il miglior operaio
che abbia mai avuto.
Si stavano dirigendo al cantiere, e Zeitoun era finalmente riuscito
a rilassarsi, sapendo che quel giorno non sarebbe stato licenziato.
Uno mi dice che non pu venire a lavorare perch non gli parte
la macchina aveva proseguito Charlie. Un altro che non pu
perch non ha sentito la sveglia. Perch non ha sentito la sveglia!
Un altro ancora, perch la moglie l'ha cacciato di casa o qualcosa
del genere. Per cui non viene nemmeno lui. Di operai ne ho venti
o trenta, e ogni giorno se ne presenteranno s e no dieci.
Fermandosi a uno stop, Charlie aveva lanciato una lunga occhiata
a Zeitoun. E poi ci sei tu. Che avresti la scusa perfetta. Non
hai altro che la bici, e hai bucato. Eppure te la carichi in spalla e
via. Nessun altro che conosco avrebbe fatto una cosa del genere.
A partire da quel giorno, la carriera di Zeitoun era decollata in
fretta. Nel giro di un anno aveva messo da parte una somma sufficiente
a comprarsi un furgone. Due anni dopo, si era messo in
proprio e aveva una decina di dipendenti.
A mezzogiorno, Zeitoun and al centro islamico di Saint Claude
Avenue, un'umile moschea che ospitava anche un luogo di ritrovo.
I suoi fratelli e le sue sorelle praticavano in modi diversi, ma
Zeitoun era probabilmente il pi devoto, e non saltava nemmeno
una delle preghiere quotidiane. Il Corano chiede ai musulmani di
pregare cinque volte al giorno: tra le prime luci del giorno e l'alba,
poi dopo mezzogiorno, a met pomeriggio, al tramonto e infine
un'ora e mezzo dopo il tramonto. Se durante le preghiere pomeridiane
Zeitoun si trovava nei pressi di casa sua andava l, altrimenti
pregava ovunque si trovasse, in qualunque cantiere. Ormai aveva
pregato un po' in tutta la citt, nei cantieri, nei parchi e a casa
di amici, ma il venerd faceva sempre un salto alla moschea, dove
incontrava gli amici per la jumu'ah, un rituale che vedeva radunarsi
tutti gli uomini della comunit musulmana.
Entrato, come prima cosa si lav secondo un rituale di pulizia
chiamato wudu, obbligatorio per tutti i fedeli. Poi cominci a pregare:
In nome di Allah, il Compassionevole, il Misericordioso:
La lode appartiene ad Allah, Signore dei mondi,
il Compassionevole, il Misericordioso,
Re del Giorno del Giudizio.
Te noi adoriamo e a Te chiediamo aiuto.
Guidaci sulla retta via,
la via di coloro che hai colmato di grazia,
non di coloro che sono incorsi nella Tua ira,
n degli sviati...
Dopo, chiam Kathy.
Presto passer a categoria 3 disse lei.
Era a casa, e continuava a controllare le previsioni online.
Viene verso di noi? chiese Zeitoun.
Cos dicono.
Quando dovrebbe arrivare?
Non si sa. Forse luned.
Zeitoun liquid il pensiero. Luned, per lui, equivaleva a mai.
Era gi successo tante volte, disse. Le tempeste imperversavano
sulla Florida, portando devastazione, dopodich andavano a morire
da qualche parte nell'interno, oppure nel Golfo.
Kathy sent il segnale di una chiamata in attesa. Salut Zeitoun
e rispose. Era Rob Stanislaw, un vecchio cliente e amico.
Ve ne andate o preferite fare i pazzi? le chiese.
Kathy ridacchi. Io me ne andrei. Figurati. Ma per mio marito
non posso parlare.
Anche Rob aveva un problema simile. Suo marito, Walt Thompson,
era come Zeitoun: un testone, sempre convinto di avere informazioni
migliori di quelle a cui chiunque altro potesse accedere.
Rob e Walt stavano insieme da quindici anni, ed erano amici intimi
degli Zeitoun dal 1997. Si erano rivolti a loro per ristrutturare la
casa che avevano comprato, e subito era scattata l'amicizia. Nel corso
degli anni avevano finito per fare affidamento gli uni sugli altri.
La famiglia di Walt viveva a Baton Rouge, e nel fine settimana
loro due probabilmente sarebbero andati l. Rob e Kathy rimasero
d'accordo di risentirsi durante la giornata.
Kathy stava per scollegarsi da Internet, quando qualcosa attir la
sua attenzione. Una notizia appena pubblicata: una famiglia intera,
di cinque persone, era dispersa in mare. I dettagli erano pochi:
i genitori e tre bambini di quattro, quattordici e diciassette anni.
Stavano attraversando il Golfo in barca a vela, e sarebbero
dovuti arrivare a Cape Coral gioved. Ma con il sopraggiungere della
tempesta si erano persi i contatti. Parenti e amici avevano avvertito
la guardia costiera, e adesso navi e aerei li stavano cercando
come potevano. Per il momento non si sapeva altro, ma le speranze
erano poche.
Kathy era sottosopra. Notizie del genere la sconvolgevano.
Chiam il marito. Rob e Walt se ne vanno.
Davvero? Anche Walt vuole andarsene?
Zeitoun si fidava del parere di Walt pi o meno su tutto.
Kathy pens che forse il marito si stava spostando dalla sua parte.
Quattrocento millimetri di pioggia, dicono.
Zeitoun tacque.
Onde alte otto metri aggiunse Kathy.
Zeitoun cambi discorso. Sei riuscita a far approvare ai DeClerc
quel campione di colore?
S rispose Kathy. Hai sentito di quella famiglia di cinque
persone?
Zeitoun non aveva sentito, e cos, senza quasi prendere fiato,
Kathy gli raccont ci che sapeva della famiglia dispersa in mare
su una barca a vela, spazzata via dall'uragano, proprio come rischiavano
di essere spazzati via gli Zeitoun se non fuggivano dalla
sua traiettoria.
Kathy, noi non siamo in mezzo al mare concluse Zeitoun.
Zeitoun aveva passato quasi dieci anni sulle navi, trasportando di
tutto, dalla frutta al petrolio. Aveva lavorato come marinaio, macchinista,
pescatore; era stato ovunque, dal Giappone a Citt del
Capo. Per tutto quel tempo, suo fratello Ahmad aveva continuato
a ripetergli che "se un marinaio trova il porto o la donna giusta,
butta l'ncora". Nel 1988 Zeitoun era arrivato negli Stati Uniti a
bordo di una nave che trasportava a Houston petrolio saudita. Aveva
cominciato a lavorare per un impresario edile di Baton Rouge,
ed era stato l che aveva conosciuto Ahmaad, un libano-americano
divenuto uno dei suoi migliori amici, nonch il tramite attraverso
il quale Zeitoun aveva conosciuto sua moglie.
All'epoca, Ahmaad lavorava in una stazione di servizio, e Zeitoun
tirava su pareti in cartongesso. Avevano fatto amicizia parlando di
antenati cornimi, e un giorno Zeitoun aveva chiesto a Ahmaad se
conosceva qualche donna single che potesse andar bene per lui.
Ahmaad era sposato con Yuko, un'americana di origine giapponese
convertitasi all'islam. E Yuko aveva un'amica. Ahmaad per era
combattuto, perch, pur volendo bene a Zeitoun e fidandosi di lui,
sperava che l'amica di Yuko si fidanzasse con un altro suo amico.
Se tra questo suo amico e l'amica di Yuko le cose non avessero funzionato,
aveva detto a Zeitoun, l'avrebbe senz'altro presentata a lui.
Zeitoun, pur intenzionato a rispettare quella condizione, al tempo
stesso si era scoperto incuriosito. Chi era quella donna cos preziosa
che Ahmaad non si azzardava nemmeno a pronunciarne il nome?
Quell'anno, la determinazione di Zeitoun a trovare la donna
giusta era andata aumentando. Ad amici e cugini diceva che stava
cercando una brava musulmana con i piedi per terra che volesse
metter su famiglia, e loro, sapendo che uomo serio e dedito al lavoro
fosse, gliene avevano presentate parecchie. L'avevano mandato
a New York a conoscere la figlia di un conoscente. Era stato
in Oklahoma a conoscere la cugina di un amico. In Alabama a conoscere
la sorella del coinquilino di un collega.
Nel frattempo, l'amica di Yuko si era messa con l'amico di
Ahmaad, e pur essendosi frequentati per qualche mese in seguito
la relazione era finita. Ahmaad, come promesso, aveva fatto sapere
a Zeitoun che l'amica di Yuko era di nuovo single. Solo a quel
punto Zeitoun aveva scoperto il suo nome: Kathy.
Kathy? aveva detto. Non conosceva molte musulmane che si
chiamassero Kathy. Kathy come?
Kathy Delphine aveva risposto Ahmaad.
Ma  americana?
Di Baton Rouge. Si  convertita.
Zeitoun ne era rimasto ancor pi intrigato. Solo una donna coraggiosa
e seria poteva compiere un passo del genere.
Ma devi sapere aveva proseguito Ahmaad che  gi stata
sposata. E ha un figlio di due anni.
La cosa non aveva dissuaso Zeitoun in alcun modo.
Quando posso vederla? aveva chiesto.
Ahmaad gli aveva spiegato che Kathy lavorava in un negozio di
arredamento, e gli aveva dato l'indirizzo. Zeitoun aveva escogitato
un piano. Avrebbe parcheggiato davanti al negozio e l'avrebbe
osservata senza farsi vedere. Era cos, aveva spiegato a Ahmaad,
che si faceva a Jableh. Non voleva fare il primo passo, n permettere
a nessuno di fare da intermediario accennando le sue intenzioni,
prima di averla vista. Da dove veniva lui, le cose si facevano
in quel modo: osservare da lontano, chiedere in giro, raccogliere informazioni,
e solo a quel punto incontrare. Non voleva creare confusione,
n che qualcuno ne uscisse con i sentimenti feriti.
Si ferm nel parcheggio del negozio intorno alle cinque di un
pomeriggio, deciso ad attendere la fine del turno per osservarla
mentre usciva. Si era appena appostato, quando una giovane
donna in jeans e hijab era uscita spalancando la porta. Era piuttosto
attraente e molto giovane. Si era sistemata qualche ciocca di
capelli sotto il velo e aveva dato un'occhiata in lungo e in largo
per il parcheggio. Poi aveva ripreso a camminare, con passo energico
e sicuro, sventolando le mani come per asciugarsi lo smalto.
Tutt'a un tratto aveva sorriso tra s, come ricordando qualcosa
che l'aveva fatta ridere. "Chiss che cosa" si era domandato
Zeitoun. Era bella, con un viso fresco, e quel sorriso aveva tutto:
era grande, timido, elettrico. "Anch'io voglio farla sorridere
cos" aveva pensato. "Voglio essere la ragione di quel sorriso." A
ogni passo che faceva nella sua direzione, gli piaceva un po' di
pi. L'aveva conquistato.
Per si stava avvicinando troppo. Andava dritta verso di lui. Sapeva
che era andato l per vederla? Com'era possibile? Qualcuno
doveva averglielo detto. Ahmaad? Yuko? Aveva quasi raggiunto la
macchina. Zeitoun avrebbe fatto la figura del cretino. Perch stava
venendo verso di lui? Non era pronto a conoscerla.
Non sapendo che altro fare, si era abbassato. Rannicchiandosi
sotto il cruscotto, aveva trattenuto il fiato e atteso. "Dio, ti prego"
aveva pensato. "Ti prego." Avrebbe proseguito o sarebbe comparsa
davanti al finestrino, incuriosita da quell'uomo che tentava di
rendersi invisibile? Zeitoun si era sentito ridicolo.
Kathy, tuttavia, non aveva idea che a un passo da lei ci fosse un
uomo nascosto sotto il volante. Per puro caso aveva la macchina
parcheggiata accanto alla sua. Aveva aperto la portiera, era salita
e se n'era andata.
Una volta allontanatasi, Zeitoun si era raddrizzato, aveva esalato
un sospiro di sollievo e cercato di calmare il batticuore.
Devo conoscerla aveva detto a Ahmaad.
Avevano deciso che si sarebbero incontrati a casa di Ahmaad e
Yuko. Una cena informale, con i figli di Ahmaad e Yuko e anche Zachary,
il figlio di Kathy. Senza pressioni, giusto perch i due chiacchierassero
un po', e perch Kathy, che Zeitoun ancora non sapeva
chi fosse, conoscesse l'uomo che aveva chiesto di lei.
Vedendolo, di lui gli erano piaciuti gli occhi, il bel viso dalla pelle
dorata. Ma le era parso troppo tradizionalista. E poi lei aveva
ventun anni, mentre lui trentaquattro, un'et decisamente superiore
a quella che immaginava per un potenziale marito. Come se
non bastasse, il suo primo matrimonio era finito da appena due
anni, e non si sentiva pronta a ricominciare da capo. Non le veniva
in mente nulla di cui potesse aver bisogno da un uomo. Di
certo, Zachary avrebbe potuto crescerlo da sola; erano diventati
un'ottima squadra, molto efficiente, e non c'era motivo di turbare
l'equilibrio delle loro vite. Non poteva correre il rischio di ritrovarsi
in un caos come quello prodotto dal suo primo matrimonio.
All'indomani della serata, Kathy aveva detto a Yuko che Zeitoun
le era simpatico, ma non riteneva facesse al caso suo.
Nel corso dei due anni successivi, per, lei e Zeitoun si erano incontrati
di tanto in tanto. Capitava che lui fosse invitato a una
grigliata a casa di Ahmaad e Yuko, ma per rispetto nei confronti
di Kathy - non volendo farla sentire a disagio - quando arrivava
lei se ne andava. Continuava a chiedere sue notizie, e una volta
all'anno si informava discretamente tramite Yuko per scoprire
se per caso avesse cambiato idea.
Nel frattempo, l'atteggiamento di Kathy stava cambiando. A
mano a mano che Zachary cresceva, cominciava a sentirsi in colpa.
Lo portava al parco, e vedendo gli altri bambini che giocavano
con i loro padri aveva cominciato a chiedersi se il suo non fosse
un comportamento egoistico. "Un bambino ha bisogno di un
padre" pensava. Era giusto privare Zachary della possibilit di avere
una figura paterna? Non che fosse pronta a prendere iniziative
in tal senso, ma dentro di lei qualcosa cominciava lentamente
a sciogliersi. Col passare del tempo, mentre Zachary compiva prima
tre e poi quattro anni, Kathy aveva cominciato ad accarezzare
l'idea di accogliere di nuovo qualcuno.
Kathy chiam Zeitoun nel primo pomeriggio.
Aspettiamo ancora un po' le disse lui.
Non ti avevo chiamato per questo ribatt lei.
Una cliente nella zona occidentale voleva che gli ridipingessero
di nuovo il bagno.
Davvero? Ma se gliel'abbiamo appena fatto rispose Zeitoun.
Non le piace com' venuto.
Io gliel'avevo detto che il colore era sbagliato. Mandarino,
pensa te.
Be', adesso  d'accordo con te.
Ci vado subito disse lui.
Non c' fretta disse lei.
Be', deciditi.
Non voglio che corri disse Kathy. Si preoccupava del suo
modo di guidare, specie quando la gente era in pensiero per una
tempesta imminente. Sapeva che Zeitoun riteneva di guidare bene,
ma quando viaggiavano insieme lei era sempre un fascio di nervi.
Kathy, per favore... attacc Zeitoun.
Mi fa paura come guidi!
Dimmi una cosa fece lui, cominciando uno dei suoi esperimenti
mentali che Kathy conosceva bene. Diciamo che mediamente
una persona passa in macchina due ore al giorno, tutti i giorni,
e mediamente prende due multe l'anno. Io di ore in macchina ne
passo sei tutti i santi giorni. Secondo te quante multe dovrei prendere?
Lo chiedo a te.
Sto solo dicendo che a me fa paura.
Due o tre all'anno, Kathy! Conosco uno che fa il tassista a New
York da trent'anni. Non ha la licenza, e di multe...
A Kathy non andava di sentir parlare del tizio di New York. Io
dico solo che...
Kathy. Kathy. In Siria abbiamo un detto: "Il pazzo parla, il saggio
ascolta".
Ma sei tu che stai parlando.
Zeitoun non pot non ridere. Quella donna riusciva sempre ad
averla vinta.
Ti chiamo dopo gli disse.
Zeitoun si diresse verso la riva occidentale per andare a dare un'occhiata
al bagno color mandarino. Cercava di trovare divertente la
volubilit dei gusti dei clienti; faceva parte del lavoro, e se si fosse
lasciato esasperare ogni volta che qualcuno cambiava idea non
sarebbe sopravvissuto. Il risultato era che non ci si annoiava mai.
La natura profondamente personale del suo lavoro, la soggettivit
dei gusti, le variabili di luce, tende e moquette, erano garanzia
del fatto che la gente avrebbe cambiato idea e ci sarebbero stati lavori
da rifare.
Eppure, le richieste pi insolite provenivano soprattutto dalle
persone apparentemente pi normali. Una cliente, la classica ex
bellezza del Sud sui sessantanni, aveva contattato la Zeitoun A.
Tinteggiature e ristrutturazioni ed era stata ben lieta di parlare con
Kathy, che aveva la lingua sciolta e un accento familiare. Ma quando
gli imbianchini si erano presentati a casa sua per cominciare a
tinteggiare l'esterno, la donna l'aveva immediatamente richiamata.
Questi signori non mi piacciono le aveva detto.
Cos'hanno che non va? aveva chiesto Kathy.
Sono scuri era stata la risposta. A casa mia voglio che lavorino
solo bianchi. L'aveva detto come se stesse scegliendo un condimento
per l'insalata.
Solo bianchi? aveva riso Kathy. Guardi, mi spiace ma li abbiamo
appena finiti.
Alla fine era riuscita a convincere la donna che quegli operai
- tutti latinoamericani - erano professionisti qualificati, e che
avrebbero fatto un ottimo lavoro. La donna aveva accettato, ma
poi aveva continuato a telefonare.  troppo basso per dipingere
un muro aveva detto di un operaio, Hector, alto pi di un metro
e ottanta. Rendendosi conto che, per quanto protestasse, non sarebbe
riuscita a farsi mandare altri imbianchini pi alti e
caucasici, l'ex bellezza del Sud si era rassegnata a sorvegliarli, controllandoli
di frequente.
Naturalmente, di tanto in tanto c'erano potenziali clienti che davanti
al cognome Zeitoun si fermavano. Chiamavano per un preventivo
e chiedevano a Kathy: Il cognome Zeitoun da dove viene?
Lui di dov'?. E Kathy rispondeva: Oh,  siriano. Poi, dopo una
pausa pi o meno lunga, li sentiva dire: Ah, ho capito, grazie lo
stesso. Succedeva raramente, ma non abbastanza.
A volte Kathy riferiva a Zeitoun episodi del genere, altre volte no,
e comunque mai a cena. Lui di solito si faceva una risata, ma ogni
tanto riuscivano a ferirlo. Certi americani gli procuravano una frustrazione
da genitore deluso. Era cos felice, in quel Paese, ammirava
e amava cos tanto le opportunit che esso offriva, e allora perch
a volte gli americani non si dimostravano all'altezza? Tirare in ballo quell'argomento con lui significava dire addio a qualsiasi pasto
piacevole. Attaccava con una difesa dei musulmani d'America, e di
l la sua tesi si ampliava. Dopo l'11 settembre, diceva, ogni volta che
un musulmano commetteva un reato, puntualmente veniva citata
la sua religione, che fosse rilevante o meno. Quando a commettere
un reato  un cristiano, qualcuno si sogna di nominare la sua religione?
Se un cristiano viene fermato all'aeroporto mentre cerca di
salire a bordo di un aereo armato, qualcuno si preoccupa di dire al
mondo occidentale che quel giorno  stato arrestato un cristiano, e
che ora lo stanno interrogando? Per non parlare degli afroamericani.
Quando un nero commette un reato,  la prima cosa che dicono:
"Un afroamericano  stato arrestato per questo o quest'altro motivo".
E i tedeschi americani? Gli angloamericani? Quando un bianco
ruba in un alimentari senti mai dire che  di origini scozzesi? In
nessun altro caso si parla della provenienza.
Poi Zeitoun citava il Corano:
o voi che credete, attenetevi alla giustizia
e rendete testimonianza innanzi ad Allah,
foss'anche contro voi stessi,
i vostri genitori o i vostri parenti,
si tratti di ricchi o di poveri!
Allah  pi vicino di voi agli uni e agli altri.
Non abbandonatevi alle passioni,
s che possiate essere giusti.
Se vi destreggerete o vi disinteresserete,
ebbene Allah  ben informato di quello che fate.
Kathy era sbalordita da quanto Zeitoun conoscesse bene il testo,
e dalla prontezza con cui era in grado di citarne un passaggio appropriato
per ogni occasione. Ma di quei monologhi a cena c'era
davvero bisogno? Era giusto che le bambine fossero consapevoli
dell'esistenza di certi pregiudizi, ma vedere Zeitoun cos amareggiato,
vederlo agitarsi tanto dopo una lunga giornata di lavoro...
non ne valeva la pena. E comunque Zeitoun era in grado di
liquidare quelle questioni con una risata, ma ci che davvero non
tollerava era che un cliente alzasse la voce con Kathy.
Ce n'era stata una, la giovane moglie di un medico. Magra, carina,
dall'aspetto impeccabile. A Zeitoun non aveva fatto scattare
nessun campanello d'allarme quando le aveva fornito il preventivo
e aveva cominciato a ridipingerle le scale e la stanza degli ospiti.
La donna gli aveva spiegato che lei e il marito avrebbero avuto
ospiti a breve, e la scala e la stanza andavano tinteggiate nel giro
di cinque giorni. Zeitoun le aveva risposto che erano tempi piuttosto
stretti, ma che per lui non c'era problema. La donna era contentissima.
Nessun altro imbianchino sarebbe stato in grado di rispettare
una scadenza del genere.
L'indomani, Zeitoun aveva mandato una squadra di tre operai.
La cliente, vista la rapidit e l'efficienza, gli aveva chiesto se potevano
ridipingere anche lo studio del marito e la camera da letto
della figlia. Zeitoun aveva accettato. Aveva mandato altri imbianchini,
e la donna aveva continuato ad aggiungere stanze e lavori
- facendogli addirittura piastrellare e tinteggiare un bagno - e
gli operai di Zeitoun avevano continuato a eseguire tutto quanto
con rapidit.
Ma non abbastanza. Il terzo giorno, Kathy aveva telefonato a
Zeitoun quasi in lacrime. La donna l'aveva chiamata quattro volte,
in rapida successione, imprecando e lamentandosi. La casa non era
pronta, aveva strillato la cliente, e i suoi ospiti sarebbero arrivati tra
meno di due giorni. Kathy le aveva spiegato che la squadra aveva
terminato in tempo i lavori per cui si erano accordati inizialmente.
Ma la cliente non voleva quello. Lei voleva che tutto - sette stanze
con la relativa miriade di lavoretti - fosse completato in cinque
giorni. Ovvero il triplo del lavoro nello stesso tempo.
Kathy aveva tentato di farla ragionare. Lei e Zeitoun non si erano
mai impegnati a terminare in cinque giorni tutto il lavoro aggiunto
in seguito. Sarebbe stata una pretesa assurda: nessuno, nemmeno
la Zeitoun A. Tinteggiature e ristrutturazioni s.r.l., poteva sbrigare
tanto lavoro in cos poco tempo. Ma la cliente non aveva voluto
sentire ragioni. Dopo aver sbraitato contro Kathy, le aveva attaccato
il telefono in faccia, per poi richiamarla di nuovo e di nuovo
riattaccare. Era stata aggressiva, sprezzante e crudele.
Kathy, in lacrime, aveva chiamato Zeitoun sul cellulare mentre
lui stava raggiungendo un cantiere dall'altra parte della citt. Prima
ancora di concludere la telefonata, Zeitoun aveva fatto inversione
e si stava precipitando a casa della cliente al massimo della
velocit consentita dalla legge. Una volta arrivato, con molta calma
era entrato in casa e aveva spiegato alla squadra che se ne sarebbero
andati. Nel giro di dieci minuti avevano raccolto secchi,
scale, pennelli e teli e li avevano caricati nel retro del suo furgone.
Mentre Zeitoun faceva retromarcia, il marito della cliente si era
precipitato da lui. Che succede? aveva chiesto. Cos'era successo?
Zeitoun era cos arrabbiato da riuscire a malapena a farsi venire in
mente le parole in inglese. Era meglio, anzi, se non parlava. Dopo
aver atteso qualche secondo, gli aveva risposto che nessuno trattava
sua moglie in quel modo, che la squadra se ne andava, il lavoro
era finito e tanti saluti.
Arrivato alla casa con il bagno color mandarino, Zeitoun chiam
Kathy per farsi dare i prezzi del materiale necessario. Osservando
lo spazio arancione - quel colore dava davvero fastidio agli occhi
- not la vasca da bagno nuova dei clienti, un enorme pezzo
d'antiquariato con i piedini ad artiglio.
 grossa,  vero, ma non  bellissima? disse Kathy.
S, come te! scherz lui.
Occhio ribatt lei. Io i chili in pi posso perderli, ma a te i
capelli non ricrescono.
Quando si erano conosciuti, Kathy era ossessionata dal peso e
davvero troppo magra. Da bambina era stata cicciottella, almeno
agli occhi di qualcuno, e durante l'adolescenza il suo peso era oscillato
bruscamente. Si abbuffava e poi si metteva a dieta, e poi ricominciava
tutto quanto da capo. Quando si erano sposati, Zeitoun
aveva insistito perch la smettesse di preoccuparsi del peso e cominciasse
a mangiare come una persona normale. Lei lo aveva fatto,
e adesso scherzando si lamentava di essersi lasciata prendere
la mano. Meno male che esiste l'abaya diceva agli amici. Quando
non aveva voglia di preoccuparsi dei vestiti o di come le stessero,
quell'abito islamico che copriva il corpo dalle spalle ai piedi
risolveva ogni problema, e alla perfezione.
Bussarono alla porta. Andando ad aprire, Kathy si trov davanti
Melvin, un imbianchino guatemalteco. Voleva riscuotere la paga
prima del fine settimana.
Zeitoun si impegnava costantemente per pagare i suoi operai
bene e con puntualit. Citava sempre il profeta Maometto: Paga
al lavoratore il suo stipendio prima che il suo sudore si asciughi.
Era uno dei principi fondamentali sui quali si basava il modo in
cui lui e Kathy conducevano gli affari, e tra i dipendenti la cosa
non passava inosservata.
Ci nonostante, Zeitoun preferiva pagarli di domenica o luned,
perch quando pagava il venerd troppi operai si rendevano
irreperibili per tutto il fine settimana. Kathy per aveva il cuore
tenero, e la sua determinazione a posticipare i pagamenti, anche
solo di un'ora, veniva meno davanti a quegli operai fradici di sudore,
con le nocche delle mani sanguinanti e gli avambracci gialli
di segatura.
Non dirlo a Zeitoun si raccomand staccando l'assegno.
Kathy accese la TV e si mise a girare tra i canali. Tutti parlavano
della tempesta.
Non era cambiato nulla: Katrina continuava ad avanzare verso
di loro, e la sua potenza non accennava a diminuire. Dal momento
che l'uragano si muoveva cos lentamente, a circa dodici chilometri
l'ora, l'azione prolungata dei venti stava causando, e avrebbe
continuato a causare, danni catastrofici.
I servizi dei telegiornali rimasero un rumore in sottofondo fino
a quando Kathy non colse le parole "famiglia di cinque persone".
Stavano parlando della famiglia dispersa in mare. "No" pens. "Ti
prego." Alz il volume. Erano ancora dispersi. Il padre si chiamava
Ed Larsen. Era un capocantiere. "Non ci credo" pens Kathy. Si
era preso una settimana di ferie per portare la famiglia in crociera
sul suo yacht, il Sea Note. Erano stati a Marathon, e stavano facendo
ritorno a Cape Coral quando si era perso il contatto radio. Con
lui c'erano la moglie e i tre figli. Stavano tornando sulla terraferma
per una festa in famiglia. Una volta riunitisi, gli altri parenti si
erano resi conto che i Larsen non c'erano; i festeggiamenti si erano
trasformati in una veglia di angoscia e preghiera.
Kathy non pot resistere.
Chiam il marito. Dobbiamo andarcene.
Calma, calma rispose lui. Aspettiamo ancora un po'.
Ti prego riprese lei.
Davvero? fece lui. Puoi andare tu, se vuoi.
Era gi capitato alcune volte che Kathy portasse i figli a nord quando
una tempesta si avvicinava. Stavolta per sperava di non doversi
sobbarcare quel viaggio. Aveva del lavoro da sbrigare durante
il fine settimana, e anche i ragazzi avevano degli impegni, e ogni
volta Kathy tornava pi sfinita di quand'era partita.
Quasi sempre, che si trattasse di sfuggire a una tempesta o di farsi
un weekend di riposo, Kathy e le bambine dovevano andare senza
Zeitoun. Il marito faceva fatica a staccare, a rilassarsi per pi giorni
consecutivi, e dopo anni trascorsi senza una vacanza Kathy aveva
minacciato di prendere le bambine e partire con loro per la Florida un
venerd dopo la scuola. L per l, Zeitoun non le aveva creduto. Davvero
avrebbe fatto le valigie e se ne sarebbe andata con o senza di lui?
Davvero. E lo aveva fatto. Un venerd pomeriggio, Zeitoun era
andato a controllare un cantiere vicino a csa, e aveva deciso di
fare un salto a salutare le bambine, cambiarsi la camicia, recuperare
qualche documento. Ma, fermando il furgone nel vialetto, aveva
trovato Kathy che caricava la familiare, e le due bimbe pi piccole
gi sui sedili posteriori con le cinture allacciate.
Dove andate? aveva chiesto.
Te l'avevo detto che sarei andata con o senza di te. E infatti ce
ne andiamo.
Erano dirette a Destin, in Florida, una stazione balneare del Golfo
a quattro ore di viaggio da New Orleans, con lunghe spiagge
bianche e acqua pulita.
Vieni con noi, pap! l'aveva implorato Nademah, uscendo di
casa con maschera e boccaglio.
Zeitoun era troppo sbalordito per reagire. Aveva mille pensieri
per la testa, e in una delle loro case in affitto era appena scoppiata
una tubatura. Come poteva andare via?
Nademah era montata sul sedile del passeggero e si era allacciata
la cintura di sicurezza.
Ciao ciao si era congedata Kathy facendo retromarcia. Ci vediamo
domenica.
E se n'era andata, con le bambine che salutavano dal finestrino.
Quel venerd Zeitoun non era andato con loro, ma a partire da
quel giorno non aveva pi dubitato della determinazione di Kathy.
Aveva capito che sua moglie faceva sul serio, che in futuro avrebbe
continuato a consultarlo in merito a eventuali vacanze, ma che
le gite in Florida, o anche pi lontano, si potevano fare e sarebbero
state fatte con o senza di lui. E nel corso degli anni c'erano stati
altri weekend a Destin, e in alcuni casi Zeitoun era perfino riuscito
ad andare.
Ma le sue erano sempre decisioni dell'ultimo minuto. Una volta
Kathy era gi in ritardo sull'orario di partenza, e lui ci aveva
messo cos tanto a decidere che non era neppure riuscito a fare la
valigia. Quand'era arrivato, Kathy stava gi facendo retromarcia
nel vialetto.
Ora o mai pi gli aveva detto, quasi senza fermare la macchina.
E lui era salito. Vedendo il padre seduto sul sedile posteriore,
ancora in tenuta da lavoro, sporco e sudato tanto per lo stress della
decisione che per le fatiche della giornata, le bambine avevano
riso. Zeitoun aveva dovuto comprare il necessario per la
spiaggia una volta in Florida.
Kathy andava fiera del fatto di riuscire a portarlo a Destin una volta
all'anno. A Zeitoun quella destinazione non dispiaceva, perch
era abbastanza vicina da consentirgli di tornare in qualunque momento,
e pi di una volta aveva interrotto in anticipo la breve vacanza
per via di qualche problema in un cantiere.
Nel 2002, per, Kathy aveva sentito il bisogno di qualcosa che
somigliasse a una vacanza vera. E aveva capito di dover agire in
modo drastico. Da quando stavano insieme - ed erano ormai otto
anni - Zeitoun non aveva mai staccato per pi di due giorni consecutivi.
Kathy sapeva che l'unica scelta era rapirlo.
Aveva cominciato programmando un fine settimana a Destin.
Ne aveva scelto uno in cui sapeva che la situazione al lavoro sarebbe
stata tranquilla; era appena passato Natale, e fino a qualche
giorno dopo Capodanno raramente c'era granch da fare. Come
al solito, Zeitoun si sarebbe deciso soltanto all'ultimo, e cos per
precauzione Kathy aveva preparato una valigia anche per lui, nascondendola
nel bagagliaio della familiare. Avendo scelto un fine
settimana tranquillo, Zeitoun aveva accettato, come suo solito,
all'ultimo minuto. Kathy si era offerta di guidare, e lui, stanchissimo,
aveva acconsentito. Si era accordata con le bambine perch
non facessero rumore, e grazie alla loro complicit il padre si era
addormentato quasi subito, sbavando sulla cintura di sicurezza.
Mentre lui dormiva, Kathy aveva raggiunto Destin e l'aveva oltrepassata
addentrandosi nel cuore della Florida. Ogni volta che
lui si svegliava, gli diceva: Ci siamo quasi, continua pure a dormire,
e fortunatamente lui lo faceva, stanco morto com'era. Solo
quando si erano trovati un'ora a nord di Miami, Zeitoun si era accorto
che non erano diretti a Destin. Kathy li aveva portati dritti
a Miami. Diciassette ore di viaggio. Aveva controllato su Internet
quale sarebbe stato il posto pi caldo in quei giorni, e la scelta era
caduta su Miami. Andare cos lontano era l'unico modo per assicurarsi
che Zeitoun si prendesse una vacanza vera, un'intera settimana
di riposo. Ogni volta che ripensava a quello stratagemma,
e a come aveva funzionato bene, Kathy sorrideva tra s. Il matrimonio
era un meccanismo come tanti altri, e lei sapeva come farlo
funzionare.
Intorno alle due e mezzo del pomeriggio, Ahmad richiam Zeitoun.
Stava ancora seguendo la tempesta dal suo computer in Spagna.
Per voi non si sta mettendo bene disse.
Zeitoun promise che avrebbe tenuto d'occhio la situazione.
Immagina l'onda anomala disse Ahmad.
Zeitoun ribad che avrebbe seguito con attenzione.
Perch non ve ne andate, giusto per precauzione? insistette
Ahmad.
Kathy decise che prima di andare a prendere le bambine a scuola
avrebbe fatto la spesa. Quando si avvicinava una tempesta, era
impossibile prevedere il momento in cui la gente si sarebbe precipitata
a fare incetta di generi di prima necessit, e lei voleva evitare
la calca.
Si era sistemata lo hijab davanti allo specchio e si era lavata i
denti, dopodich era uscita. Non ci pensava pi di tanto, ma ogni
volta che andava al negozio di alimentari o al centro commerciale
c'era la possibilit che succedesse qualcosa di spiacevole. La frequenza
di simili episodi sembrava legata, in una certa misura, agli
eventi d'attualit, alla percezione generale che in quella settimana
o in quel mese si aveva dei musulmani nei media. La situazione
si era di certo fatta pi tesa dopo l'11 settembre, poi si era calmata
per qualche anno. Ma nel 2004 un fatto avvenuto in citt aveva
riacceso le tensioni. Alla West Jefferson High School una studentessa
di seconda superiore di origine irachena era stata ripetutamente
presa di mira dal suo professore di storia, che aveva definito
l'Iraq "un Paese del Terzo mondo" ed espresso preoccupazione
all'idea che, se la studentessa ci fosse mai tornata, avrebbe finito
per "diventare una terrorista". Nel febbraio di quell'anno, mentre
distribuiva dei compiti in classe, lo stesso professore le aveva
sfilato lo hijab dicendo: Spero che Dio ti punisca. No, scusa, spero
che Allah ti punisca. L'episodio aveva avuto grande eco. La
studentessa aveva fatto causa al professore, e il responsabile del
distretto scolastico della Jefferson Parish ne aveva disposto il licenziamento.
Poi, per, il collegio docenti aveva ribaltato il provvedimento,
e dopo qualche settimana di sospensione il professore
era stato reintegrato.
All'indomani di quella decisione, gli episodi di intolleranza ai danni
dei musulmani si erano fatti molto pi frequenti, e Kathy era
consapevole che indossare lo hijab era una specie di invito a nozze.
All'epoca si era diffusa una nuova moda, in voga tra gli adolescenti
o tra coloro che ragionavano come tali: avvicinarsi di nascosto
a una donna che portava il velo, strapparglielo e scappare.
Un giorno era successo anche a Kathy. Stava girando per negozi
con Asma, un'amica musulmana che per non indossava lo
hijab. Asma era originaria dell'Algeria e viveva negli Stati Uniti da
vent'anni; di solito la scambiavano per spagnola. Kathy e Asma
erano appena uscite dal centro commerciale, e Kathy stava cercando
di ricordarsi dove avesse parcheggiato la macchina. Si trovavano
sul marciapiede, Kathy stava scrutando le file di auto lucenti,
quando Asma aveva fatto una faccia strana.
Kathy, c' una ragazzina dietro di te che...
Avr avuto quindici anni, ed era accovacciata dietro Kathy, con
il braccio alzato. Stava per sfilarle lo hijab.
Kathy aveva inclinato la testa. Hai qualche problema? le aveva
sbraitato.
La ragazzina, mortificata, era corsa via, andando a raggiungere
un gruppetto di coetanei, maschi e femmine, che stavano osservando
la scena da una certa distanza. Una volta in mezzo ai suoi amici,
la ragazzina aveva rivolto a Kathy alcune parole poco gentili.
Gli amici erano scoppiati a ridere e le avevano fatto eco, insultando
Kathy in vari modi.
Non si sarebbero mai aspettati che lei restituisse il favore, convinti
com'erano che una donna musulmana, probabilmente sottomessa
e dall'inglese non troppo fluente, si sarebbe lasciata strappare
via lo hijab senza reagire. Ma Kathy gli aveva riversato addosso
una sfilza di epiteti alquanto coloriti, e quelli per un attimo erano
rimasti senza parole.
Tornando a casa, perfino Kathy era sconvolta da ci che aveva
detto. Era cresciuta in una casa dove le parolacce abbondavano,
e lei le conosceva tutte, ma da quando era diventata madre, da
quando si era convertita, non vi aveva fatto ricorso pi di una o
due volte. Quei ragazzini per avevano bisogno di una lezione, e
lei era stata ben felice di dargliela.
Nelle settimane seguite agli attacchi alle Torri Gemelle, Kathy aveva
visto ben poche donne musulmane in giro. Era sicura che si nascondessero,
uscendo di casa solo se strettamente necessario. Verso
la fine di settembre, mentre faceva la spesa da Walgreens, si era
infine imbattuta in una donna con lo hijab. Le era corsa incontro.
Salam alaikum! l'aveva salutata, prendendole le mani. La donna,
che studiava medicina alla Tulane University, fino a quel momento
si era sentita come lei, esiliata nel suo stesso Paese, e insieme avevano
riso della gioia incontenibile di quell'incontro.
Quel giorno di agosto la puntata al negozio di alimentari trascorse
senza incidenti, e dopo Kathy and a prendere le bambine.
Hai sentito della tempesta? le chiese Nademah.
Viene verso di noi aggiunse Safiya dal sedile posteriore.
Noi ce ne andiamo? chiese Nademah.
Kathy sapeva che le sue figlie avrebbero voluto. Potevano andare
a casa di qualcuno dei loro cugini, nel Mississippi o a Baton
Rouge, e per loro sarebbe stata una vacanza, come fermarsi a dormire
per due giorni da un'amica. Forse luned, intanto che la citt
veniva risistemata, le scuole sarebbero rimaste chiuse? Di sicuro
era quello che pensavano, e speravano. Kathy sapeva come funzionava
la testa delle sue bambine.
Quando alle cinque arrivarono a casa, tutti i telegiornali erano occupati
da Katrina. Alla televisione, la famiglia vide immagini di
onde gigantesche, alberi sradicati, intere citt coperte da una coltre
grigia di pioggia torrenziale. L'Osservatorio nazionale uragani
diceva che presto Katrina sarebbe passato a categoria 3. La governatrice
Bianco aveva indetto una conferenza stampa per dichiarare
lo stato d'emergenza in Louisiana. Il governatore Barbour aveva
fatto lo stesso nel Mississippi.
Kathy era scossa. Seduta sul bracciolo del divano, si era lasciata
assorbire cos tanto dalle notizie che alle sei non aveva ancora iniziato
a preparare la cena. Chiam Zeitoun.
Mentre torni puoi passare a prendere del pollo da Popeyes?
gli chiese.
Nademah apparecchi la tavola con tovaglia e tovagliette. Safiya
e Aisha sistemarono posate e bicchieri. Kathy prepar un'insalata
e vers latte per le bambine e succo di frutta per lei e Zeitoun.
Zeitoun arriv con il pollo, fece una doccia e si mise a tavola con
la famiglia.
Su, finite disse alle figlie, che stavano spiluccando il cibo dal
piatto lasciandone intatte grandi porzioni.
Dopo tutti quegli anni ci aveva fatto l'abitudine, ma ancora
adesso, a volte, lo spreco riusciva a infastidirlo. Il fatto che quasi
tutto fosse disponibile in tale abbondanza. Da ragazzo, in Siria,
spesso aveva sentito ripetere l'espressione: "Se la tua mano non
se l' guadagnato, il tuo cuore non ci si affeziona". Ma il punto,
l negli Stati Uniti, non era soltanto la prosperit (che peraltro
a New Orleans era tutt'altro che uniforme). Era la sensazione
che tutto potesse essere rimpiazzato, e qualsiasi capriccio soddisfatto.
Alle sue figlie, Zeitoun cercava di insegnare il valore
del lavoro, di tutto ci che entrava nella loro casa, ma sapeva
che gran parte dei suoi sforzi sarebbero stati vanificati dal contesto,
dagli sprechi e dagli eccessi della cultura in cui vivevano.
A lui avevano insegnato che, pi di ogni altra cosa, Dio detestava
lo spreco. Era, gli avevano detto, una delle tre cose che
Dio detestava di pi: l'omicidio, il divorzio e lo spreco. Distruggevano
la societ.
Dopo cena, le bambine chiesero di poter rivedere ancora una volta
Orgoglio e pregiudizio. Era venerd sera, motivo per cui Zeitoun
non poteva proibirglielo accampando scuse legate alla scuola. Ma
non per forza doveva sorbirselo di nuovo anche lui. La prima volta
gli era piaciuto, ma quel loro bisogno di rivederlo ogni sera per
dieci giorni consecutivi gli risultava incomprensibile. La settimana
prima, lui e Zachary si erano ritirati in altre stanze a fare altro,
qualsiasi cosa. Kathy, invece, ogni volta si era piazzata l con
le bambine, e anche quel giorno eccole adagiate una sopra l'altra
sul divano, a commuoversi negli stessi punti in cui si commuovevano
sempre. Scuotendo la testa, Zeitoun and in cucina a sistemare
l'anta di un armadietto che si era allentata.
Per tutta la sera continuarono a mettere il film in pausa per ascoltare
gli aggiornamenti sull'intensit e la traiettoria della tempesta.
L'uragano, muovendosi sempre lentamente, stava risalendo la
costa con venti a oltre centosessanta chilometri all'ora. Pi si fermava
su una determinata regione, maggiori erano le distruzioni
che provocava. Le notizie erano tutte terribili, e quando Kathy
vide la fotografia della famiglia dispersa fu tentata di spegnere
il televisore. Era certa che fossero morti, e che per settimane sarebbe
stata ossessionata dal pensiero di quella famiglia, dei loro
parenti riunitisi per festeggiare e costretti invece a piangere tutti
quei lutti. Poi per si rese conto che la famiglia non era pi dispersa.
Alz il volume. Li avevano salvati. Avevano attraccato su
un'isola di mangrovie nei pressi delle Ten Thousand Islands, superando
la tempesta rinchiusi nella cabina dello yacht, pregando
e salendo a turno in coperta per vedere se dal cielo arrivavano
aiuti. Appena qualche ora prima, la guardia costiera aveva
avvistato lo yacht e se li era caricati a bordo. La famiglia di cinque
persone era salva.
Pi tardi, dopo aver dato il bacio della buonanotte a Zachary, Kathy
si sedette sul letto di Nademah, e le bambine si raccolsero intorno
a lei in un intrico di braccia, gambe e cuscini.
Chi vuole cominciare? chiese Kathy.
Safiya inizi a raccontare una favola che aveva per protagonista
un Pokmon. Le favole che le bambine raccontavano collettivamente
parlavano spesso dei Pokmon. Dopo che Aisha ebbe presentato
il protagonista, Safiya forn l'ambientazione e il conflitto
centrale, e a quel punto prosegu Nademah. A turno ciascuna di
loro aggiunse un pezzetto di trama, finch Aisha non si addorment,
e Nademah e Safiya cominciarono ad assopirsi. Alzando
lo sguardo, Kathy vide Zeitoun che, appoggiato allo stipite della
porta, le osservava. Lo faceva spesso, si metteva l e le guardava
in silenzio, godendosi la scena. Era di una bellezza quasi insostenibile,
da far scoppiare il cuore.

Sabato 27 agosto.

Zeitoun e Kathy si svegliarono tardi, alle otto passate. Accendendo
la TV, videro Michael Brown, direttore della Federal Emergency
Management Agency, che diceva a tutti gli abitanti di New Orleans
di andarsene subito, di spostarsi verso l'interno il pi velocemente
possibile. L'Osservatorio nazionale uragani aveva emesso
un'allerta per la Louisiana centrale, in cui si diceva che l'uragano
rischiava di arrivare a categoria 5 prima di toccare terra. Soltanto
tre uragani di categoria 5 avevano raggiunto gli Stati Uniti, e
mai New Orleans.
Amore disse Kathy, secondo me dobbiamo andarcene.
Andate voi rispose Zeitoun. Io resto.
Ma come resti? chiese lei.
La risposta la conosceva. La loro non era un'attivit semplice,
in cui potevi chiudere a chiave l'ufficio e andartene. Abbandonare
la citt significava abbandonare tutti i loro immobili, tutte le case
dei loro inquilini, e non potevano farlo, a meno che non fosse assolutamente
necessario. Avevano cantieri in tutta la citt e in loro
assenza poteva succedere qualunque cosa. Se le loro attrezzature
avessero provocato danni alle propriet dei clienti, sarebbero stati
passibili di denuncia. Era uno dei tanti rischi del mestiere che
si erano scelti.
Kathy era fortemente intenzionata ad andarsene, e guardando i
notiziari durante il giorno tutto lasciava intendere che sarebbe stata
una tempesta unica nel suo genere, al punto da impedirle anche
solo di contemplare l'eventualit di rimanere in citt. All'aeroporto
internazionale Louis Armstrong avevano gi sospeso quasi tutte
le attivit. La guardia nazionale della Louisiana aveva richiamato
quattromila riservisti.
A met mattinata c'erano gi almeno trentacinque gradi e l'aria era
carica d'umidit. Zeitoun era in giardino a giocare con le figlie e la
cagnolina Mekay. Kathy apr la porta che dava sul retro.
Davvero vuoi rimanere? gli chiese. Aveva la sensazione che
tentennasse. Sbagliava.
Di che ti preoccupi? le chiese lui.
Lei non era preoccupata. Non temeva per l'incolumit del marito,
ma aveva la netta sensazione che, durante e dopo la tempesta,
la vita in citt sarebbe stata molto difficile. Sarebbe mancata la corrente.
Le strade sarebbero state invase dai detriti, rimanendo impraticabili
per giorni. Perch voleva affrontare tutti quei disagi?
Devo tenere d'occhio la casa disse lui. E anche le altre case.
Metti che si apre un buco in un tetto. Se lo aggiusto io, evito danni
peggiori. Se non lo faccio, va in pezzi una casa intera.
Nel primo pomeriggio, il sindaco Nagin e la governatrice Bianco
chiesero l'evacuazione volontaria della citt. Nagin disse agli abitanti
che il Superdome sarebbe stato messo a disposizione come rifugio
estremo". Al pensiero, Kathy rabbrividiva. L'anno prima, con
l'uragano Ivan, quella scelta si era rivelata un misero fallimento. Il
Superdome non era sufficientemente attrezzato, e si era ripresentato
lo stesso problema di sovraffollamento del 1998, con l'uragano
Georges. Non poteva credere che avessero deciso di utilizzarlo
di nuovo. Che avessero imparato la lezione e si fossero organizzati
meglio? Tutto era possibile, ma sinceramente ne dubitava.
Kathy meditava di partire non appena fosse stato imposto il traffico
a direzione unica, cosa che doveva avvenire intorno alle quattro
di pomeriggio. A quel punto, tutte le corsie di tutte le vie di
scorrimento sarebbero state riservate al traffico in uscita dalla
citt. Per quell'ora, Kathy avrebbe caricato la Odyssey e sarebbe
stata pronta.
Ma dove sarebbe andata? Sapeva che tutti gli alberghi nel raggio
di trecento chilometri erano al completo. Si trattava quindi di decidere
a quale membro della famiglia imporre la propria presenza.
Dapprima aveva pensato a sua sorella Ann, che viveva a
Poplarville, nel Mississippi. L'aveva chiamata, scoprendo per che anche
lei stava valutando la possibilit di andarsene. Tecnicamente,
casa sua si trovava nell'area che sarebbe stata colpita dai venti, e
come se non bastasse era circondata da vecchi alberi. Al pensiero
che uno di quelli cadesse sfondandole il tetto lei per prima non sapeva
se rimanere o meno, figuriamoci ospitare Kathy e i ragazzi.
L'opzione successiva era la casa di famiglia a Baton Rouge. Di propriet
di suo fratello Andy, era un ranch con tre camere da letto in un
terreno poco fuori citt. Andy viaggiava spesso, e in quel momento
si trovava a Hong Kong per un progetto edilizio. In sua assenza
ci si erano trasferite due delle sorelle di Kathy, Patty e Mary Ann.
Kathy sapeva che li avrebbero ospitati, ma sarebbero stati in
troppi. Innanzitutto, la casa non era grandissima, e Patty aveva
quattro figli. Aggiungendoci Kathy e la sua famiglia, in tutto sarebbero
stati tre sorelle con otto figli ammassati in uno spazio che
con ogni probabilit sarebbe rimasto senza corrente a causa dei
forti venti.
D'altra parte, le due famiglie non si vedevano da un pezzo. Poteva
essere un'occasione per stare un po' insieme. Uscire a cena fuori,
andare a fare shopping a Baton Rouge. Kathy era certa che i figli
avrebbero approvato. Quelli di Patty erano pi grandi, ma con gli
Zeitoun andavano d'accordo, e in ogni caso otto ragazzini qualcosa
da fare lo trovavano sempre. Sarebbe stata una situazione affollata
e rumorosa, ma a Kathy la prospettiva non dispiaceva.
Per tutto il pomeriggio tent di convincere il marito ad andare
con loro. Quando mai era capitato che l'amministrazione cittadina
chiedesse l'evacuazione generale? Non gli sembrava un motivo
sufficiente?
Zeitoun ammise che era una cosa insolita, ma in vita sua non era
mai evacuato, e non riteneva necessario farlo ora. Casa loro si ergeva
a un metro da terra, ed era alta due piani: non c'era pericolo
di rimanere bloccati in mansarda o su un tetto, anche se le cose
si fossero messe davvero male. Zeitoun poteva sempre riparare al
primo piano. E poi vicino a loro non c'erano argini, per cui non sarebbero
stati investiti dagli allagamenti che rischiavano di interessare
altri quartieri. Erano zone come la parte est di New Orleans
o il quartiere Lower Ninth che, con le loro casette a un solo piano
tanto vicine agli argini, rischiavano di pi.
E certo non poteva andarsene prima di aver messo in sicurezza
tutti i suoi cantieri. Nessun altro l'avrebbe fatto, n lui l'avrebbe permesso.
A operai e capimastri aveva gi detto di andarsene, di stare
con le loro famiglie, di partire presto per evitare le code. Voleva
andare personalmente in tutti e nove i cantieri aperti a radunare o
portare via le attrezzature. Aveva gi visto cosa succedeva quando
non lo si faceva: scale che sfondavano finestre e pareti, attrezzi che
danneggiavano mobili, secchi di vernice rovesciati su prati e vialetti.
Meglio che mi sbrighi disse.
Cominci il suo giro dei cantieri, legando scale, radunando attrezzi,
pennelli, piastrelle sciolte, pannelli di cartongesso. Pi o meno a
met del lavoro, fece un salto a casa per salutare Kathy e i ragazzi.
Kathy stava caricando alcune piccole borse nel baule della Odyssey.
Aveva preso vestiti, articoli per l'igiene personale e cibo sufficiente
per due giorni. Immaginava che sarebbero tornate luned
sera, una volta passata la tempesta.
L'autoradio era accesa, e Kathy sent il sindaco Nagin ripetere
alla popolazione la richiesta di abbandonare la citt. Not per
che continuava a non ordinare l'evacuazione obbligatoria. Questo
non avrebbe fatto altro che rinsaldare la convinzione di suo marito,
ne era certa. Cambi canale, e sent dire che chiunque aveva
deciso di rimanere a New Orleans durante la tempesta doveva
prepararsi a far fronte a un'inondazione. Era possibile che gli argini
cedessero. Le onde anomale potevano provocare allagamenti.
Si prevedevano fra i tre e i quattro metri d'acqua. Gli irriducibili
che avevano deciso di rimanere dovevano procurarsi un'accetta,
qualora per raggiungere il tetto avessero dovuto spaccare i soffitti
delle mansarde.
Zeitoun accost e parcheggi il furgone in strada davanti a casa.
Kathy lo guard avvicinarsi. Non nutriva alcun dubbio sulla sua
capacit di cavarsela in ogni situazione, ma adesso il cuore le batteva
forte. Lo stava abbandonando a se stesso, ad aprire buchi nel
soffitto con una scure? Era una follia.
Si incontrarono sul vialetto, com'era successo tante altre volte
quando lei e i ragazzi erano partiti e lui era rimasto a casa.
Vi conviene muovervi disse Zeitoun. La gente sta partendo
tutta insieme.
Kathy lo guard, con la frustrazione che le riempiva gli occhi di
lacrime. Zeitoun le prese le mani.
Su, su disse. Vedrai che non succeder niente. La gente si sta
agitando tanto senza motivo.
Ciao, pap! cinguett Aisha dal sedile posteriore.
Le bambine lo salutarono con la mano. Lo facevano sempre,
quando lui le guardava andarsene stando l sul vialetto. Non era
una novit. Avevano vissuto quel momento altre dieci volte. Kathy
e le bambine partivano in cerca di rifugio o riposo, e Zeitoun rimaneva
a sorvegliare la casa e le case di vicini e clienti sparsi in
tutta la citt. Aveva le chiavi di decine di case; la gente gli affidava
la propria dimora e tutto ci che conteneva.
Ci vediamo luned disse.
Kathy part, pensando che fossero tutti pazzi. Era da pazzi vivere
in una citt come quella, era da pazzi fuggirne, era da pazzi
abbandonare suo marito in casa da solo con un uragano che si
avvicinava.
Lo salut con un cenno, lo stesso fecero le bambine, e Zeitoun
rimase immobile sul vialetto a ricambiare il saluto finch non se
ne furono andate.
Zeitoun riprese il suo giro per mettere in sicurezza il resto dei cantieri.
C'era vento, e un cielo basso striato di marrone e grigio. Nella
citt regnava il caos, migliaia di macchine avevano invaso le strade,
intasando il traffico pi di quanto si sarebbe aspettato. Luci di
stop che si accendevano, clacson che strombazzavano, macchine
che non rispettavano i semafori rossi. Zeitoun scelse strade che
nessuno avrebbe imboccato per abbandonare la citt.
In centro, centinaia di persone si stavano dirigendo a piedi verso
il Superdome, armate di borse termiche, coperte, valigie. Zeitoun
ne fu sorpreso. I precedenti tentativi di adibire lo stadio a rifugio
erano falliti. Come imprenditore edile, era preoccupato che il tetto
dello stadio non reggesse. Era davvero in grado di sopportare
la velocit dei venti e le piogge torrenziali? Mai e poi mai lui si sarebbe
rifugiato l per sfuggire alla tempesta.
E comunque, in passato, tutto si era risolto con qualche ora di
venti ululanti, un po' di alberi caduti, quaranta o cinquanta centimetri
d'acqua e qualche danno di poco conto da sistemare una
volta calato il vento.
Cominciava a sentirsi sollevato. Di l a poco, New Orleans si sarebbe
svuotata quasi completamente, e rimanere nella citt vuota
dava sempre una bella sensazione, almeno per un paio di giorni.
Continu il suo giro, sistem gli ultimi cantieri e poco prima delle
sei arriv a casa.
Kathy telefon alle sei e mezzo. Era bloccata nel traffico appena
fuori citt. Come se non bastasse, confusa com'era e con quella
quantit di macchine senza precedenti, aveva anche sbagliato
strada. Anzich prendere la I-10 in direzione ovest verso Baton
Rouge, si era ritrovata sulla corsia diretta a est, e a quel punto
fare inversione era stato impossibile. Avrebbe dovuto attraversare
il lago Pontchartrain, raggiungere Slidell e rifare tutto
il percorso all'indietro. In questo modo ci avrebbe messo parecchie
ore in pi. Era seccatissima e gi sfinita, e il viaggio era appena
cominciato.
Zeitoun era a casa, seduto coi piedi sul tavolino, a guardare la
TV. Si premur di farglielo sapere.
Io te l'avevo detto disse.
Kathy e i ragazzi erano attesi a casa del fratello per cena, ma alle
sette avevano percorso meno di trenta chilometri. Poco prima di
Slidell, si fermarono in un Burger King. Dalla macchina ordinarono
cheeseburger e patatine, quindi si rimisero in viaggio. Poco dopo,
un odore disgustoso riemp l'abitacolo della Odyssey.
Cos' questa puzza? chiese Kathy ai ragazzi. Loro ridacchiarono.
Era un odore fecale, disgustoso. Che cos'? ripet Kathy. Stavolta
le bambine risero cos forte da rimanere senza fiato. Zachary
scosse la testa.
 stata Mekay riusc a dire una delle bambine prima di ricominciare
a ridere istericamente.
Avevano rifilato di nascosto al cane pezzi di cheeseburger, e il
formaggio le stava procurando problemi intestinali. Scorreggiava
ininterrottamente da chilometri.
Ma che schifo! gemette Kathy. Le bambine risero ancor di pi.
Mekay, nascosta sotto il sedile, soffriva in silenzio.
Poco dopo aver superato Slidell, imboccarono la I-190, una strada
pi piccola, sulla quale Kathy era convinta di trovare meno traffico.
Ma era intasata anche quella, una fila di luci rosse a perdita d'occhio.
Diecimila macchine, ventimila luci, fu la stima di Kathy, un
serpente ininterrotto fino a Baton Rouge, e forse anche oltre. Aveva
finito per far parte dell'esodo senza percepirne del tutto l'enormit
e l'anomalia. Centomila persone per strada, tutte dirette a nord e a
est, in fuga dai venti e dall'acqua. Kathy non riusciva a pensare ad
altro che ai letti. Dove avrebbe dormito, tutta quella gente? Centomila
letti. Ogni volta che passava accanto a una casa, la guardava
piena di desiderio. Era stanchissima, e neppure a met strada.
Ripens al marito. Le immagini che aveva visto al telegiornale
erano assurde: la tempesta pareva una bianca sega circolare che
puntava dritta su New Orleans. Nelle immagini satellitari la citt
sembrava cos piccola, paragonata all'uragano. Un oggetto minuscolo
che quella gigantesca lama rotante stava per fare a brandelli.
E suo marito non era altro che un uomo, solo in una casa di legno.
Zeitoun richiam alle otto. Kathy e i ragazzi, pur essendo in viaggio
da tre ore, erano arrivati soltanto a Covington, percorrendo
quindi un'ottantina di chilometri. Lui, nel frattempo, guardava la
televisione, sbrigava lavoretti in casa, si godeva la serata fresca.
Dovevate rimanere disse. Si sta cos bene.
Lo vedremo, furbacchione rispose Kathy.
Bench fosse sfinita e le flatulenze del cane la stessero facendo
ammattire, Kathy era contenta di passare qualche giorno a Baton
Rouge. Perlomeno a tratti. La sua non era una famiglia facile, questo
era poco ma sicuro, e ogni volta che andava a trovarli c'era sempre
la possibilit che qualcosa andasse storto in modo improvviso
e irreparabile. "Siamo gente complicata" raccontava agli altri.
Con otto fratelli, i momenti di agitazione non erano mai mancati,
e quando lei si era convertita all'islam gli scontri e le incomprensioni
si erano moltiplicati.
Spesso la causa scatenante era il suo hijab. Entrava in casa, posava
le valigie, e subito qualcuno le suggeriva: Ora puoi anche togliertelo.
Era musulmana da quindici anni, e ancora continuavano
a dirglielo. Per loro il velo era una costrizione, una maschera
che andava indossata solo con Zeitoun, e che in sua assenza avrebbe
anche potuto togliersi. Come se solo a casa Delphine potesse rilassarsi,
essere finalmente se stessa. Anzi, l'ultima volta la madre
di Kathy gliel'aveva proprio ordinato: Togliti quel coso dalla testa
aveva detto. Esci, vatti a divertire un po'.
A volte, per, l'affetto della madre aveva la meglio sulle sue riserve
nei confronti dell'islam. Anni prima erano andate insieme alla
motorizzazione civile per rinnovare la patente di Kathy. Kathy
indossava lo hijab, e quando infine era andata a farsi scattare la
foto aveva gi ricevuto un discreto numero di occhiate sospettose
da parte di clienti e dipendenti della motorizzazione. L'impiegata
con la macchina fotografica non aveva fatto nulla per dissimulare
il suo disprezzo.
Si tolga quel coso le aveva detto.
Kathy sapeva che era suo diritto indossare il velo per la foto, ma
non voleva creare polemiche.
Ha una spazzola? aveva chiesto all'impiegata, cercando di
buttarla sul ridere. Sa, mi secca farmi fotografare con i capelli arruffati.
Lo aveva detto sorridendo, ma la donna si era limitata a
fissarla impassibile. Sul serio aveva proseguito Kathy. Per me
va bene toglierlo, ma solo se mi d una spazzola...
A quel punto era intervenuta sua madre, che l'aveva difesa.
Guardi che pu tenerlo! aveva strillato. Se vuole, pu tenerlo!
Ecco che era diventato un caso. Gli sguardi dei presenti erano
tutti su di loro. Kathy aveva cercato di sdrammatizzare. Mamma,
non importa aveva detto. Davvero. Magari una spazzola
ce l'hai tu?
Sua madre era cos concentrata sulla donna con la macchina fotografica
che quasi non l'aveva sentita. Lei non pu obbligarla a
toglierselo.  un suo diritto costituzionale!
A quel punto l'impiegata della motorizzazione era andata in
un altro ufficio, tornandone dopo aver ottenuto da un superiore
il permesso di fotografare Kathy con il velo. Quand'era scattato il
flash, Kathy si era sforzata di sorridere.
La casa in cui era cresciuta a Baton Rouge era affollata, rumorosa
e piena di situazioni estreme. Nove ragazzini si dividevano centotrenta
metri quadrati, su un solo piano, dormendo in tre per ogni
stanza e litigandosi l'unico bagno. Ma vivevano bene, nei limiti
del possibile, e il loro era un quartiere pulito, pieno di famiglie che
lavoravano. Il retro della casa di Kathy si affacciava sulla
Sherwood Middle School, un grande campus multietnico in cui Kathy si
sentiva sopraffatta. Era tra i pochissimi studenti bianchi, e regolarmente
veniva fatta oggetto di prese in giro, prepotenze, sguardi
insistenti. Aveva imparato a reagire, a scontrarsi.
Doveva essere scappata di casa almeno una decina di volte, forse
di pi. E quasi ogni volta che l'aveva fatto, a partire dall'et di
sei anni, era corsa a casa dell'amica Yuko. Si trovava a pochi isolati
di distanza, sull'altro lato del campus, e dato che lei e Yuko
erano due delle poche bambine non afroamericane del quartiere,
avevano legato proprio in virt della loro condizione di outsider.
Yuko e la madre Kameko vivevano da sole; il marito di Kameko
era morto investito da un automobilista ubriaco quando Yuko
era piccola. Anche se Yuko era maggiore di tre anni, lei e Kathy
erano diventate inseparabili, e Kameko era cos ospitale e attenta
ai bisogni di Kathy che quest'ultima aveva finito per chiamarla
mamma.
Kathy non sapeva esattamente come mai Kameko l'avesse presa
tanto a cuore, ma si guardava bene dal sollevare obiezioni. Scherzando,
Yuko le diceva che il vero obiettivo di sua madre era quello
di farle il bagno. Da bambina, Kathy non amava molto fare il bagno,
e in casa sua non era considerata una priorit. E cos, ogni
volta che andava a casa di Yuko, Kameko le riempiva la vasca. 
sporchissima! diceva scherzando alla figlia Yuko, ma per lei era
un piacere occuparsi della pulizia di Kathy, e anche la bimba non
vedeva l'ora: le mani di Kameko che le lavavano i capelli, le sue
unghie lunghe che le facevano il solletico sul collo, il tepore e il
peso di un asciugamano morbido e pulito sulle spalle.
Dopo le superiori, Kathy e Yuko erano diventate ancora pi amiche.
Kathy si era trasferita in un appartamento vicino alla Airiine
Highway di Baton Rouge, e insieme avevano cominciato a
lavorare da Dunkin' Donuts. Per Kathy, essere indipendente era fondamentale.
Perfino in quell'appartamentino affacciato su una statale
a sei corsie avvertiva un senso di ordine e di pace che non
aveva mai conosciuto.
Tra i clienti del negozio c'era una coppia di sorelle malesi, e Yuko
aveva cominciato a chiacchierare con loro, a fare domande. Che
significato ha il velo? Che cosa vi piace dell'islam? La macchina
potete guidarla? Le sorelle erano aperte, umili, e non tentavano
di fare proselitismo. Kathy non aveva idea dell'impressione
che avevano fatto su Yuko, e invece Yuko ne era stata davvero colpita.
Aveva cominciato a informarsi sull'islam, sul Corano. Di l
a poco, le due sorelle malesi le avevano portato opuscoli e libri, e
Yuko ci si era immersa ancor pi profondamente.
Accorgendosi di quanto fosse serio l'interesse di Yuko, Kathy
era rimasta perplessa. Entrambe erano state educate alla fede cristiana
e avevano frequentato una scuola elementare cristiana molto
rigorosa. Era strano constatare lo slancio con cui la sua amica stava
abbracciando quella fede tanto esotica. Yuko era una cristiana
estremamente devota, e Kameko ancor pi di lei.
Tua madre cosa direbbe? le aveva chiesto.
Non saltare alle conclusioni aveva risposto Yuko. Per favore.
Erano trascorsi alcuni anni, e Kathy, dopo una serie di passi falsi e
delusioni sentimentali, aveva finito per divorziare, e ora viveva da
sola con Zachary, che non aveva nemmeno un anno. Abitava ancora
nello stesso appartamento sulla Airiine Highway, e faceva due
lavori contemporaneamente. Al mattino lavorava come cassiera al
K&B lungo la statale. Un giorno il direttore del Webster Clothes,
il negozio di abbigliamento maschile di fronte, era andato da lei, e
notando il carattere esuberante di Kathy le aveva chiesto se le sarebbe
interessato lasciare il K&B, oppure cominciare un secondo
lavoro da Webster. Kathy aveva bisogno di soldi, e cos aveva accettato
il secondo lavoro. Terminato il turno al K&B, nel primo pomeriggio
attraversava la statale e andava da Webster, dove lavorava
fino all'orario di chiusura. Ben presto si era ritrovata a lavorare
cinquanta ore alla settimana, guadagnando abbastanza da coprire
l'assicurazione sanitaria per s e per Zachary.
Ma la sua vita era una continua lotta, e Kathy avvertiva il bisogno
di trovare ordine e risposte. Yuko, per contro, sembrava in
pace e sicura di s; era sempre stata una ragazza senza grilli per
la testa, al punto che Kathy un po' la invidiava, ma adesso sembrava
proprio aver trovato il suo equilibrio.
Kathy aveva cominciato a chiedere in prestito libri sull'islam.
La sua era solo curiosit, non aveva alcuna intenzione di abbandonare
la fede cristiana. Inizialmente, a intrigarla erano state le nozioni
basilari che non conosceva, e le tante opinioni errate che si
era fatta in proposito. Non aveva idea, per esempio, che nel Corano
ci fossero un sacco di personaggi presenti anche nella Bibbia:
Mos, Maria, Abramo, il Faraone, perfino Ges. Non sapeva che i
musulmani considerassero il Corano il quarto libro inviato da Dio
ai suoi messaggeri, dopo l'Antico Testamento (chiamato Tawrat, o
Legge), i Salmi (Zabur) e il Nuovo Testamento (Injil). Per lei, il semplice
fatto che l'islam riconoscesse quei libri era stato una rivelazione,
ma constatare come nel testo fossero presenti ripetute aperture
alle altre fedi correlate l'aveva mandata al tappeto:
Crediamo in Allah
e in quello che  stato fatto scendere su di noi
e in quello che  stato fatto scendere su Abramo, Ismaele, Isacco,
Giacobbe
e sulle Trib,
e in quello che  stato dato a Mos e a Ges
e in tutto quello che  stato dato ai Profeti
da parte del loro Signore,
non facciamo differenza alcuna tra di loro
e a Lui siamo sottomessi.
Il pensiero di non aver mai saputo tutte quelle cose, di aver ignorato
cos a lungo la fede di qualcosa come un miliardo di persone,
era frustrante. Com'era potuto succedere?
E Maometto! Su di Lui era davvero disinformata. Pensava che
fosse il dio dell'islam, quello che i musulmani adoravano. E invece
era semplicemente il profeta che aveva riferito la parola di Dio.
Analfabeta, aveva ricevuto la visita dell'arcangelo Gabriele (in arabo
Jibril), il quale gli aveva rivelato la parola di Dio. Maometto era
diventato il tramite per quei messaggi, e il Corano non era altro
che la parola di Dio messa per iscritto. Corano significa "Lettura".
Erano cos tante le nozioni fondamentali che sfidavano le sue
supposizioni. Kathy aveva sempre pensato che i musulmani fossero
un gruppo monolitico, e che tutti fossero ugualmente devoti e
inflessibili. Aveva invece scoperto che del Corano esistevano interpretazioni
sciite e sunnite, e che in ogni moschea le varianti di fede
e osservanza erano pari a quelle di qualunque altra chiesa. C'erano
musulmani che prendevano la fede con leggerezza, e altri che
conoscevano parola per parola il Corano e il suo fido compagno,
l'insieme di precetti comportamentali noto come Hadith. C'erano
musulmani che della loro religione non sapevano quasi nulla, che
pregavano giusto qualche volta l'anno, e musulmani che obbedivano
alle interpretazioni pi rigide della loro fede. C'erano donne
musulmane che indossavano jeans e maglietta, e donne musulmane
che andavano in giro coperte dalla testa ai piedi. C'erano uomini
musulmani che plasmavano le loro vite su quella del Profeta, e
altri che si allontanavano dal suo esempio e si smarrivano. C'erano
musulmani passivi, musulmani dubbiosi, musulmani pressoch
agnostici, musulmani devoti e musulmani che distorcevano le
parole del Corano in nome di desideri e obiettivi terreni. Era tutto
estremamente familiare, comune a ogni fede.
All'epoca, Kathy frequentava una grande chiesa evangelica non
lontana dalla zona in cui lavorava. Pur non essendo sempre piena,
poteva ospitare fino a un migliaio di fedeli. Kathy sentiva il bisogno
di entrare in contatto con la sua fede. Aveva bisogno di tutta
la forza a cui era in grado di attingere.
Ma c'erano alcune cose di quella chiesa che la infastidivano. Era
abituata allo stile dei sermoni che si sentivano l, ai toni accesi e alla
teatralit esasperata, ma un giorno le era parso che avessero passato
il segno. Avevano appena fatto il giro tra i banchi con i piattini
delle offerte, e una volta raccolti e contati i soldi il pastore - un
uomo basso con il viso roseo e i baffi - era parso deluso. Aveva assunto
un'espressione addolorata, e non era riuscito a trattenersi.
Dapprima aveva rimproverato i presenti in modo blando, poi con
fastidio crescente. Non amavano quella chiesa? Non si rendevano
conto del valore del legame che quella chiesa creava con il loro Signore
Ges Cristo? Era andato avanti a lungo, umiliando i fedeli
per la loro avarizia. La predica era durata venti minuti.
Kathy era inorridita. In vita sua non aveva mai visto contare i
soldi durante la messa domenicale. E chiederne altri, poi! Quella
parrocchia non era frequentata da persone abbienti. Erano operai
e impiegati. Offrivano quel che potevano.
Quel giorno se n'era andata via scossa e confusa da ci che aveva
visto. A casa, dopo aver messo a letto Zachary, aveva ripreso in
mano i testi che le aveva prestato Yuko. Aveva sfogliato il Corano.
Non era sicura che l'islam fosse la soluzione giusta, ma sapeva che
Yuko non l'aveva mai tratta in inganno. Era la persona pi saggia
e con i piedi per terra che conoscesse, e se l'islam andava bene
per lei, perch non avrebbe dovuto andar bene anche per Kathy?
Yuko era sua sorella, la sua guida.
Per una settimana intera, Kathy si era dibattuta con la questione
della fede. Aveva convissuto con le sue domande da mattino a sera,
e per tutta la giornata di lavoro. Un giorno, quando aveva appena
cominciato il turno al Webster, nel negozio era entrato un volto
familiare, che Kathy aveva immediatamente riconosciuto come
uno dei pastori della sua chiesa. Si era avvicinata a lui per aiutarlo a scegliere una giacca sportiva.
Dovresti frequentare la nostra chiesa le aveva detto. Da qui
non  lontana.
Kathy aveva riso. La conosco, la vostra chiesa. Ci vengo sempre.
Tutte le domeniche.
L'uomo era rimasto sorpreso. Non l'aveva mai vista.
 che mi siedo in fondo aveva spiegato Kathy.
Sorridendo, lui le aveva detto che la prossima volta l'avrebbe
cercata. Ci teneva a fare in modo che tutti si sentissero i benvenuti.
Sa gli aveva detto Kathy, il fatto che lei sia venuto qui dev'essere
un segno divino.
Come mai? aveva chiesto il pastore.
Kathy gli aveva raccontato la sua crisi, la delusione provata per
certi aspetti del cristianesimo, o meglio, per certe cose che aveva
visto succedere proprio nella sua chiesa. Gli aveva detto che stava
pensando di convertirsi all'islam.
Lui l'aveva ascoltata con attenzione, ma non era parso preoccupato
all'idea di perdere una parrocchiana.
 il diavolo che si diverte a giocare con te le aveva detto. Talvolta
lo fa, cerca di allontanarci da Cristo. Ma cos facendo, non
fa altro che rendere la nostra fede pi salda. Domenica te ne renderai
conto.
Dopo aver parlato con il pastore, Kathy si era sentita gi pi sicura
della propria fede. Com'era possibile che quella visita non fosse
stata un segno divino? Proprio quando iniziava ad avere dei
dubbi sulla sua chiesa, ecco che nella sua vita entrava un messaggero
di Ges.
La domenica successiva era tornata in chiesa con rinnovata convinzione.
Forse Yuko aveva trovato conforto e senso nell'islam, ma
Kathy era certa di essere stata chiamata personalmente da Cristo.
Entrata in chiesa, era andata a sedersi nelle prime file, per farsi vedere
dal suo nuovo amico e dimostrargli che le sue parole avevano
fatto la differenza.
Non aveva dovuto aspettare molto. Abbassando lo sguardo sull'assemblea
dei fedeli e vedendola, il pastore aveva sgranato gli occhi.
Dall'espressione con cui l'aveva guardata si capiva che stava
cercando proprio lei. Era l'espressione di un bambino che vede
una torta di compleanno con su scritto il suo nome.
Poi, all'improvviso, nel bel mezzo della funzione, Kathy si era
sentita chiamare. Il pastore, davanti a quasi mille persone, aveva
pronunciato proprio il suo nome, Kathy Delphine.
Vieni qui, Kathy le aveva ordinato.
Alzatasi in piedi, si era diretta verso le luci accecanti del pulpito.
Una volta l, non aveva pi saputo da che parte guardare, come
evitare quel bagliore. Si era protetta gli occhi con la mano e aveva
abbassato lo sguardo, sulle proprie scarpe, sulle persone sedute in
prima fila. Non si era mai trovata di fronte a tanta gente. L'esperienza
pi simile che avesse vissuto era stata il suo matrimonio, e in
quell'occasione, tra parenti e amici, non superavano la cinquantina
di persone. Che cosa stava succedendo? Perch l'aveva chiamata?
Kathy aveva ripreso il pastore, racconta anche a loro quello
che hai raccontato a me. Tutto quanto.
Kathy era rimasta impietrita. Non era sicura di farcela. Era una
persona loquace, raramente si innervosiva, eppure raccontare a un
migliaio di sconosciuti ci che aveva confidato in privato al reverendo...
insomma, non le sembrava giusto.
Eppure di lui si fidava, ed era convinta che sapesse il fatto suo.
Pensava che Dio avesse deciso che doveva rimanere in quella parrocchia,
e voleva obbedire. Voleva rendersi utile. Forse, proprio
come l'ingresso del reverendo Timothy in negozio qualche giorno
prima, anche quella era una cosa che doveva succedere, che doveva
avvicinarla a Cristo.
Le avevano dato un microfono, e lei aveva parlato, raccontando
ai presenti ci che aveva detto al reverendo, ovvero che si era informata
sull'islam, e che...
Il pastore l'aveva interrotta. Stava per rivolgersi all'islam! aveva
esclamato con un sorriso ironico. Stava prendendo in considerazione
l'ipotesi... aveva fatto una pausa ... di mettersi a venerare
Allah! A quel punto aveva emesso un verso strano, uno sbuffo
derisorio, come quello che avrebbe potuto fare un bambino di otto
anni al parco giochi. Quel pastore, la guida di quella parrocchia e
di quei fedeli, stava usando un tono del genere per parlare di Allah.
Non sapeva che il suo Dio e quello dell'islam erano una cosa
sola? Era una delle prime e pi semplici verit che Kathy aveva
appreso leggendo i testi presi in prestito da Yuko: Allah non  altro
che la parola araba per definire Dio. Perfino i cristiani che parlavano
arabo chiamavano Dio Allah.
Il pastore aveva proseguito lodando Kathy e Ges, e ribadendo
la supremazia della sua e della loro fede, ma a quel punto Kathy
aveva praticamente smesso di ascoltarlo. Qualcosa, dentro di lei, si
era spezzato. Finito il sermone, era tornata a sedersi come inebetita,
confusa ma al tempo stesso con la sensazione che una consapevolezza
stesse nascendo dentro di lei proprio l e in quel momento.
Per tutto il resto della funzione aveva continuato a sorridere educatamente,
sapendo che non sarebbe tornata mai pi.
Aveva ripensato all'episodio in macchina, andando a casa, e anche
quella sera e nei giorni successivi. Ne aveva parlato con Yuko, e insieme
erano giunte alla conclusione che quell'uomo, che predicava
a mille parrocchiani impressionabili e fiduciosi, non sapeva o non
si curava del fatto che l'islam, l'ebraismo e il cristianesimo fossero
ramificazioni non cos distanti della stessa fede monoteistica che
aveva origine da Abramo. E liquidare tutto ci con un verso infantile?
Kathy non poteva far parte di ci che quell'uomo predicava.
E cos, dapprima in modo intermittente, aveva seguito Yuko
sulla via dell'islam. Aveva letto il Corano, rimanendo colpita dalla
sua potenza e dalla sua poeticit. I pastori cristiani che aveva
avuto modo di ascoltare passavano la maggior parte del tempo a
parlare di chi sarebbe andato all'inferno e chi no, di quanto le sue
fiamme bruciassero e quanto a lungo, ma gli imam che nel frattempo
Kathy aveva cominciato a incontrare non facevano affermazioni
del genere. Andr in paradiso? chiedeva lei. Solo Dio
lo sa le rispondeva l'imam. I dubbi degli imam erano confortanti,
e la spingevano ad avvicinarsi ancora di pi. Kathy faceva loro
domande, proprio come le aveva fatte ai suoi pastori, e gli imam
tentavano di risponderle, ma spesso non sapevano. Cerchiamo
nel Corano dicevano. Dell'islam a Kathy piaceva il senso di responsabilit
personale, la propensione per la giustizia sociale. Ma
pi di tutto le piaceva l'impressione di dignit e purezza emanate
dalle donne musulmane che conosceva. Le sembravano cos integre,
cos rette. Erano pudiche, disciplinate. Anche lei avrebbe voluto
avere quel controllo di s. E la pace che quel senso di controllo portava.
La conversione in s era stata bella nella sua semplicit. In presenza
di Yuko e di alcune altre donne della moschea, Kathy aveva
pronunciato la shahada, la professione di fede islamica. Ashadu an
la ilaha illa Allah - wa ashadu anna Muhammada Rasulu Allah.
Era tutto ci che aveva dovuto dire. "Sono testimone che non esiste
altro Dio all'infuori di Allah e che Maometto  il suo profeta." Cos
facendo, Kathy Delphine era diventata musulmana.
Quando tentava di spiegarlo ad amici e parenti, Kathy si trovava
a corto di parole. Ma sapeva che nell'islam aveva trovato la pace. I
dubbi di cui era intessuta quella fede le lasciavano spazio per pensare,
per dubitare. Le risposte fornite dal Corano le mostravano
un cammino. Filtrata dalla lente dell'islam, anche l'opinione che
aveva della propria famiglia si era ammorbidita. Kathy era
diventata meno aggressiva. Con sua madre si era sempre scontrata,
ma l'islam le insegnava che "il paradiso sta sotto i piedi della madre",
e questo la aiutava a contenersi. Aveva smesso di risponderle
a tono e imparato a essere pi paziente e comprensiva. L'islam
mi ha restituito la purezza diceva sempre.
Per lei la conversione era stato un passo avanti, ma agli occhi
della madre e dei fratelli era come se avesse rinunciato alla propria
famiglia e a tutto ci che rappresentava. Ci nonostante, Kathy si
sforzava lo stesso di andare d'accordo con loro, e loro ricambiavano.
A volte andava tutto bene, i momenti insieme erano pieni di
gioia e privi di inconvenienti. Ma per ogni visita serena, ce n'era
una che si avvitava in una spirale di attacchi e accuse, porte sbattute
e partenze anticipate. Con alcuni dei suoi otto fratelli non era
pi in contatto.
Eppure Kathy era legata all'idea di una famiglia allargata. Voleva
che i suoi figli conoscessero zie, zii e cugini, e cos, quando alle
undici e mezzo la Odyssey arriv infine a casa del fratello a
Baton Rouge, il sollievo fu grande. Fece sistemare i ragazzi, che si
addormentarono su divani e pavimenti nel giro di pochi minuti.
Poi chiam Zeitoun.
Si  alzato il vento?
Per il momento no rispose lui.
Io sto per crollare disse Kathy. Non ricordo una stanchezza
simile.
Riposati disse lui. Dormi quanto vuoi.
Anche tu.
Si diedero la buonanotte e spensero le luci.


Domenica 28 agosto.

Kathy si svegli prima dell'alba e accese la TV. Katrina era diventato
una tempesta di categoria 5, con venti a oltre duecentocinquanta
chilometri orari. Stava puntando quasi direttamente verso
New Orleans, e si prevedeva che l'impatto avvenisse circa venticinque
chilometri a ovest della citt. I meteorologi prevedevano venti
furiosi, innalzamenti del livello delle acque fino a tre metri, con
possibilit di brecce negli argini e conseguenti inondazioni lungo
tutta la costa. Secondo le previsioni, la tempesta avrebbe raggiunto
New Orleans quella sera.
Per tutta la giornata, a mano a mano che le notizie sull'uragano si
facevano sempre pi inquietanti, i clienti continuarono a chiamare
Kathy o Zeitoun chiedendo loro di andare a rinforzargli porte e finestre.
Kathy prendeva nota delle richieste e le inoltrava a Zeitoun.
Quest'ultimo scopr che uno dei suoi falegnami, James Crosso, si
trovava ancora in citt, e insieme passarono la giornata facendo
la spola tra le varie case presenti sulla lista per prepararle al maltempo.
La moglie di James lavorava in un albergo del centro, e la
coppia aveva deciso di rifugiarsi l durante il passaggio della tempesta.
Zeitoun e James si spostavano da una casa all'altra, con due
quintali e mezzo di compensato nel retro del furgone, cercando di
fare tutto il possibile prima che arrivassero i venti. Le strade erano
ancora congestionate, una seconda ondata di persone aveva deciso
di partire, ma Zeitoun non pens di fare altrettanto. Era convinto
che nella sua casa in Dart Street sarebbe stato al sicuro: era a due
piani, lontana dagli argini, piena di attrezzi e di cibo.
A met mattinata, il sindaco Nagin ordin la prima evacuazione
obbligatoria nella storia di New Orleans. Chiunque fosse in grado
di farlo, doveva andarsene.
Per tutto il giorno, Zeitoun e James videro file di persone alle fermate
degli autobus. Erano quelli che avevano deciso di rifugiarsi
al Superdome. Famiglie, coppie, uomini e donne anziani con le
loro cose raccolte in zaini, valigie, sacchi della spazzatura. Vedendoli
cos, esposti alle intemperie mentre i venti cominciavano ad
alzarsi e il cielo si rabbuiava, Zeitoun si preoccup. Mentre si recavano
a fare un lavoro, lui e James vedevano gli stessi gruppi, in
paziente attesa, sia all'andata che al ritorno.
A Baton Rouge il tempo si era fatto scuro e turbolento. Venti forti,
cielo buio a mezzogiorno. Per un po' i bambini giocarono all'esterno,
ma poi rientrarono in casa a guardare dei DVD, mentre Kathy,
Patty e Mary Ann si raccontavano le novit. In tutta la zona, gli
alberi oscillavano furiosamente.
La corrente salt alle cinque di pomeriggio. I bambini si misero
a fare giochi da tavolo alla luce delle candele.
Di tanto in tanto, Kathy andava in macchina per ascoltare i notiziari
radiofonici. A New Orleans i venti stavano sfondando finestre,
abbattendo alberi e linee elettriche.
Cerc di chiamare Zeitoun, ma part subito la segreteria telefonica.
Prov sul telefono di casa. Niente. Le linee dovevano essere
saltate, pens. L'uragano non aveva ancora raggiunto la citt, e gi
non riusciva pi a mettersi in contatto con suo marito.
Alle sei, Zeitoun aveva gi salutato James ed era a casa, pronto. Stava
guardando il telegiornale. Non c'erano grosse novit. L'arrivo
del fronte pi esterno dell'uragano era previsto intorno a mezzanotte.
Zeitoun immagin che avrebbe messo fuori uso la rete elettrica
per alcuni giorni.
Spostandosi tra le stanze via via pi buie, cerc di valutare tutti
i possibili rischi a cui sarebbe andato incontro durante la tempesta.
La casa aveva quattro camere da letto: quella sua e di Kathy
al pianterreno e quelle dei ragazzi al piano di sopra. L prevedeva
infiltrazioni. Il tetto avrebbe potuto danneggiarsi in alcuni punti.
Qualche finestra poteva rompersi. A rischio era soprattutto il salotto,
con la grande finestra panoramica. C'era la remota possibilit
che l'albero nel giardino sul retro crollasse sulla casa. In quel
caso i danni sarebbero stati ingenti, perch nulla avrebbe potuto
impedire all'acqua di entrare.
Ma Zeitoun era ottimista, e comunque voleva rimanere a casa.
Aveva speso migliaia di dollari per migliorarla, proteggerla in
ogni modo immaginabile. Sua nonna, nella casa sull'isola di
Arwad, aveva superato tranquillamente innumerevoli tempeste, e
lui intendeva fare lo stesso. Per la propria casa valeva la pena
di lottare.
L'unica cosa che davvero lo preoccupava erano gli argini. I telegiornali
non facevano che parlare delle onde anomale. Gli argini
erano progettati per contenere l'acqua fino a quattro metri,
e le maree nel Golfo avevano gi raggiunto i cinque o sei metri.
Zeitoun sapeva che se gli argini non avessero tenuto la battaglia
sarebbe stata persa.
Alle otto chiam Kathy.
Finalmente disse lei. Eri sparito.
Guardando il telefono, Zeitoun si accorse di aver perso tre
chiamate di Kathy.
Devono essere gi cominciati i problemi di copertura disse. Il
telefono non era squillato. Le disse che fino a quel momento non
era accaduto nulla di significativo. Solo venti molto forti. Niente
di nuovo.
Sta' lontano dalle finestre disse lei.
Le rispose che avrebbe fatto il possibile.
Kathy si domand ad alta voce se ci che stavano facendo non
fosse un po' sciocco. Suo marito si trovava sulla traiettoria di un
uragano di categoria 5, e stavano discutendo se stare o meno lontani
dalle finestre.
Da' la buonanotte ai ragazzi da parte mia disse Zeitoun.
Kathy rispose che l'avrebbe fatto.
Meglio se ci salutiamo. Cos risparmio batteria disse lui.
Si augurarono la buonanotte.
Addormentate le bambine, Kathy and a sedersi su un divano e
si mise a fissare la candela che aveva davanti. Era l'unica luce rimasta
in casa.
Poco dopo le undici di sera, il fronte della tempesta raggiunse la
casa di Zeitoun. Il cielo era di un grigio terribile, e venti vorticosi e
freddi trasportavano fitti muri di pioggia. Fuori, l'inferno aumentava
di mezz'ora in mezz'ora. A mezzanotte and via la corrente.
L'acqua cominci a entrare tra le due e le tre, dapprima in un angolo
della stanza di Nademah. Zeitoun scese in garage a prendere
un bidone della spazzatura da centocinquanta litri per raccoglierla.
Un'altra infiltrazione si apr pochi minuti dopo, stavolta nel
corridoio al piano di sopra. Zeitoun prese un altro bidone. Poco
dopo le tre, si ruppe una finestra in camera sua e di Kathy, come
se qualcuno avesse lanciato un mattone contro il vetro. Zeitoun
raccolse le schegge e tapp il buco con un cuscino. Un'altra infiltrazione
si cre in camera di Safiya e Aisha. Zeitoun prese un terzo
bidone, ancora pi grosso.
Trascin i primi due all'esterno e li rovesci sul prato. Il cielo
sembrava un dipinto a dita fatto da un bambino, con il blu e il nero
mescolati grossolanamente. Il vento si era fatto pi freddo. Il quartiere
era immerso nel buio. Fermo sul prato, Zeitoun sent un albero
cadere nelle vicinanze: uno schiocco di legno spezzato, poi il
fruscio dei rami che si abbattevano sugli alberi vicini, finendo contro
la parete esterna di un edificio.
Rientr in casa.
Si era rotta un'altra finestra. Infil un altro cuscino. C'erano
rami che grattavano contro le pareti e sul tetto, ovunque si sentivano
tonfi di origine sconosciuta. Sembrava che l'ossatura stessa
dell'edificio gemesse per lo sforzo. La casa era sotto assedio.
Quando Zeitoun controll l'ora, erano le quattro del mattino.
Aveva continuato a muoversi senza interruzione per cinque ore.
Se i danni fossero proseguiti a quel ritmo, sarebbe stato molto
peggio del previsto. E la tempesta vera e propria doveva ancora
arrivare.
Nel cuore della notte, Zeitoun ebbe un'intuizione. Non pensava
che la citt sarebbe stata inondata, ma sapeva che non era impossibile.
Allora usc di casa, investito dal vento freddo, and a tirare
fuori dal garage la sua canoa di seconda mano e la raddrizz.
Voleva averla pronta.
Se solo Kathy avesse potuto vederlo ora. Quand'era tornato a
casa con quella canoa, aveva alzato gli occhi al cielo. Zeitoun l'aveva
acquistata qualche anno prima, da un cliente del Bayou St John
che stava traslocando. Vedendola in giardino, un modello in alluminio
piuttosto comune, aveva chiesto se fosse in vendita. Il cliente
era scoppiato a ridere. La vuole comprare? Zeitoun gli aveva
dato settantacinque dollari sull'unghia.
Quella canoa aveva qualcosa che lo intrigava. Era ben fatta, in
condizioni perfette, con due sdili di legno all'interno. Lunga poco
meno di cinque metri, poteva ospitare due persone. Dava un'idea
di esplorazione, di fuga. L'aveva legata sul tettuccio del furgone
e se l'era portata a casa.
Kathy l'aveva visto parcheggiare dalla finestra del salotto e gli
era andata incontro sulla porta.
Scordatelo aveva detto.
Cosa? aveva ribattuto Zeitoun sorridendo.
Tu sei matto.
A Kathy piaceva fingersi esasperata, ma la vena romantica di
Zeitoun era uno dei motivi principali per cui lo amava. Sapeva
che le barche, di qualunque tipo fossero, a lui ricordavano l'infanzia.
Come avrebbe potuto negargli una canoa di seconda mano?
Era quasi certa che non l'avrebbe mai usata, ma il semplice fatto
di averla in garage, lo sapeva, per lui sarebbe stato importante: un
legame con il passato, la possibilit dell'avventura. Di qualunque
cosa si trattasse, Kathy non l'avrebbe ostacolata.
Zeitoun ci aveva anche provato, due o tre volte, a suscitare nelle
sue figlie un po' di interesse per la canoa. Le aveva portate al Bayou
St John, aveva messo la canoa in acqua e ci si era seduto dentro. Ma
quando aveva allungato le braccia verso Nademah per prenderla
a bordo, lei, immobile sul prato, si era tirata indietro. E nemmeno
le due bimbe pi piccole avevano voluto saperne. E cos, sotto
i loro occhi, per mezz'ora aveva pagaiato da solo, cercando di farla
sembrare un'attivit divertente, irresistibile. Tornato a riva, le
bimbe non avevano affatto cambiato idea, e cos aveva caricato la
canoa sul tettuccio del furgone ed erano tornati a casa.
I venti forti arrivarono dopo le cinque del mattino. Zeitoun non
conosceva il momento esatto in cui l'uragano aveva raggiunto la
terraferma, ma quel mattino il cielo quasi non si rischiar. Pass
da nero a grigio antracite, con gocce di pioggia come sassi contro
i vetri. Sentiva gli alberi soccombere al vento, i grandi spostamenti
d'aria dei tronchi che cadevano per strada e sui tetti.
Alla fine non riusc pi a stare sveglio. Anche se casa sua era sotto
attacco, si mise a letto lo stesso, sapendo che in ogni caso qualcosa
l'avrebbe svegliato di l a poco, e si arrese momentaneamente,
scivolando in un sonno leggero.

Luned 29 agosto.

Zeitoun si svegli tardi. Non riusciva a credere all'orologio. Erano
le dieci del mattino passate. Da anni non dormiva tanto. Tutti
gli orologi si erano fermati. Si alz, prov gli interruttori della
luce in tre stanze. La corrente non era ancora tornata.
Fuori tirava un vento forte e il cielo era ancora scuro. Pioveva,
non fortissimo, ma abbastanza da trattenere Zeitoun in casa per
buona parte della giornata. Fece colazione, dopodich and a controllare
se in casa si erano prodotti altri danni. Mise dei secchi sotto
due nuove infiltrazioni. Nel complesso, i danni erano pi o meno
gli stessi di quando si era addormentato. Aveva trascorso i momenti
peggiori dell'uragano dormendo. Dalle finestre vedeva le strade
coperte di fili elettrici e alberi caduti, e qualcosa come trenta centimetri
d'acqua. Una situazione critica, ma non molto peggiore di
alcune tempeste che ricordava.
A Baton Rouge, Kathy port i figli da Wal-Mart a fare scorta di cibo
e torce elettriche. Dentro il supermercato sembravano esserci pi
persone che prodotti. Non aveva mai visto nulla di simile. Avevano
comprato tutto, e gli scaffali erano quasi vuoti. Pareva stesse
arrivando la fine del mondo. Le bambine, spaventate, si stringevano
a lei. Kathy and a cercare del ghiaccio, e le dissero che il
ghiaccio era esaurito da un pezzo. Incredibilmente riusc a trovare
una confezione da due torce, l'ultima rimasta, e riusc a metterci
le mani sopra una frazione di secondo prima che lo facesse
un'altra donna. Kathy le sorrise come scusandosi, dopodich
and alla cassa.
Nel pomeriggio, il vento e la pioggia si placarono. Zeitoun usc
all'esterno per sincerarsi della situazione. Faceva caldo, oltre venticinque
gradi. A terra, secondo la sua stima, c'erano qualcosa
come quarantacinque centimetri d'acqua. Era acqua piovana, limacciosa
e grigio-marrone, che tuttavia, ne era certo, presto sarebbe
defluita. And a dare un'occhiata al giardino sul retro. Ecco la
canoa. Era l che galleggiava, pronta, quasi lo stesse chiamando.
Un'opportunit rara, pens Zeitoun, poter navigare per le strade.
Poteva farlo soltanto quel giorno. Svuot lo scafo dell'acqua che
vi si era accumulata, e in maglietta, pantaloncini e scarpe da ginnastica
sal a bordo.
Uscire dal giardino fu difficile. Un albero sul lato opposto della
strada era stato sradicato, e adesso giaceva in mezzo alla carreggiata
con i rami che si allargavano sul vialetto. Pagaiando li aggir,
dopodich si volt indietro a guardare la casa. L'esterno non
aveva subito grossi danni. Dal tetto era volata via qualche tegola.
C'erano alcune finestre rotte. Una grondaia andava rimontata.
Niente di troppo serio, se la sarebbe sbrigata in tre giorni.
In giro per il quartiere altre case erano state investite da detriti
di ogni tipo. C'erano finestre esplose. Automobili e strade coperte
da rami fradici e neri. Ovunque si vedevano alberi sradicati
e abbattuti.
Il silenzio era assoluto. Fatta eccezione per il vento che increspava
l'acqua, tutto taceva. Non una macchina in movimento, non
un aereo in cielo. Vide qualche vicino fermo sotto la veranda della
propria casa, o intento a guadare il proprio giardino per fare
una stima dei danni. Nessuno sapeva da che parte cominciare, n
quando. Zeitoun cap che nelle settimane seguenti avrebbe fatto
parecchi preventivi.
Pagai per qualche isolato, poi fu colto dai dubbi. Ovunque c'erano
fili elettrici caduti. Che cosa sarebbe successo se fossero entrati
in contatto con l'alluminio della sua canoa? Inoltre, non c'era abbastanza
acqua per navigare ovunque. In alcune zone del quartiere
quasi non ce n'era: giusto qualche centimetro. A un certo punto si
aren, scese dalla canoa, la gir e torn a casa.
L'acqua continu a defluire dalle strade per tutto il pomeriggio, al
ritmo di qualche centimetro ogni ora. La rete fognaria stava funzionando.
Giunta la sera, se n'era andata del tutto. Le strade erano
asciutte. I danni, pur consistenti, non erano peggiori di quelliprovocati da altre tempeste che Zeitoun ricordava. E adesso era
tutto finito.
Chiam Kathy.
Tornate a casa disse.
Kathy fu tentata di farlo, ma erano gi le sette di sera, stavano per
cenare e non se la sentiva di guidare di notte con quattro ragazzini
e un cane flatulento. E poi a New Orleans mancava la corrente, per
cui sarebbero tornati in una situazione analoga a quella che stavano
vivendo a Baton Rouge. Zachary e le bambine si stavano ancora
godendo la compagnia dei cugini, come testimoniavano le risate
che scuotevano la casa.
Lei e Zeitoun rimasero d'accordo di risentirsi l'indomani mattina,
pur dando per scontato entrambi che in giornata avrebbe fatto le
valigie e sarebbe ripartita.
Kathy rientr in casa, e la famiglia allargata, tre adulti e otto ragazzi,
mangi hot dog a lume di candela. Il fatto che le sue sorelle
avessero deciso di mettere in tavola carne di maiale non pass
inosservato, ma Kathy si impose di non farne una questione. "Meglio
lasciar correre" si disse. "Lascia correre, lascia correre." Aveva
cos tante battaglie da combattere. E cos tante ce ne sarebbero
state nei giorni successivi, ne era certa, che non poteva permettersi
di sprecare energie con le sorelle e i loro hot dog. Se volevano
servire maiale ai suoi figli, che ci provassero pure.
Pi tardi, quando and in macchina a rubare qualche minuto di
radio, Kathy trov conferma alla propria riluttanza a rientrare in
citt nelle parole del sindaco Nagin. Evitate di tornare, per il momento.
Aspettate che vengano constatati i danni, che tutto sia sistemato
e ripulito. Ancora un giorno o due.
Nel pomeriggio, Zeitoun ricevette una telefonata da Adnan, un
cugino di secondo grado da parte di madre. Da quando era emigrato,
quasi un decennio prima, Adnan se l'era cavata bene; era
proprietario e gestore di quattro punti vendita Subway a New
Orleans. La moglie Abeer aspettava il primo figlio, ed era incinta
di sei mesi.
Sei ancora in citt? chiese a Zeitoun, dando la risposta per
scontata.
S, certo. Tu sei a Baton Rouge?
S. Adnan era arrivato l la sera prima con Abeer e i genitori
anziani. Che tempo fa?
C' vento rispose Zeitoun. Fa un po' paura. Con Kathy non
l'avrebbe mai ammesso, ma a Adnan poteva dirlo.
E pensi di rimanere? gli chiese lui.
Zeitoun disse di s, offrendosi di sorvegliare i suoi negozi. Prima
di abbandonare la citt, Adnan aveva svuotato il registratore
di cassa del punto vendita in City Park Avenue e fatto cuocere il
pane, convinto di tornare il marted.
Conosci qualche moschea a Baton Rouge? chiese a Zeitoun. I
motel erano tutti al completo, e a Baton Rouge lui e Abeer non conoscevano
nessuno. La sera prima erano riusciti a sistemare i genitori
di Adnan in una moschea, ma c'erano gi centinaia di persone
che dormivano per terra, e non potevano accoglierne altre.
Adnan e Abeer avevano trascorso la notte in macchina.
No rispose Zeitoun. Ma chiama Kathy. Lei  dai suoi. Sono
certo che vi ospiteranno. Gli diede il cellulare della moglie.
Zeitoun svuot tutti i recipienti che aveva disseminato per casa, li
piazz nuovamente sotto i buchi nel tetto e si prepar ad andare a
dormire. Fuori faceva caldo, dentro si soffocava. Si distese al buio.
Pens alla forza della tempesta, alla sua durata, al fatto insolito
che la casa avesse subito danni cos lievi. And alla finestra sul davanti.
Alle otto di sera le strade erano gi perfettamente asciutte.
Tutta quella fretta di andarsene, e per cosa? Centinaia di migliaia
di persone erano fuggite verso nord per nulla. Qualche centimetro
d'acqua, gi completamente sparito.
Quella sera c'era silenzio. Zeitoun non sent vento, n voci, n sirene.
Solo il suono di una citt che come lui respirava, stanca dopo
la lotta, felice che fosse finita.


Marted 30 agosto.

Zeitoun si svegli di nuovo tardi. Con gli occhi semichiusi guard
la finestra, vide lo stesso cielo grigio, sent lo stesso strano silenzio.
Non gli era mai capitato di vivere un momento come quello.
Non poteva prendere la macchina e andare da qualche parte, non
poteva lavorare. Per la prima volta da decenni non aveva niente
da fare. Sarebbe stata una giornata di calma, di riposo. Si sent stranamente
intorpidito, in preda a un impalpabile benessere. Scivol
di nuovo in un sonno leggero.
L'isola di Arwad, luogo d'origine della sua famiglia, era inondata
di luce. L c'era sempre il sole, una calda luce bianca che schiariva
gli edifici di pietra e i ciottoli dei vicoli, rendendo straordinariamente
trasparente il mare color cobalto tutt'intorno.
Quando Zeitoun sognava Arwad, era la Arwad delle sue estati
di bambino, e nei sogni faceva cose da bambino: correre lungo il
piccolo perimetro dell'isola, spaventare i gabbiani facendoli volare
via, cercare nelle pozze di marea granchi e conchiglie o qualunque
stranezza il mare avesse depositato sulle rive rocciose.
Sul versante dell'isola affacciato sulla distesa occidentale del
mare, lui e Ahmad inseguivano una gallina attraverso le rovine
e tra le case pi periferiche. L'ossuto volatile si inerpicava su un
cumulo di spazzatura e pietre, entrando in una grotta di corallo e
muratura. I due bambini si voltavano al suono di una fregata che
gettava l'ancora, in attesa di attraccare a Tartus, la cittadina portuale
che si trovava a un paio di chilometri da l in direzione est.
C'erano sempre cinque o sei navi, petroliere e mercantili, che attendevano
di entrare in quel porto trafficato, e spesso rimanevano
ancorate abbastanza a lungo da proiettare un'ombra sull'isoletta.
Abdulrahman e Ahmad fissavano i grandi scafi, che si innalzavano
anche di nove o dieci metri sulla superficie del mare. Sbracciandosi,
salutavano gli equipaggi e sognavano di essere a bordo anche
loro. Sembrava una vita cos romantica e libera.
Gi allora, quando Ahmad non era altro che un quindicenne
abbronzato e mingherlino, sapeva che un giorno avrebbe fatto il
marinaio. Si guardava bene dal dirlo al padre, ma era sicuro di
voler manovrare una di quelle navi. Voleva portare grandi imbarcazioni
in giro per il mondo, parlare dieci lingue, conoscere gente
di ogni Paese.
Abdulrahman non dubitava che il fratello ci sarebbe riuscito.
Ai suoi occhi era capace di tutto. Era il suo migliore amico, il suo
eroe e il suo maestro. Gli aveva insegnato a trafiggere i pesci con
la fiocina, a remare da solo, a tuffarsi dai grandi
frangiflutti fenici sulla riva meridionale. Abdulrahman
avrebbe seguito Ahmad ovunque, e spesso lo faceva.
Si spogliarono rimanendo in mutande e partirono alla volta di
un piccolo arcipelago di rocce. Recuperarono la fiocina che tenevano
nascosta tra gli scogli, e a turno si immersero in cerca di pesce.
Per i bambini della famiglia Zeitoun, cos come per tutti i ragazzini
dell'isola di Arwad, nuotare era una cosa naturale, proprio
come camminare, e potevano rimanere in acqua, a nuotare e sguazzare,
per ore di fila. Riemergendo, Ahmad e Abdulrahman andavano
a distendersi su un basso muretto di roccia, con l'acqua da
una parte e il lungomare cittadino dall'altra.
Il lungomare non era molto bello: un ampio spazio lastricato e
malconcio, disseminato di spazzatura, a riprova dei deboli tentativi
fatti dall'isola per attrarre turisti. Alla maggior parte degli abitanti
di Arwad non importava granch che i visitatori venissero o
meno. Per loro era casa, un luogo dove ci si dedicava a lavori veri:
a pescare il pesce, pulirlo e portarlo sul continente, e a costruire
navi, robuste imbarcazioni a vela di legno a uno, due o tre alberi,
utilizzando metodi perfezionati proprio sull'isola secoli prima.
Arwad era stata un possedimento militare strategico per un'infinit
di potenze marittime: fenici, assiri, persiani achemenidi, i
greci sotto Alessandro, romani, crociati, mongoli, turchi, francesi
e inglesi. Varie mura e merlature, in rovina ma tutt'altro che scomparse,
parlavano di fortezze del passato. Nel bel mezzo dell'isola
c'erano due piccoli castelli, ancora quasi identici a quando erano
stati costruiti in epoca medievale, che i bambini curiosi potevano
esplorare. Abdulrahman e Ahmad spesso correvano su per i gradini
lisci della torre di guardia che si ergeva accanto a casa loro, e
fingevano di avvistare invasori, suonare campane d'allarme, pianificare
manovre di difesa.
Ma i loro giochi di solito si svolgevano nell'acqua. Non si allontanavano
mai pi di qualche passo dal fresco Mediterraneo, e
Abdulrahman, al seguito di Ahmad, percorreva in lungo e in largo
le grandi pietre dei frangiflutti fenici. Dalla sommit riuscivano a
sbirciare dentro le finestre delle case situate pi in alto. Poi si voltavano
verso il mare e si tuffavano. Dopo aver nuotato, andavano
a sdraiarsi sul muretto di pietra, levigato dai flutti e dai piedi di
innumerevoli bambini. Scaldati dal calore della pietra e del sole,
parlavano degli eroi che avevano difeso l'isola, degli eserciti e dei
santi che erano passati di l. E parlavano dei loro progetti, delle
grandi imprese e delle esplorazioni che li attendevano.
Poi tra di loro calava il silenzio, e quasi si addormentavano, ascoltando
le onde infrangersi sulle rive rocciose dell'isola, il mormorio
incessante del mare. Ma nel sonno leggero di Zeitoun, il rumore
del mare aveva qualcosa di strano. Era pi sommesso e al tempo
stesso meno ritmico. Non un flusso e riflusso, ma il sussurro costante
di un fiume.
Fu quella dissonanza a svegliarlo.

Marted 30 agosto.

Zeitoun apr gli occhi. Era a casa, nella stanza della figlia
Nademah, sotto le coperte, e al di l della finestra vedeva un cielo bianco
sporco. Quel rumore, come di acqua che scorreva, c'era ancora.
Ma non stava piovendo, n c'erano perdite nella stanza. Pens
che si fosse rotta una tubatura, ma non poteva essere; non era quel
tipo di rumore. Sembrava pi un fiume, una grande massa d'acqua
in movimento.
Si mise a sedere nel letto e guard dalla finestra il retro della
casa. Vide acqua, un mare. Veniva da nord. Scorreva nel giardino,
sotto la casa, e il livello si stava alzando rapidamente.
Zeitoun non capiva. Il giorno prima, l'acqua era defluita come
previsto, mentre adesso era tornata con molta pi forza. Ed era
acqua diversa da quella piovana e fangosa del giorno prima. Era
verde e trasparente. Era acqua di lago.
In quel momento, Zeitoun cap che gli argini erano stati scavalcati
o compromessi. Non c'era dubbio. Presto la citt sarebbe stata
sommersa. Se l'acqua era giunta fin l, doveva aver gi ricoperto
buona parte di New Orleans. Per rimetterla a posto ci sarebbero
voluti mesi o anni. Cap che l'inondazione era arrivata.
Chiam Kathy.
Sta arrivando l'acqua le disse.
Cosa? No, no fece lei. Si sono rotti gli argini?
Credo di s.
Non ci posso credere.
La sent soffocare un singhiozzo.
Meglio che mi muova disse Zeitoun.
Chiuse la comunicazione e si mise al lavoro.
"In alto" pens. "In alto, in alto." Bisognava portare tutto quanto
al piano di sopra. Gli tornarono in mente le previsioni peggiori circolate
prima della tempesta: se gli argini avessero ceduto, in alcune
zone l'acqua avrebbe potuto raggiungere anche i tre o quattro
metri. Con metodo, cominci i preparativi. Tutti gli oggetti di valore
andavano spostati in alto. Era un lavoro semplice, e lo svolse
con calma e rapidit.
Prese il televisore, il lettore DVD, lo stereo, tutti gli apparecchi
elettronici e li port al piano di sopra. Poi raccolse i giocattoli delle
bambine, i libri e le enciclopedie, e port su anche quelli.
Nella casa di Baton Rouge, l'atmosfera era tesa. Con quel tempo
ventoso e grigio, e tanta gente costretta in un ambiente cos piccolo,
i nervi saltavano facilmente. Kathy decise di cambiare aria
per un po'. Lei e i figli misero a posto sacchi a pelo e cuscini e
partirono a bordo della Odyssey, con l'intento di stare in giro per
buona parte della giornata, andare al centro commerciale o al ristorante,
ammazzare il tempo in qualunque modo. Sarebbero tornati
tardi, dopo cena, giusto per andare a dormire. Preg che potessero
rientrare a New Orleans l'indomani.
Per strada, chiam Zeitoun.
La scatola dei gioielli! esclam.
Zeitoun aveva trovato sia quella sia le porcellane buone, e aveva
portato tutto quanto al piano di sopra. Aveva svuotato il frigorifero
e lasciato la roba nel congelatore, sistemato tutte le sedie della sala
da pranzo sopra il tavolo. Non riuscendo a sollevare un pesante
baule, l'aveva caricato su un materasso e trascinato per le scale.
Aveva piazzato un divano sopra l'altro, sacrificandone uno. Poi
aveva recuperato altri libri. I libri li aveva messi in salvo tutti.
Kathy lo richiam. Te l'avevo detto di non disdire l'assicurazione
disse.
Aveva ragione. Appena tre settimane prima, Zeitoun aveva deciso
di non rinnovare la voce dell'assicurazione contro le inondazioni
che copriva i mobili e tutto il contenuto della casa. L'aveva
fatto per risparmiare. Le diede ragione, e in quel momento ebbe la
certezza che Kathy gliel'avrebbe rinfacciato per anni.
Possiamo parlarne in un altro momento? disse.
Usc di casa. L'aria era umida, sferzata da forti raffiche di vento.
Leg la canoa al portico posteriore. L'acqua attraversava sibilando
gli spazi vuoti nella recinzione, e continuava a salire, scorrendo
nel giardino a una velocit sorprendente. Nei pochi istanti in cui
Zeitoun rimase a fissare la scena, gli inghiott le caviglie e risal
fino a met polpaccio.
Tornato in casa, continu a spostare oggetti verso l'alto. Nel
frattempo, vide l'acqua cancellare completamente il pavimento e
salire su per le pareti. E casa sua si ergeva un metro sopra il livello della strada.
Ma era acqua pulita. Trasparente, di una tonalit quasi verde.
La guard riempire la sala da pranzo, colpito per un attimo dalla
bellezza della scena. Gli riport alla mente il vago ricordo di una
tempesta sull'isola di Arwad, quand'era molto piccolo. Il Mediterraneo
si era alzato di colpo, inghiottendo le case pi in basso,
riempiendo d'acqua verde-azzurra salotti, camere da letto e cucine.
Il mare aveva oltrepassato e aggirato i frangiflutti fenici intorno
all'isola senza la minima difficolt.
In quel momento, a Zeitoun venne un'idea. Sapeva che i pesci
dell'acquario non sarebbero sopravvissuti senza cibo o filtraggio,
e cos infil le mani nella vasca e li liber, gettandoli nell'acqua
che stava riempiendo la casa. Era la loro unica possibilit. Si immersero
verso il fondo e guizzarono via.
Parl al cellulare con Kathy a pi riprese lungo tutta la giornata.
Fecero il punto su cosa non si poteva salvare: mobili troppo grossi
per essere trasportati su per le scale, cassettiere, armadi. Zeitoun
tolse tutti i cassetti che pot, port al piano di sopra qualunque
cosa si potesse rimuovere e sollevare.
L'acqua divor stipetti e finestre. Zeitoun, sconcertato, la
guard salire dentro casa - un metro, poi un metro e mezzo, poi due -
superando il contatore dell'elettricit, la centralina telefonica. Sarebbe
rimasto senza corrente n linea fissa per settimane.
Giunta la sera, il quartiere era stato sommerso da quasi tre metri
d'acqua, e Zeitoun non poteva pi scendere al pianterreno. Era distrutto;
aveva fatto tutto il possibile. Si distese sul letto di Nademah
al piano di sopra e chiam Kathy. Lei era ancora in giro con i bambini,
e non aveva la minima voglia di tornare a casa dai suoi.
Ho salvato il salvabile le disse.
Meno male che c'eri tu disse Kathy, ed era sincera. Se Zeitoun
non fosse rimasto a casa, avrebbero perso tutto.
Parlarono di cosa sarebbe successo alla casa, alla citt. Sapevano
che la casa avrebbe dovuto essere rivoltata da cima a fondo. Bisognava
rifare tutta la coibentazione, l'impianto elettrico, rimettere
l'intonaco e il cartongesso, imbiancare e tappezzare. Era tutto rovinato.
E se da loro era arrivata tutta quell'acqua, in altri quartieri
doveva essercene ancor di pi. Zeitoun pens alle case vicino al
lago e a quelle vicino agli argini. Erano spacciate.
Mentre parlavano, si rese conto che il telefono stava per spegnersi.
Entrambi sapevano che, in assenza di elettricit, una volta esaurita
la batteria non avrebbero pi avuto modo di contattarsi.
Meglio chiudere disse.
Ti prego, vieni via lo scongiur Kathy. Parti domani.
No, no rispose lui, ma non troppo convinto. Non aveva calcolato
la possibilit di rimanere isolato in casa cos a lungo. Sapeva di
avere cibo a sufficienza per una settimana o gi di l, ma la situazione
che si era creata avrebbe comportato pi disagi del previsto.
Dai la buonanotte ai ragazzi da parte mia disse.
Kathy rispose che lo avrebbe fatto.
Zeitoun spense il telefono per conservare quel poco di batteria
rimasta.
Kathy era ancora in macchina. Aveva esaurito tutti i diversivi possibili
e si stava dirigendo verso casa del fratello, quando il telefono
squill di nuovo. Era Adnan. Le disse che si trovava a Baton
Rouge con la moglie Abeer, e che non avevano un posto dove stare.
Ieri sera dove avete dormito? chiese Kathy.
In macchina rispose lui, quasi vergognandosi, come a scusarsi.
Santo cielo fece Kathy. Vedo cosa posso fare.
Pens che una volta a casa avrebbe chiesto a Mary Ann e Patty.
Sarebbero stati ancora pi stretti, ma non si poteva lasciar dormire
una donna incinta in macchina quando a casa loro c'era spazio.
Kathy arriv a casa di Andy alle dieci di sera, quando tutte le
stanze erano immerse nel buio. In macchina si erano addormentati
tutti tranne Nademah. Li svegli ed entrarono senza fare rumore.
Quando i ragazzi si furono sistemati nei sacchi a pelo, arriv
Mary Ann sul piede di guerra.
Dove siete stati tutto il giorno?
In giro rispose Kathy. Per non stare troppo tra i piedi.
Lo sai quanto costa la benzina? disse Mary Ann.
Prego? ribatt Kathy. Non sapevo che la benzina me la pagassi
tu.
Si sentiva esasperata, vinta. In quella casa li stavano facendo sentire
di peso, e adesso veniva rimproverata anche per il fatto di essersene
andata. Si ripromise di superare la notte e inventarsi un'alternativa
per il giorno dopo. Magari poteva andare a Phoenix da
Yuko. Farsi duemilacinquecento chilometri in macchina quando i
suoi parenti di sangue vivevano a ottanta chilometri da New Orleans
era un'idea assurda, ma in passato le era gi capitato di rifugiarsi
da Yuko, e avrebbe potuto benissimo farlo anche stavolta.
La tensione era gi abbastanza alta, ma per il bene di Adnan e
Abeer Kathy non pot non chiedere. In fin dei conti Mary Ann li conosceva.
Li aveva visti tante volte. Potevano ospitarli per una notte?
Assolutamente no fu la sua risposta.
Nel buio al piano di sopra, stringendo una torcia fra i denti, Zeitoun
pass in rassegna il cumulo di oggetti che aveva messo in salvo.
Sistem tutti i libri che pot su delle mensole. Raccolse documenti
e fotografie dentro delle scatole. Trov foto delle bambine da
piccole, foto di una vacanza che avevano fatto in Spagna, foto dei
loro viaggi in Siria. Le mise in ordine, prese un sacchetto di plastica,
ve le infil e infine le chiuse in una scatola.
In un'altra scatola, pi vecchia, trov un'altra fotografia dai
toni seppiati, racchiusa in una cornice traballante. Si sofferm a
guardarla. Non la vedeva da anni. Lui, suo fratello Luay e sua
sorella Zakiya stavano giocando con il fratello Mohammed, pi
grande di diciotto anni. Facevano la lotta nella camera da letto
che Zeitoun, Ahmad e tutti i fratelli minori dividevano a Jableh.
Il piccolo Abdulrahman si trovava all'estrema destra. Avr avuto
cinque anni. Con le dita minute stringeva la grossa mano di
Mohammed.
Zeitoun fiss il sorriso elettrizzato del fratello. All'epoca Mohammed
aveva tutto. Mohammed era tutto: l'atleta pi famoso e
acclamato nella storia della Siria. Era un nuotatore da lunga distanza,
uno dei migliori che il mondo avesse mai conosciuto. Il fatto
che provenisse da un Paese certo non famoso per le sue coste
rendeva le sue imprese ancor pi straordinarie. Aveva vinto gare
in Siria, in Libano e in Italia. Era in grado di nuotare per cinquanta
chilometri, e pi velocemente di chiunque altro. Di qualunque
italiano, inglese o francese o greco.
Zeitoun esamin la foto pi attentamente. Povero Mohammed,
pens, travolto da quell'assalto di fratelli e sorelle. Lo facevano
ogni volta che tornava a casa. Le gare - in Grecia, in Italia, negli
Stati Uniti - lo tenevano troppo spesso lontano. Veniva ricevuto
da capi di Stato, appariva su quotidiani e riviste di tutto il mondo.
Lo chiamavano "il Siluro umano", "l'Alligatore del Nilo", "il
Miracolo". Quand'era a casa, i suoi fratelli impazzivano, e gli ronzavano
intorno come mosche.
Poi, un giorno, all'et di ventiquattro anni, se n'era andato. Era
rimasto ucciso in un incidente d'auto in Egitto, poco prima di una
gara nel canale di Suez. A Zeitoun mancava ancora moltissimo,
anche se all'epoca aveva solo sei anni. Da allora aveva conosciuto
suo fratello Mohammed soltanto attraverso i racconti, le fotografie
e i tributi, e grazie al monumento a lui dedicato sul lungomare di
Jableh, in fondo alla via dove abitavano. Da ragazzi ci passavano
davanti ogni giorno, e quella presenza aveva reso impossibile dimenticare
Mohammed, anche solo momentaneamente.
Zeitoun continu a fissare la fotografia per qualche minuto, dopodich
la ripose nella scatola.
In casa non riusciva a dormire. Quella notte faceva ancora pi caldo,
e a New Orleans non aveva mai dovuto sopportare temperature
del genere senza aria condizionata. Steso tra le lenzuola impregnate
di sudore, Zeitoun ebbe un'idea. And a cercare in uno degli armadi
al piano di sopra la tenda che aveva comprato qualche anno
prima. L'estate precedente l'aveva montata in giardino, e quando
il caldo lo aveva permesso le bambine ci avevano dormito.
Trovata la tenda, usc dalla finestra della camera di Nademah e
sal sul tetto. Fuori faceva pi fresco, e l'aria stagnante era attraversata
da una brezza. Il garage aveva il tetto piatto, e fu l sopra che
piazz la tenda, ancorandola con dei libri e qualche mattone di
cemento. Trascin fuori dalla finestra un materasso e ce lo spinse
dentro. La differenza era notevole.
Steso sul materasso, ascolt il movimento dell'acqua. Stava
ancora salendo? Non se ne sarebbe stupito, nemmeno se al mattino
il livello dell'inondazione nel quartiere avesse raggiunto i
quattro metri.
Intorno a lui, il buio era totale, e nel silenzio della notte si sentivano
solo i cani. Dapprima soltanto qualcuno, poi a decine. Ululavano
da ogni angolo del quartiere. Di cani ce n'erano parecchi, da
quelle parti, e Zeitoun era abituato a sentirli abbaiare. Capitava
che di sera uno di loro si agitasse per qualche motivo, scatenando
tutti gli altri in un sincopato botta e risposta che poteva protrarsi
per ore, finch all'improvviso non si calmavano, uno dopo l'altro,
e tornava il silenzio. Ma quella sera era diverso. I cani erano stati
abbandonati, e se ne rendevano conto. Nei loro latrati c'era uno
sconcerto, una rabbia che lacerava la notte in mille pezzi.


Mercoled 31 agosto.

Zeitoun si svegli con il sole e usc dalla tenda. Era una bella
giornata, e guardandosi intorno vide che la citt era sommersa
in tutte le direzioni. Anche se gli abitanti di New Orleans avevano
sempre messo in conto la possibilit di grandi inondazioni,
sapendo quanto fosse possibile un'eventualit del genere in una
citt circondata dall'acqua e da argini mal progettati, quella vista,
alla luce del giorno, andava al di l di ogni immaginazione. L'unico
termine di paragone che veniva in mente a Zeitoun era il Giorno
del Giudizio, No e i quaranta giorni di pioggia. Eppure era
tutto cos tranquillo, cos immobile. Nulla si muoveva. Si sedette
sul tetto e scrut l'orizzonte, cercando qualcosa, una persona, un
animale o una macchina in movimento. Niente.
Mentre recitava le preghiere mattutine, il silenzio fu rotto da un
elicottero. Sfrecciava al di sopra degli alberi, diretto verso il centro.
Abbassando lo sguardo, Zeitoun vide che l'acqua si era mantenuta
al livello della sera precedente. Prov un certo sollievo al pensiero
che probabilmente sarebbe rimasta cos, o che addirittura si sarebbe
abbassata di qualche centimetro, una volta raggiunto l'equilibrio
con il lago Pontchartrain.
Torn a sedersi dentro la tenda, dove mangi dei cereali che
aveva messo in salvo dalla cucina. Anche se l'acqua aveva smesso
di salire, sapeva che a casa non poteva fare nulla. Aveva salvato
tutto il possibile, e finch l'acqua non se ne fosse andata non avrebbe
pi potuto fare nulla.
Terminato di mangiare, cominci a sentirsi inquieto, intrappolato.
L'acqua era troppo alta per guadarla, e dentro poteva esserci
di tutto. Nuotare sarebbe stato rischioso. Per aveva la canoa. La
vide galleggiare sopra il giardino, assicurata alla casa. In mezzo alla
citt devastata, sul tetto della sua abitazione sommersa, Zeitoun
fu colto da qualcosa di simile a un'ispirazione. Immagin di navigare
da solo per le strade della sua citt. In un certo senso aveva
davanti un mondo nuovo, sconosciuto. Poteva esplorarlo. Vedere
le cose per primo.
Si cal lungo un fianco della casa ed entr nella canoa. Sleg la
corda e part.
Pagai lungo Dart Street, su un'acqua piatta e trasparente. E stranamente,
quasi subito, prov un senso di pace. I danni nel quartiere
erano immensi, ma nel suo cuore regnava una curiosa calma.
Cos tanto era andato perduto, eppure la quiete scesa sulla citt
aveva un che di ipnotico.
Si allontan da casa, oltrepassando biciclette e macchine con le antenne
che grattavano sul fondo della canoa. I veicoli, vecchi e nuovi,
erano tutti perduti, irrecuperabili. La testa gli si riemp di numeri:
l'inondazione doveva essersi portata via centomila macchine.
Forse di pi. Che fine avrebbero fatto? Chi le avrebbe recuperate,
una volta che le acque si fossero ritirate? In quale buco le avrebbero
sepolte?
Quasi tutti quelli che conosceva se n'erano andati per un paio di
giorni, convinti che i danni sarebbero stati lievi. Costeggi le loro
case, molte delle quali aveva tinteggiato o contribuito a costruire,
e cerc di calcolare quanto di ci che contenevano fosse perso per
sempre. Il pensiero dell'angoscia che ci avrebbe provocato lo fece
star male. Nessuno, ne era certo, si era preparato pi o meno adeguatamente
per una cosa del genere.
Pens agli animali. Scoiattoli, topi, rane, opossum, lucertole. Tutti
morti. Milioni di animali annegati. Solo gli uccelli potevano sopravvivere
a una simile apocalisse. Gli uccelli, qualche serpente,
qualunque animale potesse sfuggire all'inondazione rifugiandosi
in alto. Si guard intorno in cerca di pesci. Se l'acqua in cui stava
navigando era la stessa del lago, di sicuro i pesci erano stati trascinati
in citt. E in quell'istante, manco a farlo apposta, vide una
sagoma confusa guizzare tra i rami di un albero sommerso.
Ripens ai cani. Appoggi il remo sulle gambe e procedette per
inerzia, cercando di individuare quelli che aveva sentito gemere
nel buio.
Non ud nulla.
Ci che aveva davanti agli occhi, una versione rifratta della sua
citt, in cui case e alberi dimezzati si specchiavano in quella massa
d'acqua stranamente immobile, gli provocava sensazioni contrastanti.
La novit di quel mondo risvegliava l'avventuriero che era
in lui: voleva vedere ogni cosa, l'intera citt, ci che era diventata.
Ma l'impresario edile pensava ai danni, a quanto tempo sarebbe
occorso per ricostruire. Anni interi, forse un decennio. Si chiese
se il mondo stesse gi vedendo ci che vedeva lui, un disastro di
proporzioni e gravit mitologiche.
Nel suo quartiere, distante chilometri dall'argine pi vicino, l'acqua
era salita abbastanza lentamente, e Zeitoun riteneva improbabile
che l'inondazione avesse ucciso qualcuno. Ma un brivido lo
percorse al pensiero di chi viveva nei pressi degli argini che avevano
ceduto. Non sapeva in quali punti si fossero aperte le brecce,
ma chiunque si trovasse nelle vicinanze doveva essere stato rapidamente
travolto.
Vir in Vincennes Place e si diresse verso sud. Poi si sent chiamare.
Voltandosi, vide un suo cliente, Frank Noland, un sessantenne robusto
e scattante, affacciato a una finestra al primo piano. Zeitoun
gli aveva fatto dei lavori in casa qualche anno prima. Ogni tanto
gli Zeitoun incontravano Frank e la sua famiglia in giro per il quartiere,
e puntualmente si scambiavano saluti calorosi.
Zeitoun gli fece cenno con un braccio, e riprendendo a pagaiare
si avvicin.
Per caso hai una sigaretta? gli chiese Frank dall'alto.
Zeitoun scosse la testa, e avanz fin sotto la finestra. Era strano
navigare sopra il suo giardino: la barriera che solitamente
avrebbe impedito a un veicolo di raggiungere la casa era scomparsa.
Zeitoun era entrato direttamente dalla strada, attraversando
il prato in diagonale e fermandosi appena un metro sotto
una finestra del primo piano. Si stava abituando alla nuova fisica
di quel mondo.
Frank era a torso nudo e in calzoncini da tennis. Dietro di lui c'era
la moglie, e in casa avevano un'ospite, una donna suppergi loro
coetanea. Entrambe le donne, oppresse dalla calura, indossavano
magliette e pantaloncini corti. Erano le prime ore del giorno, ma
l'umidit era gi soffocante.
Non  che mi accompagni a cercare delle sigarette? chiese
Frank.
Zeitoun gli rispose che difficilmente in quel momento avrebbe
trovato negozi aperti.
Frank sospir. Hai visto che  successo alla mia moto? Indic
la veranda della casa accanto.
Frank gli aveva parlato della sua moto, ricord Zeitoun, un
pezzo d'epoca che aveva comprato e rimesso a nuovo, a cui dedicava
mille attenzioni. Adesso si trovava a due metri di profondit.
Quando il giorno prima l'acqua aveva cominciato a salire,
Frank l'aveva prima spostata dal vialetto alla veranda, e poi nella
veranda del vicino di casa, che era pi alta. Non era bastato.
Se ne intravedeva vagamente la sagoma sfocata, simile al
relitto di una civilt scomparsa.
Frank e Zeitoun parlarono della tempesta, dell'inondazione, di
come Frank se l'aspettasse, ma non di quelle proporzioni.
Non  che puoi portarmi a controllare il furgone? chiese Frank.
Zeitoun rispose di s, ma che prima avrebbe dovuto fare un altro
giro. Voleva andare a dare un'occhiata a uno degli immobili che
affittava, a circa tre chilometri da l.
Frank decise di accompagnarlo, e dalla finestra si cal nella canoa.
Zeitoun gli diede il remo di scorta, e ripartirono insieme.
Il furgone era nuovo di zecca disse Frank. L'aveva lasciato in
Fointainebleau Drive, pensando che, siccome l la strada era qualche
decina di centimetri pi alta che in Vincennes Place, si sarebbe
salvato. Percorsero i sei isolati che li separavano dal luogo in cui
Frank aveva parcheggiato, e a un certo punto Zeitoun lo sent trattenere
il fiato. Il veicolo era sommerso da un metro  mezzo d'acqua,
e si era spostato di mezzo isolato. Perduto anche quello, come
la moto. Un oggetto che apparteneva al passato.
C' qualcosa che vuoi recuperare? chiese Zeitoun.
Frank scosse la testa. Non voglio nemmeno guardarlo. Andiamo
via.
Proseguirono. Di l a poco videro un'altra persona, un medico che
Zeitoun conosceva, nella veranda al primo piano di una villa bianca.
Entrarono nel giardino e gli chiesero se avesse bisogno d'aiuto.
No, stanno gi venendo rispose. Con lui c'era la governante,
disse, e per il momento erano a posto.
Qualche edificio pi in gi, Zeitoun e Frank si imbatterono in una
casa con un grande pezzo di stoffa bianca che sventolava da una
finestra al primo piano. Avvicinandosi videro una coppia, marito
e moglie sulla settantina, affacciati alla finestra.
Vi arrendete? chiese Frank.
L'uomo sorrise.
Volete uscire? gli chiese Zeitoun.
S, altroch rispose lui.
Caricare altre persone sulla canoa era troppo rischioso, e cos
Zeitoun e Frank promisero di mandargli qualcuno non appena
fossero arrivati in Claiborne Avenue. L erano convinti di trovare
attivit, che se la polizia o l'esercito avessero dovuto scegliere un
punto in cui concentrarsi sarebbe stato proprio in Claiborne Avenue,
la principale arteria della zona.
Torniamo fra poco disse Zeitoun.
Allontanandosi dalla casa della coppia, udirono una tenue voce
femminile. Una sorta di gemito, debole e tremante.
Hai sentito? chiese Zeitoun.
Frank annu. Veniva da quella parte.
Pagaiarono in direzione del suono, e di nuovo sentirono invocare:
Aiuto.
La voce veniva da una villetta a un solo piano in Nashville
Avenue.
Scivolando verso la porta d'ingresso, la udirono ancora: Aiutatemi.
Zeitoun pos il remo e si tuff in acqua. Trattenendo il respiro,
nuot verso l'ingresso. Incontr i gradini prima del previsto, e sbattendo
un ginocchio contro il cemento gli sfugg un gemito. Quando
pos i piedi sul fondo, l'acqua gli arrivava al collo.
Tutto bene? gli chiese Frank.
Zeitoun annu e cominci a salire i gradini.
C' qualcuno? chiam la voce, ora speranzosa.
Zeitoun prov ad aprire la porta. Era bloccata. Le diede un calcio. Niente da fare. Poi un altro. Nessun movimento. Con l'acqua
che ora gli arrivava al petto, si butt contro la porta con tutto il
peso del corpo. Lo fece una seconda volta. Poi una terza. Infine,
la porta cedette.
Una volta dentro, vide una donna che incombeva su di lui. Doveva
aver passato da un pezzo i settantanni, ed era grossa, sar pesata
oltre novanta chili. La stoffa stampata del suo vestito si allargava
sulla superficie dell'acqua come un grande fiore galleggiante. Si
teneva aggrappata a una libreria con le gambe penzoloni.
Mi aiuti disse.
Zeitoun le parl con gentilezza, assicurandole che le avrebbe dato
una mano. Sapeva che la donna doveva essere appesa a quel mobile
da qualcosa come ventiquattro ore, se non di pi. Anziana com'era,
non avrebbe potuto mettersi in salvo nuotando, tanto meno avere
forze a sufficienza per aprire un buco nel tetto della casa. Per fortuna
l'acqua era tiepida, altrimenti non sarebbe sopravvissuta.
Zeitoun la prese e la port fuori, dove intravide Frank che, a
bordo della canoa, li fissava a bocca aperta, incredulo.
A quel punto nessuno sapeva bene cosa fare. Caricare una donna
cos grossa sulla canoa sarebbe stato difficile anche in circostanze
normali. E per sollevarla ci sarebbero voluti pi di due uomini.
Inoltre, se anche fossero riusciti a issarla nella canoa, in tre non ci
sarebbero stati. Si sarebbe ribaltata di sicuro.
Lui e Frank scambiarono qualche parola a bassa voce. Non potevano
fare altro che lasciarla l e andare a cercare aiuto. Avrebbero
raggiunto velocemente Claiborne Avenue, e l fermato una barca.
Spiegarono il piano alla donna. L'idea di essere lasciata di nuovo
non le piaceva affatto, ma non c'era altra scelta.
Di l a qualche minuto arrivarono in Claiborne Avenue, e subito
avvistarono ci che stavano cercando: un idroscivolante. Zeitoun
non ne aveva mai visto uno dal vero, ma nei film s. Era un modello militare, rumoroso, con una grande elica fissata perpendicolarmente
sulla parte posteriore. Andava dritto verso di loro.
Zeitoun si sent molto fortunato ad aver trovato un'altra
imbarcazione cos in fretta, e al pensiero di poter portare l'aiuto promesso
ebbe un moto di orgoglio.
Lui e Frank fermarono la canoa sulla traiettoria dell'idroscivolante
e cominciarono a sbracciarsi. L'imbarcazione continu ad
avanzare, e quando fu abbastanza vicina Zeitoun vide che a bordo
c'erano quattro o cinque uomini in divisa; non cap se erano poliziotti
o soldati, ma fu felicissimo di vederli. Agit una mano, e lo
stesso fece Frank, entrambi urlando: Qui! e Aiuto!.
Ma quelli non si fermarono. Si limitarono ad aggirare la canoa
con a bordo Zeitoun e Frank, senza nemmeno rallentare, e proseguirono
lungo Claiborne Avenue, degnandoli a malapena di
un'occhiata.
Lo spostamento d'acqua provocato dall'idroscivolante per poco
non ribalt la canoa. Zeitoun e Frank, seduti, si aggrapparono ai
bordi finch le onde non furono cessate. Fecero appena in tempo
a scambiarsi uno sguardo incredulo che un'altra barca si avvicin.
Un altro idroscivolante, anche questo con quattro militari a bordo,
e di nuovo Zeitoun e Frank si misero a gesticolare invocando aiuto.
Di nuovo l'imbarcazione li aggir e prosegu senza una parola.
Nel corso dei venti minuti successivi, la stessa scena si ripet varie
volte. Ben dieci barche, tutte manovrate da soldati o poliziotti,
ignorarono la loro canoa e le loro richieste d'aiuto. Dove stavano
andando? Che cosa cercavano, se non gli abitanti della citt bisognosi
d'aiuto? Non ci si poteva credere.
Finalmente apparve un'imbarcazione diversa. Era una barchetta
da pesca, con a bordo due ragazzi. Zeitoun e Frank, pur scoraggiati
e dubitando ormai che qualcuno si sarebbe fermato, decisero
lo stesso di fare un tentativo. Si alzarono in piedi, agitarono le
braccia, gridarono. Stavolta la barca si ferm.
Ci serve aiuto disse Frank.
Okay, andiamo risposero i ragazzi.
I due lanciarono una corda, che Zeitoun leg alla canoa. Poi,
a motore acceso, li trainarono fino a casa della donna. Una volta
nelle vicinanze, spensero il motore e procedettero per inerzia verso
la veranda.
Di nuovo Zeitoun si butt in acqua, e nuotando raggiunse la
porta. La donna era esattamente dove l'avevano lasciata, nell'atrio
di casa. Galleggiava appena al di sotto del soffitto.
Ora restava solo da capire come caricarla sulla barca. Da sola non
sarebbe riuscita a salire; era un'ipotesi da scartare. E nemmeno poteva
appoggiare i piedi per darsi la spinta. L'acqua era troppo profonda,
e lei non sapeva nuotare.
Ce l'ha una scala, signora? le chiese uno dei due ragazzi.
Ce l'aveva. Indic loro il box in fondo al vialetto. Zeitoun ci and
a nuoto e recuper la scala.
Tornato indietro, la appoggi a terra e contro la barca. L'idea
era che la donna lasciasse andare la libreria, afferrasse la scala, posasse
i piedi sui pioli e salisse fino all'altezza della barca, per poi
montare nello scafo.
Zeitoun tenne ferma la scala mentre i due ragazzi la sistemavano
contro la barca, pronti ad accoglierla. Sembrava un piano ingegnoso.
La donna, per, non riusciva a salire i gradini. Aveva una gamba
malandata, e su quella non poteva caricare il peso del corpo.
Ci voleva un minimo di agilit, e lei era un'ottantenne stremata
da ventiquattro ore di veglia trascorse a galleggiare sotto il soffitto
di casa sua, convinta che sarebbe affogata.
Mi spiace disse.
Rimaneva un'unica possibilit, stabilirono. Avrebbero usato la
scala a mo' di barella, appoggiandone un'estremit sul bordo della
barca mentre uno dei due ragazzi reggeva l'altra dalla veranda.
Poi l'avrebbero sollevata in modo da portare la donna oltre il bordo
della barca, dove avrebbe potuto lasciarsi rotolare all'interno.
Zeitoun si rese conto che i due uomini alle estremit della scala
non sarebbero bastati a sollevare una donna di oltre novanta chili.
Avrebbe dovuto spingere da sotto. E cos, quando i due ragazzi si
misero in posizione e la donna fu pronta, Zeitoun fece un bel respiro
e s'immerse. Da sotto la superficie vide la donna staccarsi
dalla libreria e afferrare la scala. Con fatica riusc a piazzarcisi sopra,
come su una specie di zattera.
Mentre lei spostava il proprio peso sulla scala, Zeitoun se la posizion
sulle spalle e fece leva sulle gambe, con un movimento simile
a quello di una macchina che aveva usato una volta in palestra.
Quando distese le gambe, la scala si stacc dall'acqua. Zeitoun
vide la luce infrangere la superficie, poi sent l'aria sul viso, e finalmente
pot respirare.
La donna rotol nello scafo della barca. L'atterraggio non fu morbido,
ma riusc a raddrizzarsi. Pur bagnata e col respiro affannoso,
non si era fatta male.
Vedendola riprendere fiato, Zeitoun ebbe un brivido. Non era
giusto che una donna di quell'et soffrisse cos. Le circostanze
l'avevano privata della dignit, e assistere a uno spettacolo del
genere era doloroso.
Zeitoun risal sulla canoa. Frank, sorridendo e scuotendo la testa,
gli tese una mano.
Che impresa disse.
Zeitoun gli strinse la mano e sorrise a sua volta.
Rimasero seduti in silenzio, aspettando che la donna si sentisse
pronta ad andare. Sapevano quanto dovesse essere insopportabile
per lei vedere la propria casa ridotta cos, immaginare i
danni incalcolabili all'interno, tutto ci che aveva perduto. Alla
sua et, e con tutti gli anni che sarebbero occorsi per rimettere
la casa a posto, era probabile che non vi facesse pi ritorno. Le
concessero un momento. Alla fine lei annu, e il convoglio riprese
a navigare. Zeitoun era da solo sulla canoa, a rimorchio, fradicio
ed esausto.
Con Frank che sulla barca da pesca indicava il percorso, tornarono
a cercare la coppia che aveva sventolato dalla finestra il telo bianco.
Lungo la rotta, sentirono un altro grido d'aiuto.
Un'altra coppia sui settantanni si stava sbracciando da una finestra
al primo piano.
Siete pronti ad andarvene? chiese Frank.
S rispose l'uomo.
I giovani pescatori portarono la carovana di barche sotto la finestra,
e la coppia, agile e in forma, riusc a calarsi a bordo.
Carica di sei persone, la barca raggiunse la casa con la bandiera
bianca. Anche la coppia che viveva l sal a bordo, portando
il numero di passeggeri a otto. I due ragazzi avevano visto una specie
di infermeria temporanea in via di allestimento all'incrocio tra Napoleon
e St Charles Avenue, e fu deciso che i passeggeri sarebbero
stati depositati laggi. Per Zeitoun e Frank venne il momento di separarsi
dai compagni di viaggio. Frank risal sulla canoa e li salut.
In bocca al lupo per tutto disse uno dei due giovani.
Anche a voi rispose Zeitoun.
Non si erano nemmeno presentati.
A Baton Rouge, Kathy stava di nuovo girando in macchina con i
figli nel tentativo di ingannare il tempo. Per distrarsi dai giornali
radio - le cui notizie peggioravano di ora in ora - di tanto in tanto
si fermava nei negozi o nei ristoranti che trovava aperti. Zeitoun
le era sembrato cos calmo, la sera precedente, prima che il telefono
cominciasse a scaricarsi. Ma da allora la situazione in citt era
peggiorata. Kathy sentiva parlare di violenze incontrollate, caos
generalizzato, migliaia di vittime ancora da accertare. Cosa ci faceva
laggi quel pazzo di suo marito? Tent pi volte di chiamarlo,
sperando che avesse trovato un modo per ricaricare il telefono.
Prov anche a casa, nell'eventualit che per miracolo l'acqua fosse
scesa sotto la centralina del telefono lasciando i fili intatti. Non
sent alcun segnale. Le linee erano interrotte.
Alla radio dicevano che nella zona stavano per essere inviati altri
diecimila soldati della guardia nazionale, e che circa un terzo
aveva il compito di mantenere l'ordine pubblico. Presto in citt ci
sarebbero stati ventunomila soldati, provenienti da tutto il Paese:
West Virginia, Utah, New Mexico, Missouri. Come faceva suo marito
a rimanere cos calmo, quando tutti i corpi militari del Paese
non sapevano che pesci pigliare?
Spense la radio e riprov a chiamare Zeitoun. Niente. Sapeva
che non era il caso di preoccuparsi, almeno non ancora, ma ogni
tanto i suoi pensieri prendevano pieghe cupe. Se gi adesso aveva
perso i contatti con lui, come avrebbe fatto a sapere se gli fosse
successo qualcosa? Se era vivo, in pericolo, morto? Stava correndo
con l'immaginazione. Zeitoun non era in pericolo. E stavano arrivando
i soldati. Non c'era motivo di preoccuparsi.
Tornando alla casa di famiglia, trov sua madre. Era venuta a portare
del ghiaccio. Salut i nipoti, poi si rivolse a Kathy.
Perch non ti togli quel coso e non ti rilassi un po'? le disse,
indicando lo hijab. Lui non c'. Puoi essere te stessa.
Kathy represse una decina di possibili risposte e prefer incanalare
la rabbia nella preparazione delle valigie. Avrebbe preso i suoi
figli e li avrebbe portati in un motel, in un rifugio, ovunque. Magari
in Arizona. Rimanere a Baton Rouge era impossibile. E il fatto di
non sapere che fine avesse fatto Zeitoun non faceva che peggiorare
la situazione. Perch quell'uomo aveva voluto a tutti i costi rimanere?
In fin dei conti era stata una crudelt. Voleva sapere la
sua famiglia al sicuro, ma a Kathy, sua moglie, non era concessa
la stessa certezza. Appena fosse riuscita a parlargli, lo avrebbe costretto
ad andarsene. Ormai non aveva pi importanza perch
avesse voluto fermarsi. E pazienza per la casa e per le loro cose.
Nulla valeva rischi simili.
A New Orleans, Zeitoun era come rinvigorito. Non si era mai sentito
cos carico e utile. Durante il suo primo giorno nella citt allagata,
aveva gi contribuito a salvare cinque anziani. C'era un motivo,
ora lo sapeva, per cui era rimasto in citt. Era stato trattenuto da
una forza che sfuggiva alla sua comprensione. C'era bisogno di lui.
La tappa successiva di Zeitoun e Frank fu la propriet di Zeitoun,
al 5010 di Claibome Avenue. Un edificio a due piani di cui lui e
Kathy erano proprietari da cinque anni. Lo affittavano a un numero
di inquilini che variava da quattro a sei.
Arrivati, trovarono Todd Gambino, uno degli affittuari, seduto
nel portico con in mano una bottiglia di birra. Todd era un uomo
robusto, di quasi quarant'anni, e viveva l da quando gli Zeitoun
avevano acquistato la casa. Faceva il meccanico presso un'officina
della catena SpeeDee Oil Change and Tune-Up per quasi tutta la
settimana, e come secondo lavoro part-time consegnava i bagagli
smarriti per conto dell'aeroporto. Era un buon inquilino; non aveva
mai pagato un affitto in ritardo, n causato problemi di alcun tipo.
Vedendo Zeitoun avvicinarsi, si alz incredulo.
Lei che ci fa qui? gli chiese.
Davvero? Sono venuto a controllare la casa rispose Zeitoun
sorridendo, sapendo quanto quell'affermazione dovesse suonare
comica. Volevo vedere come stavate.
Todd non riusciva a crederci.
Zeitoun e Frank scesero dalla canoa e la legarono al portico, entrambi
ben felici di posare di nuovo i piedi sulla terraferma.
Todd offr loro delle birre. Zeitoun declin cortesemente, Frank
ne prese una e si sedette sui gradini del portico mentre Zeitoun
entrava in casa.
Todd abitava nell'appartamento al pianterreno, e aveva portato
tutte le sue cose al piano di sopra. Le stanze nella parte anteriore
dell'edificio e il corridoio erano pieni di mobili, sedie e scrivanie
accatastati su tavoli e divani. Vari apparecchi elettronici salvati
dall'inondazione si trovavano sul tavolo della sala da pranzo. Sembrava
un mercatino improvvisato.
I danni in casa erano consistenti, ma non irreparabili. Zeitoun
sapeva che il seminterrato era spacciato, e per qualche tempo non
sarebbe pi stato abitabile. Ma il pianterreno e il piano di sopra
non erano in condizioni pessime, e la cosa lo consol. C'erano un
sacco di detriti, fango, sporcizia - in gran parte dovuti al fatto che
Todd aveva spostato le cose di sopra ed era entrato e uscito di casa
in tutta fretta - ma poteva andare molto peggio.
Scopr da Todd che, siccome la centralina del telefono era rimasta
al di sopra del livello dell'acqua, la linea fissa funzionava ancora.
Chiam subito Kathy sul cellulare.
Pronto? Eccomi disse.
Lei per poco non si mise a urlare. Fino a quel momento non si era
resa conto di quanto in realt fosse preoccupata. Alhamdulillah
esclam, che in arabo vuol dire "Dio sia lodato". Vattene subito.
Zeitoun le rispose che non se ne sarebbe andato. Le raccont della
donna bloccata nell'ingresso di casa, con il vestito che si allargava
come un fiore, di come l'aveva salvata caricandosi addosso la
scala. Le raccont dei pescatori e di Frank, e delle due coppie anziane.
Parlava cos in fretta che Kathy si mise a ridere.
Ma allora quando pensi di andartene? gli chiese.
Non penso di farlo rispose lui.
Cerc di spiegarsi. Andandosene, che cosa avrebbe fatto? Si sarebbe
ritrovato in una casa piena di donne, senza niente con cui
tenersi occupato. Avrebbe mangiato, guardato la TV e continuato
a preoccuparsi da lontano. L, in citt, poteva tenere d'occhio gli
sviluppi. Portare aiuto dove ce n'era bisogno. Ricord a Kathy che
loro due possedevano una mezza dozzina di immobili. Lui stava
bene, cibo ne aveva, rimanendo se la sarebbe cavata tranquillamente
e avrebbe evitato ulteriori danni.
Davvero? E poi questa cosa voglio vederla disse.
Voleva vedere con i propri occhi tutto ci che era e sarebbe successo.
A quella citt era affezionato, e credeva sinceramente di potersi
rendere utile.
Per cui ti senti al sicuro? chiese Kathy.
Certo rispose Zeitoun.  giusto che resti.
Kathy sapeva di non poterlo dissuadere. Ma come avrebbe fatto
a spiegare ai figli, mentre guardavano le immagini della citt
sommersa, che il padre era rimasto l per scelta, a vagare su una
canoa di seconda mano? Cerc di farlo ragionare, gli disse che a
sentire i telegiornali la situazione sarebbe soltanto peggiorata,
che presto l'acqua sarebbe stata invasa da ogni sorta di sostanze
inquinanti - petrolio, spazzatura, carcasse di animali - e a quel
punto sarebbero arrivate le malattie.
Zeitoun promise di fare attenzione, e che l'avrebbe richiamata a
mezzogiorno dell'indomani dalla casa in Claiborne Avenue.
Chiamami tutti i giorni a mezzogiorno, mi raccomando disse
Kathy.
Zeitoun glielo promise.
Guai a te, altrimenti concluse lei.
Si salutarono. Kathy accese la televisione. I servizi dei telegiornali
parlavano soltanto di anarchia e morte. L'opinione generale era che
New Orleans fosse regredita a una condizione "da Terzo mondo".
A volte il paragone veniva usato per le condizioni generali della
citt, ospedali chiusi o che non funzionavano, mancanza di acqua
potabile e di altri servizi essenziali. In altri casi, accompagnava
immagini di abitanti afroamericani stremati dal caldo davanti al
Morial Convention Center, o che si sbracciavano sui tetti
chiedendo aiuto. Notizie non confermate parlavano di bande di uomini
armati che scorrazzavano liberamente, colpi d'arma da fuoco
sparati contro gli elicotteri che tentavano di portare in salvo i pazienti
radunati sul tetto di un ospedale. Gli abitanti della citt venivano
definiti "sfollati".
Kathy era certa che Zeitoun ignorasse la reale entit del pericolo.
Probabilmente si sentiva al sicuro l dov'era, in una zona residenziale,
ma se davvero in citt regnava il caos? E se quel caos
stava per raggiungerlo? Kathy era riluttante a credere ai resoconti
dei telegiornali, iperbolici e carichi di connotazioni razziali, eppure
la situazione stava degenerando. La maggior parte delle persone
rimaste in citt stava tentando disperatamente di andarsene.
Non pot trattenersi. Richiam la casa di Claiborne Avenue. Non
rispose nessuno.
Se n'era gi andato. Zeitoun e Frank erano ripartiti verso casa di
Zeitoun in Dart Street. Mentre pagaiavano, passando accanto a cinque
o sei idroscivolanti, a Zeitoun venne in mente che lui e Frank
erano riusciti a sentire le persone che avevano aiutato, specialmente
l'anziana signora rimasta intrappolata in casa sua, proprio perch
viaggiavano su una canoa. Fossero stati su un idroscivolante, con
il rumore fortissimo che produceva, non avrebbero sentito nulla.
Avrebbero tirato dritto, e probabilmente la signora non sarebbe sopravvissuta
un'altra notte. Era la natura stessa di quell'imbarcazione,
piccola e silenziosa, a permettergli di udire anche le grida
pi lontane. La canoa era perfetta, e il silenzio cruciale.
Zeitoun deposit Frank a casa sua e si diresse verso la propria. Il
remo accarezzava l'acqua trasparente, le spalle lavoravano con
ritmo perfetto. Quel giorno aveva gi percorso nove o dieci chilometri,
eppure non era stanco. Stava calando la notte, e sapeva di
dover tornare a casa, al sicuro sul suo tetto. Ma gli dispiaceva che
la giornata finisse.
Leg la canoa dietro casa e rientr arrampicandosi. Recuper
una griglia portatile e la port sul tetto. Accese un piccolo fuoco
e cucin del pollo e delle verdure che aveva lasciato a
scongelare durante la giornata. Cominci a fare buio mentre mangiava, e
di l a poco Zeitoun ebbe sopra di s il cielo pi scuro che avesse
mai visto a New Orleans. L'unica luce proveniva da un elicottero
che sorvolava il centro. Da quella distanza sembrava minuscolo
e impotente.
Si lav con dell'acqua in bottiglia e preg sul tetto. Poi entr nella
tenda, con il corpo indolenzito ma la mente frenetica, e ripens
agli eventi della giornata. Lui e Frank avevano davvero salvato
quella donna, s? S. Era un fatto. E avevano portato in salvo anche
altre quattro persone. E il giorno dopo ce ne sarebbero state altre.
Come avrebbe potuto spiegare a Kathy, a suo fratello Ahmad,
quant'era grato di essere rimasto in citt? Era certo che rimanere l
fosse il suo destino, che Dio sapesse quanto avrebbe potuto essere
utile. La sua scelta di rimanere in citt era stata volont di Dio.
Troppo eccitato per riuscire a addormentarsi, rientr in casa dalla
finestra. Voleva rivedere la foto di Mohammed. Non ricordava chi
altro ci fosse oltre a lui - Ahmad? - e desiderava rivedere l'espressione
sul viso di Mohammed, quel sorriso capace di conquistare
il mondo. Recuper la scatola di fotografie, e cercandone una ne
trov un'altra.
Di quella foto si era dimenticato. Ecco Mohammed con il vicepresidente
del Libano. Zeitoun non vedeva quell'immagine da
tanto tempo. All'epoca Mohammed non aveva neppure vent'anni,
e aveva vinto una gara di nuoto da Saida a Beirut, percorrendo
quarantadue chilometri. La folla era sbalordita. Quel Mohammed
Zeitoun, figlio di un marinaio dell'isoletta di Arwad, era saltato
fuori dal nulla, stupendo tutti con la sua forza e la sua resistenza.
Zeitoun sapeva che in mezzo alla folla doveva esserci anche suo
padre, Mahmoud. Non si perdeva mai una gara. Ma non era sempre
stato cos.
Mahmoud avrebbe voluto che Mohammed e tutti i suoi figli
lavorassero sulla terraferma, e cos da adolescente Mohammed
aveva fatto per qualche tempo il muratore, oltre che l'apprendista
da un fabbro. Era un ragazzo dalla corporatura robusta, e
aveva abbandonato gli studi a quattordici anni. A diciotto sembrava
gi molto pi adulto della sua et, aveva folti baffi e la
mascella squadrata. Era al tempo stesso un gran lavoratore e un seduttore,
ammirato tanto dagli uomini pi grandi di lui che dalle
ragazze del paese.
Forte dell'approvazione a denti stretti di suo padre, di pomeriggio
e di sera Mohammed andava sulle barche da pesca, e gi a quattordici
anni, dopo una giornata intera trascorsa pescando a chilometri
dalla riva, insisteva affinch lo lasciassero tornare indietro
a nuoto. Gli altri pescatori non facevano in tempo a tirare in secca
l'ultima rete, che subito sentivano un tonfo nell'acqua, e voltandosi
vedevano Mohammed che solcava il mare, sfidandoli a raggiungere
la spiaggia prima di lui.
Di quelle imprese con il padre Mohammed non faceva parola, e
men che meno gli aveva detto nulla quando, di l a qualche anno,
aveva deciso che sarebbe diventato il pi grande nuotatore di lunga
distanza al mondo.
Era il 1958. L'Egitto e la Siria, come conseguenza di vari fattori
politici, tra cui la crescente influenza americana nella regione, si
erano fusi dando vita alla Repubblica Araba Unita. L'unione mirava
a creare un blocco pi potente, che col tempo arrivasse a includere
la Giordania, l'Arabia Saudita e altri Paesi. L'alleanza godeva
di un forte sostegno da parte dell'opinione pubblica, e le strade di
Siria ed Egitto traboccavano d'orgoglio. I cittadini di entrambi gli
Stati vedevano l'unione come un passo avanti verso un maggiore
allineamento tra i Paesi arabi. C'erano parate e festeggiamenti da
Alessandria a Lattakia.
Uno degli eventi celebrativi era stata una gara di nuoto tra Jableh
e Lattakia, nella quale nuotatori provenienti da tutto il mondo arabo
avrebbero percorso trenta chilometri attraverso il Mediterraneo.
Era la prima volta che una gara del genere si svolgeva sulla
costa siriana, e il diciottenne Mohammed ne aveva seguito ogni
passo, dai preparativi alla gara stessa. Aveva osservato i nuotatori
che si allenavano, studiandone le bracciate e i regimi d'allenamento,
desiderando con tutto se stesso di poter partecipare a sua
volta. Era riuscito a entrare nell'equipaggio della barca d'appoggio
di uno dei concorrenti, Mounir Dib, che gli sarebbe stata accanto
per tutta la traversata. Durante il tragitto, incapace di contenersi,
Mohammed si era tuffato e aveva cominciato a nuotare accanto
a Dib e agli altri concorrenti. Non solo era riuscito a tener testa ai
professionisti, ma aveva anche fatto colpo su un giudice. Quel ragazzo
 fantastico aveva detto. Diventer un campione. A partire
da quel giorno, Mohammed non aveva pensato ad altro che
ad avverare la profezia.
Quando ancora aveva soltanto diciott'anni, al mattino lavorava
come muratore e fabbro, al pomeriggio come pescatore, e la sera
aveva cominciato ad allenarsi per la gara dell'anno successivo.
Il tutto sempre all'insaputa del padre, anche quando aveva fatto
due prove di lunga distanza, una tra Lattakia e Jableh, e l'altra
tra Jableh e Baniyas. Poco tempo dopo, per, Mahmoud aveva
scoperto le ambizioni del figlio, e temendo di vederselo portar
via da quel mare spietato che per poco non aveva tolto la vita a
lui gli aveva proibito di continuare a nuotare sulle lunghe distanze.
Voleva che smettesse di pescare, che stesse lontano dal mare.
Voleva suo figlio vivo.
Ma Mohammed non poteva smettere. Per quanto trovasse difficile
disubbidire al padre, aveva continuato ad allenarsi. Senza
informare alcun membro della sua famiglia, l'anno dopo si era
iscritto alla gara. Quand'era riemerso dall'acqua a Lattakia, il
pubblico l'aveva accolto con un applauso assordante. Aveva vinto
con facilit.
Prima che tornasse a casa, un vecchio amico di Mahmoud, anche
lui campione di nuoto, era andato a trovare gli Zeitoun, congratulandosi
con Mahmoud per la vittoria del figlio. Ecco come Mahmoud
era venuto a sapere che Mohammed Zeitoun era il miglior
nuotatore della Siria.
Quando quella sera Mohammed era rientrato a casa, Mahmoud
aveva infine ceduto. Se suo figlio voleva quello, se il suo destino
era nuotare - se Dio aveva fatto di lui un nuotatore - allora non
poteva opporsi. Gli aveva comprato un biglietto d'autobus per
Damasco, perch andasse ad allenarsi e gareggiare con i migliori
nuotatori della regione.
Zeitoun trov un'altra fotografia. La prima vittoria importante
di Mohammed risaliva allo stesso anno, il 1959, in una gara in Libano.
I concorrenti erano tanti, alcuni molto noti, ma Mohammed
non solo era arrivato primo, aveva anche stabilito un record: nove
ore e cinquantacinque minuti. Quella foto, Zeitoun ne era quasi
certo, doveva essere stata scattata durante i festeggiamenti seguiti
alla gara. In migliaia avevano applaudito suo fratello.
Quanti anni aveva Zeitoun all'epoca? Fece il calcolo mentalmente.
Appena un anno. Anche meno. Di quelle prime vittorie non ricordava
nulla.
L'anno dopo, Mohammed si era iscritto alla famosa maratona
di nuoto tra Capri e Napoli, una gara che attirava i migliori nuotatori
del mondo. Il favorito era Alfredo Camarero, un argentino,
che da cinque anni si classificava primo o secondo. Quando alle
sei del mattino la gara era cominciata, Mohammed era un perfetto
sconosciuto, e otto ore dopo, avvicinandosi alla riva, non sapeva
di essere in testa. Solo quand'era uscito dal mare, sentendo la
gente gridare stupita e acclamare il suo nome, si era reso conto di
aver vinto. Ha vinto Zeitoun l'arabo! urlavano. Nessuno poteva
crederci. Un siriano che vinceva la pi importante maratona di
nuoto del mondo? Camarero aveva dichiarato a tutti che Mohammed
era il nuotatore pi forte che avesse mai visto.
Mohammed aveva dedicato la vittoria al presidente Nasir. In
cambio, Nasir aveva nominato il ventenne Mohammed tenente di
marina onorario. Alla gara aveva assistito il principe del Kuwait,
che in seguito aveva organizzato una cena in suo onore a Napoli.
L'anno successivo, Mohammed aveva di nuovo vinto la
Capri-Napoli, stavolta battendo di ben quindici minuti il
record stabilito da Camarero.
Ormai era indiscutibilmente il miglior nuotatore
marino del mondo.
Da bambino, Abdulrahman era incantato da Mohammed, e ne
andava smisuratamente fiero. Crescere in quella casa, con un
fratello del genere, immerso ogni giorno nella gloria che lui riversava
sulla famiglia... L'orgoglio che i fratelli provavano per
Mohammed alimentava il modo in cui si sentivano svegliandosi
ogni giorno, il loro modo di camminare e di parlare e la percezione
che di loro si aveva a Jableh e Arwad e in ogni angolo della
Siria. Aveva modificato, in modo permanente, il loro punto di
vista sul mondo. I successi di Mohammed lasciavano intendere
- anzi, dimostravano - che gli Zeitoun erano gente straordinaria.
Era quindi inevitabile che tutti i figli dovessero dimostrarsi all'altezza
di quel retaggio.
Erano trascorsi quarantun anni dalla morte di Mohammed.
La sua incredibile ascesa e la sua prematura scomparsa avevano
plasmato la traiettoria della famiglia Zeitoun, e in particolare
quella di Abdulrahman, anche se lui non amava vivere nel passato.
C'erano momenti in cui era convinto che il fratello gli fosse
stato rubato, che l'ingiustizia di stroncare una vita cos bella
e giovane sollevasse dubbi su molte cose. Ma sapeva che era
sbagliato pensarla cos, e in ogni caso non serviva a nulla. Tutto
ci che poteva fare era onorare il ricordo di suo fratello. Essere
forte, coraggioso, autentico. Resistere. Essere all'altezza di
Mohammed.
Zeitoun rientr nella tenda e scivol in un sonno agitato. In tutto
il quartiere, i cani stavano impazzendo di fame. Abbaiavano in
modo sfrenato, incontrollabile, sempre pi forte.

Gioved 1 settembre.

Alle sei del mattino, Kathy aveva gi caricato i bagagli sulla
Odyssey e allacciato le cinture di sicurezza ai ragazzi. Quando fece
retromarcia e se ne and da Baton Rouge, le sue sorelle dormivano
ancora. Duemilacinquecento chilometri la separavano da Phoenix.
Davvero lasciamo qui Mekay? chiese Nademah.
Nemmeno Kathy riusciva a crederci, ma cos'altro potevano fare?
Kathy aveva pregato Patty di tenerle il cane per una settimana;
aveva lasciato a uno dei figli adolescenti di Patty cibo per cani e
soldi per occuparsi della povera Mekay. Era meglio che abbandonarla
in un canile, e molto meglio che portarsela fino a Phoenix e
ritorno. Kathy non era in grado di sopportarlo. Quattro ragazzini
erano gi abbastanza.
Si stavano imbarcando in un viaggio che sarebbe durato come
minimo tre giorni, e pi probabilmente quattro o cinque. Che cosa
stava facendo? Viaggiare per quattro giorni su un'auto carica di
bambini era una follia. E prendere una decisione del genere senza
consultare suo marito! Da molto tempo non si trovava in una situazione
del genere. Eppure non aveva scelta. Non avrebbe potuto
trascorrere a Baton Rouge tutte le settimane che sarebbero occorse
perch New Orleans tornasse di nuovo abitabile. Non aveva
neppure cominciato a pensare alla scuola, ai vestiti - avevano con
s bagagli solo per due giorni - o a come avrebbero fatto con i soldi
intanto che il lavoro era fermo.
Dirigendosi a ovest sulla I-10, Kathy prov un filo di sollievo
al pensiero che quantomeno, per strada, avrebbe avuto un po' di
tempo per pensare.
Dall'autostrada chiam la casa di Claiborne Avenue. Mancavano
diverse ore all'orario concordato, ma chiam lo stesso, casomai
Zeitoun fosse arrivato prima e stesse aspettando di chiamarla. Il
telefono squill tre volte.
Pronto? disse un uomo. Era una voce americana, non quella
di suo marito. Una voce brusca, spazientita.
C' Abdulrahman Zeitoun? chiese Kathy.
Cosa? Chi?
Ripet il nome del marito.
No, qui non c' nessuno con quel nome.
Parlo con Claiborne Avenue 5010? chiese Kathy.
Non lo so. Credo di s rispose l'uomo.
Ma chi parla?
Ci fu una pausa, poi la linea si interruppe.
Kathy guid per un paio di chilometri prima di riuscire anche solo
ad afferrare ci che era appena successo. Di chi era quella voce?
Non di uno degli inquilini; li conosceva tutti. Era un estraneo, qualcuno
che aveva trovato il modo di entrare in casa e adesso stava
rispondendo al telefono. Di nuovo la sua mente fu attraversata da
pensieri cupi. E se quell'uomo al telefono avesse ucciso suo marito,
per poi svaligiare la casa e trasferircisi?
Entr nello spiazzo di un McDonald's e parcheggi, tentando di
calmarsi. Accese la radio, e quasi immediatamente trov un collegamento
da New Orleans. Sapeva che avrebbe fatto meglio a non
ascoltarlo, ma fu pi forte di lei. Gli episodi di criminalit erano
peggiorati, e la governatrice Bianco, rivolgendo un appello agli
aspiranti criminali, avvertiva che a New Orleans erano in arrivo
soldati con esperienza di guerra, incaricati di riportare l'ordine a
ogni costo. "Questi delinquenti" diceva "sappiano che i nostri soldati
sono in grado di sparare per uccidere, e se necessario sono assolutamente
pronti a farlo. E lo faranno."
Kathy pens che avrebbe fatto meglio a cambiare canale prima
che i figli sentissero, ma era troppo tardi.
Hanno detto che la citt  allagata, mamma?
Casa nostra  sott'acqua?
Sparano alla gente, mamma?
Kathy spense la radio. Ragazzi, vi prego, non fate domande.
Si fece coraggio e torn a imboccare l'autostrada, decisa a non
fermarsi pi fino a Phoenix. Dovevano solo arrivare da Yuko, e
tutto si sarebbe sistemato. Yuko li avrebbe accolti. E Zeitoun di sicuro
stava bene, si disse. Al telefono poteva essere chiunque. Non
c'era niente di strano nel fatto che varie persone utilizzassero lo
stesso telefono quando la maggior parte delle linee della citt aveva
smesso di funzionare.
Per qualche minuto riusc a mantenere la calma. Poi i suoi figli
ricominciarono con le domande.
Casa nostra che fine ha fatto, mamma?
Pap dov'?
La mente di Kathy riprese a viaggiare. E se davvero quell'uomo
fosse stato l'assassino di suo marito? Se avesse appena parlato con
l'uomo che l'aveva ucciso? Ebbe la sensazione di osservare dall'alto
le forze che convergevano su Zeitoun. Solo lei era al corrente di ci
che stava succedendo in citt, della follia, della sofferenza e della
disperazione. Lui non aveva la televisione, non poteva conoscere
l'entit del caos. Kathy aveva visto le riprese dagli elicotteri, le conferenze
stampa, aveva sentito le statistiche, i resoconti che parlavano
di bande armate e di un'escalation di criminalit. Si morse
un labbro. Ragazzi, non chiedetemi niente. Per favore.
Quando torniamo a casa?
Per favore! sbott Kathy. State tranquilli un minuto. Lasciatemi
pensare! Stava scoppiando. A malapena riusciva a vedere
la strada. I contorni stavano scomparendo. Sent che stava
per succedere, e allora accost. Le lacrime la accecarono, e
si asciug il naso con il dorso della mano, appoggiando la testa
sul volante.
Che cos'hai, mamma?
Accanto a lei, le macchine sfrecciavano.
Di l a qualche minuto riusc a ricomporsi e si ferm in una piazzola
di sosta. Chiam Yuko.
Fermati dove sei disse Yuko.
Nel giro di venti minuti misero a punto un piano. Kathy doveva
rimanere dov'era, intanto che Ahmaad, il marito di Yuko, cercava
un volo. A quel punto sarebbe dovuta arrivare soltanto fino
a Houston. Yuko li avrebbe fatti ospitare per una notte a casa di
un'amica. Ahmaad avrebbe preso il primo aereo per Houston, e
l'indomani mattina sarebbe andato a prenderli in macchina, portandoli
fino a Phoenix.
Sei sicura? chiese Kathy.
Sono tua sorella. E tu sei mia sorella. Sei tutto quello che ho
disse Yuko. La madre Kameko era mancata qualche mese prima.
Il lutto era stato devastante per entrambe.
Al pensiero, Kathy ricominci a piangere.
Zeitoun si svegli dopo le nove, stremato dagli ululati dei cani.
Quel giorno voleva trovarli a tutti i costi.
Dopo aver pregato, percorse in canoa il giardino inondato. I
cani sembravano vicinissimi. Attravers la strada e svolt a sinistra
su Dart Street. Appena qualche casa pi in gi, trov esattamente
ci che cercava.
Conosceva bene quella casa. Si avvicin pagaiando, e i cani impazzirono.
I loro guaiti disperati provenivano dall'interno. Ora
doveva trovare un modo per entrare. Il primo piano era allagato,
ragione per cui i cani - a occhio e croce due - dovevano essere intrappolati
al piano di sopra. Vicino alla casa c'era un albero con
molti rami. Ci si avvicin e leg la canoa al tronco.
Si iss sull'albero, arrampicandosi finch non riusc a scorgere
una finestra al primo piano. Non vedeva i cani, ma li sentiva. Erano
in quella casa, e molto vicino. L'albero su cui era salito si trovava
a circa tre metri dalla finestra. Saltare era impossibile. Troppo
lontano.
In quel momento vide un'asse di legno, larga trenta centimetri e
lunga quattro o cinque metri, che galleggiava nel cortiletto accanto
alla casa. Scese dall'albero, raggiunse l'asse con la canoa, la port
vicino alla casa e l'appoggi contro l'albero. Poi risal sui rami, e
sollevando l'asse cre un ponte tra l'albero e il tetto. Si trovava
a circa cinque metri da terra, due metri e mezzo dalla superficie
dell'acqua.
Il ponte che aveva creato non era troppo diverso dalle impalcature
di cui si serviva ogni giorno al lavoro, e cos, dopo averlosaggiato rapidamente con un piede, lo attravers e raggiunse
il tetto.
Una volta l, forz una finestra e s'introdusse in casa. I latrati si
fecero pi forti e frenetici. Attravers la stanza in cui era entrato,
sentendo i cani farsi sempre pi isterici. Percorrendo il corridoio
del primo piano, li vide: due cani, un labrador nero e un incrocio
pi piccolo, chiusi in una gabbia. Non avevano cibo, e la ciotola
dell'acqua era vuota. Sembravano sufficientemente esasperati da
poterlo mordere, ma Zeitoun non esit. Apr la gabbia e li lasci
uscire. Il labrador si fiond fuori dalla stanza, l'altro indietreggi
nella gabbia impaurito. Zeitoun si fece da parte per lasciargli spazio,
ma lui rimase dov'era.
Il labrador non poteva andare da nessuna parte. Corse in cima
alle scale, ma subito vide l'acqua ad appena pochi centimetri sotto
il primo piano. Torn da Zeitoun, che nel mentre aveva pensato
cosa fare.
Aspettatemi qui disse loro.
Riattravers il ponte di legno, scese dall'albero salendo sulla canoa,
e torn a casa sua. Si arrampic sul tetto, entr dalla finestra
e scese i pochi scalini che non erano stati sommersi. Sapendo che
Kathy teneva sempre il freezer pieno di carne e verdure, si protese
e recuper due bistecche, affrettandosi a richiudere lo sportello per impedire al poco freddo rimasto di disperdersi. Torn sul
tetto, prese due bottiglie di plastica piene d'acqua e le gett con le
bistecche nella canoa. Scivol a bordo e torn dai cani.
Di nuovo lo sentirono avvicinarsi, stavolta facendosi trovare in
attesa oltre la finestra, con le teste che spuntavano da dietro il davanzale.
Sentendo l'odore della carne, bench congelata, attaccarono
ad abbaiare e scodinzolare come matti. Zeitoun gli riemp
la ciotola dell'acqua, e loro ci si avventarono. Riempiti i serbatoi,
passarono alle bistecche, che masticarono finch la carne non si
fu ammorbidita. Zeitoun rimase a osservarli per qualche minuto,
stanco ma felice, finch non cominci a sentire altri latrati. C'erano
altri cani, e lui aveva un congelatore pieno di cibo. Torn a casa
sua per organizzarsi.
Caric sulla canoa altra carne, quindi si mise in cerca degli altri
animali abbandonati. Quasi subito, appena si fu allontanato da casa,
sent altri latrati, stavolta pi attutiti, provenienti grosso modo dallostesso punto in cui si trovavano i primi due cani.
Si avvicin, chiedendosi se per caso in quella casa non ce ne fosse
un terzo. Ancor di nuovo la canoa all'albero, prese due bistecche
e si arrampic. Da un ramo a mezza altezza si volt verso la
casa vicina, quella a sinistra, e vide altri due cani che saltellavano
dietro una finestra.
Prese l'asse dalla prima casa e la spost verso la seconda. I
cani, vedendolo arrivare, cominciarono a saltare e girare in tondo
furiosamente.
Poco dopo, Zeitoun riusc ad aprire la finestra ed entrare. I due
cani gli balzarono addosso. Lanci le bistecche, e quelli ci si avventarono,
dimenticandosi completamente di lui. Doveva procurare
dell'acqua anche a loro, per cui torn a casa a prendere altre
bottiglie e una ciotola.
Zeitoun gli lasci la finestra aperta abbastanza da far entrare un
po' d'aria fresca, dopodich riattravers l'asse e dall'albero si cal
nella canoa. Impugnato il remo ripart, pensando che fosse ora di
chiamare Kathy.
Mentre remava, not che l'acqua si stava facendo pi sporca. Era
diventata scura, opaca, striata di nafta e benzina, piena di detriti,
cibo, immondizia, vestiti, pezzi di case. Ma l'umore di Zeitoun era
alto. Si sentiva rinvigorito da ci che era riuscito a fare per quegli
animali, dal fatto di averli potuti aiutare, e che quattro cani destinati
a morire di fame ora sarebbero sopravvissuti perch lui era
rimasto, e perch aveva comprato quella vecchia canoa. Non vedeva
l'ora di dirlo a Kathy.
Arriv alla casa in Claiborne Avenue a mezzogiorno. Todd non
c'era, e la casa era vuota. Entr a telefonare.
Oh, grazie a Dio! esclam Kathy. Dio, grazie, grazie, grazie.
Dov'eri finito? Lei e i figli stavano ancora viaggiando verso
Houston. Accost.
Di cosa ti preoccupavi? le chiese Zeitoun. Te l'avevo detto
che avrei chiamato a mezzogiorno. E mezzogiorno adesso.
Chi era quell'uomo? chiese lei.
Che uomo?
Kathy gli spieg che, quando al mattino aveva provato a telefonare,
le aveva risposto qualcun altro. Zeitoun rimase turbato.
Mentre parlavano, cominci a guardarsi intorno. Non c'erano
segni di furto o effrazione. Niente serrature forzate o finestre rotte.
Che l'uomo in questione fosse un amico di Todd? Disse a Kathy
di non preoccuparsi, che avrebbe indagato.
Kathy, ora pi calma, fu felice di sapere che suo marito era riuscito
ad aiutare i cani, che si sentiva utile. Ma non voleva assolutamente
che rimanesse ancora a New Orleans, e pazienza quanti cani
da nutrire o persone da salvare avesse.
Voglio che tu venga via, sul serio gli disse. Dalla citt arrivano
notizie terribili. Gente che ruba, uccide. Rischi che ti succeda
qualcosa di brutto.
Zeitoun percep la sua preoccupazione. Ma del caos di cui parlava,
lui non aveva visto traccia. Ammesso che fosse vero - e Kathy
sapeva benissimo quanto i media fossero portati a ingigantire - doveva
essere concentrato nel centro. L da lui, disse, era tutto cos silenzioso
e calmo, cos strano e surreale, che correre rischi era impossibile.
Forse, aggiunse, c'era davvero una ragione se era rimasto, se
aveva comprato quella canoa. Se in quel preciso momento si trovava
in quella particolare situazione.
Sento che devo stare qui disse.
Kathy tacque.
 la volont di Dio.
A quello, sua moglie non seppe come rispondere.
Passarono a parlare di questioni pratiche. A casa di Yuko il cellulare
di Kathy non prendeva bene, e cos diede a Zeitoun il numero
fisso. Lui se lo annot su un pezzetto di carta e lo lasci accanto
al telefono in Claiborne Avenue.
Appena arrivi a Phoenix, trova una scuola per i bambini le
disse.
Kathy alz gli occhi al cielo.
Naturalmente rispose.
Vi voglio bene, diglielo concluse Zeitoun, dopodich si salutarono.
Ripart, e subito vide Charlie Ray, il vicino della casa a destra. Era un
falegname sui cinquantanni, con gli occhi azzurri, nato a New Orleans,
un tipo simpatico e alla mano che Zeitoun conosceva da anni.
Sedeva nella sua veranda come se fosse una giornata qualunque.
Sei rimasto anche tu disse Zeitoun.
Eh, gi.
Ti serve qualcosa? Acqua?
Charlie non aveva bisogno di nulla, ma presto forse ne avrebbe
avuto. Zeitoun promise che sarebbe ripassato pi tardi, quindi
si allontan, chiedendosi quante persone fossero rimaste in citt.
Se Frank era rimasto, e anche Todd e Charlie avevano superato la
tempesta senza andarsene, di certo dovevano essercene a decine
di migliaia. Zeitoun non era stato l'unico a sfidare la sorte.
Prosegu, sapendo che avrebbe dovuto sentirsi stanco. Eppure non
lo era affatto. Non si era mai sentito pi forte.
Quel giorno decise di avventurarsi in direzione del centro. Vide famiglie
che guadavano spingendo tinozze da bucato piene di effetti
personali. Pass accanto a due donne che spingevano una piccola
piscina gonfiabile carica di vestiti e cibo. A tutti Zeitoun chiedeva
se avessero bisogno d'aiuto, e ogni tanto qualcuno si faceva dare
una o due bottiglie d'acqua. Lui dava tutto ci che aveva. Stava
ritrovando una tale quantit di cose - bottiglie d'acqua, cibi pronti,
scatolette - e ogni volta che vedeva qualcuno gli offriva ci che
si era caricato a bordo. Per s aveva a casa scorte sufficienti, e non
voleva appesantire la canoa.
Raggiunse la rampa d'accesso alla I-10, all'incrocio tra Claiborne Avenue
e Poydras Street, una struttura di cemento che si ergeva circa
tre metri al di sopra dell'acqua. L, decine di persone attendevano i
soccorsi. Un elicottero aveva lanciato acqua e cibo, e sembrava fossero
abbastanza riforniti. Chiesero a Zeitoun se voleva dell'acqua, e
lui rispose che per s ne aveva a sufficienza, ma che l'avrebbe portata
a chi ne aveva bisogno. Gliene diedero una cassa. Invertendo
la direzione della canoa, vide che in mezzo al gruppo c'erano cinque
o sei cani, quasi tutti cuccioli. Sembravano sani e ben nutriti,
e per sfuggire al caldo si erano rifugiati all'ombra delle macchine.
Zeitoun, immaginando che i guai fossero circoscritti al centro
della citt, decise di non avvicinarsi troppo all'epicentro. Fece marcia
indietro e torn verso Dart Street.
Mentre Kathy viaggiava verso Houston, Yuko organizzava la loro
permanenza per la notte da una vecchia amica che lei chiamava
Miss Mary. Come Yuko e Kathy, anche Mary era un'americana, nata
in una famiglia cristiana, che si era convertita all'islam da adulta.
Ora la sua casa si era trasformata in un rifugio per le famiglie in
fuga dalla tempesta, e quando la Odyssey di Kathy si ferm nel
vialetto c'erano gi una decina di persone o pi, tutti musulmani
di New Orleans o di altre zone della Louisiana e del Mississippi.
Mary, una quarantenne dallo sguardo vispo, and incontro a
Kathy e ai ragazzi davanti a casa. Si fece dare le borse, dopodich
abbracci Kathy cos forte che lei ricominci a piangere. Mary li accompagn
in casa e mostr ai ragazzi la piscina sul retro. Nel giro
di pochi minuti, tutti e quattro stavano sguazzando felici. Kathy
croll su un divano, sforzandosi di non pensare a nulla.
Tornando a casa, Zeitoun trov la tenda nell'acqua. Immagin che
fosse volata gi dal tetto per lo spostamento d'aria provocato da
un elicottero. La recuper e la rimont, asciug l'interno con degli
asciugamani, quindi and in casa a prendere degli oggetti con
cui zavorrarla. Ne usc con diversi libri, stavolta i pi pesanti che
gli riusc di trovare, e li piazz agli angoli della tenda.
Mentre tentava di stabilizzarla dall'interno, sent avvicinarsi un
altro elicottero. Un rumore assordante. Pensava che avrebbe sorvolato
casa sua diretto altrove, ma quando fece capolino fuori dalla
tenda si accorse che era fermo l, proprio sopra di lui. A bordo,
due uomini gli stavano facendo segnali.
Fece loro cenno di andarsene, cercando di spiegare a gesti che
stava bene, ma loro parvero ancor pi incuriositi. Il secondo uomo
a bordo stava cominciando a calare una scaletta, quando a Zeitoun
venne in mente di alzare i pollici, come a dire "qui tutto bene". Indic
la tenda, poi se stesso, quindi ripet freneticamente il gesto
dei pollici e il segnale di "okay". Capendo infine che intendeva
rimanere, l'altro uomo sull'elicottero decise di lanciargli una cassa
d'acqua. Zeitoun fece di nuovo segno di andare via, ma invano.
La scatola vol gi, e Zeitoun fece appena in tempo a scansarsi,
prima che quella appiattisse la tenda e le bottiglie iniziassero
a rimbalzare ovunque. Soddisfatto, l'elicottero si inclin e ripart.
Zeitoun ricominci a sistemare il suo rifugio, preparandosi ad
andare a letto. Ma di nuovo, come la notte prima, si ritrov inquieto,
con la mente che ripercorreva in modo frenetico gli eventi
della giornata. Usc a sedersi sul tetto, da dove osserv i movimenti
degli elicotteri che sorvolavano il resto della citt. Fece
progetti per il giorno dopo: si sarebbe spinto ancor pi verso
il centro, sarebbe ripassato dal cavalcavia sulla I-10, avrebbe fatto
un salto a controllare in che condizioni erano l'ufficio e il magazzino
in Dublin Street. Al pianterreno dell'edificio tenevano le
scorte di materiali - attrezzi, vernici, pennelli, teloni, tutto quanto
- mentre al primo piano c'era l'ufficio con i computer, i file, le
piantine, le fatture, gli atti di propriet. Al pensiero di cosa poteva
essere successo a quell'edificio, di per s non robustissimo,
Zeitoun trasal.
Per tutta la notte, gli elicotteri imperversarono. Fatta eccezione
per i loro motori, tutto era silenzioso; non si sentivano altri cani.
Dopo aver pregato, Zeitoun si addorment sotto un cielo vibrante.


Venerd 2 settembre.

Al mattino, Zeitoun si alz di buon'ora, scese nella canoa e si diresse
dall'altra parte della strada per andare a dar da mangiare ai
cani. Sentendolo avvicinarsi, quelli si misero a uggiolare, e Zeitoun
lo interpret come un segno di sollievo e gratitudine. Si arrampic
sull'albero, attravers con attenzione l'asse che portava alla casa
sulla destra e si infil nella finestra. Lasci due grosse bistecche
e riemp la ciotola dell'acqua. Mentre i cani si rifocillavano, usc
dalla finestra e ripet la procedura per raggiungere gli altri due.
Anche loro abbaiarono e scodinzolarono, e anche a loro Zeitoun
diede due pezzi d'agnello e altra acqua. Usc dalla finestra, si cal
nella canoa e ripart.
Era ora di andare a vedere in che condizioni versava l'ufficio, che
si trovava a circa un chilometro da l, in una parallela di Carrollton
Avenue, un viale costeggiato da magazzini, catene di negozi e
benzinai. L'acqua era ormai sudicia, piena di chiazze oleose e detriti.
Chiunque ci si fosse immerso si sarebbe senz'altro preso qualche
malattia. Ma per il momento, quel mattino, Zeitoun non aveva
ancora visto nessuno nell'acqua. La citt si stava svuotando. Ogni
giorno si vedevano meno persone che guadavano, meno facce alle
finestre, meno imbarcazioni private come la sua.
Aveva piovigginato per tutta la mattinata, ma ora la pioggia
cominciava a infittirsi. Si alz il vento, e la giornata si fece buia.
Zeitoun pagaiava controvento, faticando a mantenere la rotta
sull'acqua blu-marrone sempre pi increspata.
Imbocc Earhart Boulevard per raggiungere Carrollton Avenue,
e una volta l svolt in direzione sudovest verso Dublin Street. In
Carrollton si aspettava di vedere gente - come l'incrocio tra Napoleon
e St Charles Avenue, sembrava un punto di transito logico
per i soccorsi o le imbarcazioni militari - ma avvicinandosi non
vide nemmeno una divisa.
C'era invece un gruppetto di uomini alla stazione di servizio
Shell davanti al suo ufficio. Il distributore era sopraelevato rispetto
alla strada, e l l'acqua era profonda solo qualche decina di centimetri.
Gli uomini, otto o nove, stavano portando fuori dall'ufficio
del distributore alcuni sacchi della spazzatura pieni, che caricavano
su una barca. Era la prima volta che Zeitoun vedeva un saccheggio
dopo la tempesta, e quelli erano i primi individui che corrispondevano
alle descrizioni preoccupate di Kathy. Un gruppo
organizzato di sciacalli, criminali che non si limitavano a prendere
il necessario per la sopravvivenza. Dalla stazione di servizio stavano
rubando soldi e merci, e si muovevano in un numero che pareva
scelto appositamente per intimidire chiunque, come Zeitoun,
avesse potuto vederli o tentato di fermarli.
Zeitoun era abbastanza distante da poterli osservare senza timore
che lo raggiungessero, o almeno non rapidamente. Ma rallent
comunque la canoa per mantenersi a distanza di sicurezza,
mentre pensava a un modo per raggiungere il suo ufficio senza
passare davanti alla banda.
Uno di loro per l'aveva gi notato. Era giovane, in bermuda di
jeans e canottiera bianca. Fissando Zeitoun, gonfi il petto e indic
il calcio di una pistola che teneva infilata nella cintura.
Zeitoun si affrett a guardare altrove. Non voleva provocarli. Invert
la rotta della canoa e torn verso la casa in Claiborne Avenue.
Per quel giorno non sarebbe andato a controllare l'ufficio.
Arriv prima di mezzogiorno e chiam Kathy. Era ancora a Houston,
a casa di Miss Mary.
Per oggi mi sa che in ufficio non riesco a passare le disse.
Come mai? chiese Kathy.
Zeitoun non voleva farla preoccupare. Cap di dover mentire.
Piove disse.
Kathy gli raccont che gli amici la stavano chiamando, volevano
sapere dove si trovavano lei e Zeitoun, se stavano bene. Quando
lei rispondeva che suo marito era ancora in citt, puntualmente la
loro reazione passava attraverso tre fasi. L per l rimanevano scioccati,
poi si rendevano conto che stavano parlando di Zeitoun - un
uomo per il quale preoccuparsi era impossibile - e infine chiedevano,
gi che era l a girare in canoa, se per caso poteva andare a
dare un'occhiata a casa loro.
Zeitoun era ben contento di ricevere quegli incarichi, e Kathy
agiva di conseguenza. Aveva appena ricevuto una telefonata
dai Burmidian, amici di famiglia da tredici anni. Ali Burmidian
insegnava scienze informatiche alla Tulane University e gestiva
la Masjid ar-Rahmah, un'associazione di studenti musulmani
presso il campus. La loro sede situata in Burthe Street ospitava
un centro risorse e un dormitorio per gli studenti provenienti
dai Paesi arabi.
Delilah Burmidian aveva appena chiamato Kathy per chiederle
se Zeitoun potesse fare un salto alla sede per constatare i danni.
Nessun problema, rispose Zeitoun, ci sarebbe andato. Conosceva
bene quell'edificio - nel corso degli anni aveva preso parte ad alcune
funzioni che si erano svolte l - e sapeva come arrivarci. Era
anche curioso di vedere in che condizioni fosse il campus, dal momento
che si trovava su un terreno sopraelevato.
Richiamami a mezzogiorno disse Kathy.
Certo rispose Zeitoun.
Prima di andarsene, Zeitoun chiam suo fratello Ahmad. Dopo
aver espresso grande sollievo per il fatto di sentirlo, Ahmad si fece
serio.
Devi andartene da l gli disse.
No, no. Sto benissimo. Va tutto bene rispose Zeitoun.
Ahmad assunse un tono da fratello maggiore. Torna dalla tua
famiglia lo esort. Voglio che tu te ne vada, dico sul serio. La tua
famiglia ha bisogno di te.
Qui hanno pi bisogno di loro disse Zeitoun, cercando di non
suonare troppo solenne. Per me anche questa  famiglia.
A una simile affermazione, Ahmad non seppe come ribattere.
Sto spendendo un sacco aggiunse Zeitoun. Ti richiamo domani.
Al campus della Tulane, l'acqua era cos bassa che dalla canoa
Zeitoun pot scendere sul terreno asciutto senza difficolt. Entr
nel cortile lastricato della Masjid ar-Rahmah e si guard intorno.
C'erano cumuli di rami caduti ovunque, ma per il resto nessuna
traccia di danni. Stava per dare un'occhiata all'interno, quando da
una porta laterale vide uscire un uomo.
Nasser? disse.
Anche lui siriano, Nasser Dayoob aveva lasciato il suo paese nel
1995, diretto in Libano. Da Beirut si era imbarcato clandestinamente
su una petroliera di cui ignorava la destinazione, che lo aveva
portato negli Stati Uniti. Appena giunto in porto, Nasser era saltato
gi dalla nave e aveva immediatamente chiesto asilo. Alla fine
gliel'avevano concesso, e nel frattempo si era trasferito a New Orleans,
dov'era stato ospitato dalla Masjid ar-Rahmah mentre venivano
sbrigate le procedure burocratiche.
Abdulrahman?
Si strinsero la mano, dopodich si raccontarono che cosa avevano
fatto dal giorno della tempesta in poi. La casa di Nasser - che
viveva a Broadmoor, non lontano dal quartiere di Zeitoun - era
stata allagata, e lui era venuto a cercare rifugio nella sede dell'associazione,
perch sapeva che si trovava in alto.
Vuoi rimanere oppure vieni con me? gli chiese Zeitoun.
Nasser sapeva che il campus era un posto sicuro, pi o meno al
riparo da inondazioni e malintenzionati, ma decise ugualmente
di andare con Zeitoun. Anche lui voleva vedere cos'era successo
alla citt e a casa sua.
Corse nell'edificio a prendere la sacca, dopodich mont sulla
canoa. Zeitoun gli diede l'altro remo, e insieme partirono.
Nasser era un trentacinquenne alto, con le lentiggini e i capelli rossi
arruffati, taciturno e con un modo di fare nervoso; incontrandolo,
a Kathy era sembrato un uomo fragile. Talvolta lavorava come imbianchino,
e ogni tanto l'aveva fatto anche per Zeitoun. Non erano
amici intimi, ma incontrando Nasser l, dopo l'inondazione, Zeitoun
si era sentito vagamente rassicurato. Condividevano tanti trascorsi:
la Siria, l'emigrazione in America e a New Orleans, il mestiere.
Mentre pagaiavano, si raccontarono ci che avevano visto fino
a quel momento, che cosa avevano mangiato, come avevano dormito.
Entrambi avevano sentito i cani abbaiare. Di notte abbaiavano
sempre. E anche Nasser aveva dato da mangiare ai cani nelle
case vuote, per le strade, ovunque ne incontrasse. La presenza
di migliaia di animali abbandonati era uno degli aspetti pi strani
di quel momento sospeso: dopo la tempesta, ma prima che chiunque
avesse fatto ritorno in citt.
Ora il vento era pi forte. Lottando contro una tesa pioggia orizzontale,
i due raggiunsero l'ufficio postale tra Jefferson Parkway e
Lafitte. Il parcheggio era diventato un centro di smistamento per
l'evacuazione. Gli abitanti che volevano abbandonare la citt dal
cielo potevano recarsi all'ufficio postale, da dove degli elicotteri li
avrebbero portati, presumibilmente, al sicuro.
Avvicinandosi, Zeitoun chiese a Nasser se avesse intenzione di
andarsene. Non ancora, rispose lui. Aveva sentito parlare degli abitanti
di New Orleans costretti a bivaccare sotto i cavalcavia delle
strade, e non voleva fare quella fine. Finch non avesse avuto notizia
di evacuazioni andate a buon fine, sarebbe rimasto in citt.
Zeitoun gli disse che a casa sua, in Dart Street o in Claiborne Avenue,
sarebbe stato il benvenuto. Accenn al fatto che a Claiborne
c'era un telefono funzionante, e per Nasser quella notizia fu una
manna dal cielo. Aveva bisogno di contattare cinque o sei parenti,
per fargli sapere che era vivo.
Tornando verso Claiborne Avenue, passarono accanto a una cassa
piena di bottiglie d'acqua che galleggiava. La issarono a bordo
e proseguirono.
Giunti a destinazione, Nasser scese e cominci a legare la canoa.
Zeitoun stava scendendo a sua volta, quando sent pronunciare il
proprio nome.
Zeitoun!
Pens che fosse Charlie Ray, che lo chiamava dalla casa accanto.
Ma la voce proveniva dalla casa dietro quella di Charlie, in Robert
Street.
Siamo qui!
Erano i Williams, una coppia di settantenni. Alvin, pastore della
chiesa battista New Bethlehem, era in sedia a rotelle; Beulah
era sposata con lui da quarantacinque anni. Zeitoun e Kathy li
conoscevano praticamente da quando vivevano a New Orleans.
All'epoca in cui gli Zeitoun abitavano da quelle parti, per un certo
periodo la sorella del pastore Williams era andata a mangiare
da loro. Kathy non ricordava come fosse cominciata quell'abitudine,
ma la sorella del pastore era una donna anziana, e amava la
cucina di Kathy. E cos, intorno all'ora di cena, Kathy aveva sempre
un piatto pronto per lei. La cosa era andata avanti per mesi,
e a Kathy il pensiero che qualcuno si prendesse il disturbo di
mangiare ci che cucinava scaldava il cuore.
Salve! rispose Zeitoun, pagaiando nella loro direzione.
Pu aiutarci a uscire da qui? chiese Alvin.
Il pastore e Beulah avevano atteso che la tempesta passasse, ma
adesso erano rimasti senza cibo e senz'acqua. Zeitoun non li aveva
mai visti cos provati.
 ora che ce ne andiamo aggiunse Alvin.
Con quella pioggia e quel vento, portarli via in canoa era impossibile.
Zeitoun disse loro che sarebbe andato a cercare aiuto.
Risal Claiborne Avenue, con il vento e la pioggia a sfavore, fino
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al Memorial Medical Center, dove sapeva che stazionavano poliziotti
e soldati della guardia nazionale. Avvicinandosi, vide soldati
nel vicolo adiacente, sul tetto, sulle rampe d'accesso e sui balconi.
Sembrava una base militare pesantemente presidiata. Quando
Zeitoun fu abbastanza vicino da scorgere le facce dei soldati, due
di loro alzarono i fucili.
Non si avvicini! gli ordinarono.
Zeitoun rallent la canoa. Si stava di nuovo alzando il vento.
Rimanere fermi sul posto era impossibile, e farsi sentire difficile.
Sto solo cercando aiuto grid.
Uno dei soldati abbass l'arma, mentre l'altro la tenne puntata
su Zeitoun.
Non possiamo aiutarla gli disse. Vada in St Charles Avenue.
Zeitoun pens che il soldato non avesse sentito bene. Il vento
stava facendo ruotare la canoa e attutiva le sue parole. C' una
coppia di anziani in fondo alla via che ha bisogno di essere evacuata
spieg loro, alzando il tono di voce.
Non  di competenza nostra rispose il soldato. Vada in St
Charles Avenue.
Entrambi avevano abbassato i fucili.
Ma perch non chiamate qualcuno? chiese Zeitoun. Davvero
volevano che andasse a remi fino all'incrocio tra Napoleon e
St Charles Avenue, quando uno di loro poteva semplicemente prendere
la radio e contattare un'altra unit? Che cosa erano venuti a
fare in citt, se non per aiutare la gente ad andarsene?
Non possiamo chiamare nessuno tagli corto l'altro soldato.
Ma com' possibile? domand Zeitoun. Con tutte le apparecchiature
che avete non potete chiamare nessuno?
Il soldato, poco pi grande di Zachary, il figlio di Zeitoun, ora
sembrava spaventato. Non sapeva cosa rispondere, n cosa fare.
Alla fine si gir e and via. Gli altri continuarono a fissare Zeitoun
con gli M-16 puntati.
Zeitoun gir la canoa e ripart.
Raggiunse l'incrocio tra Napoleon e St Charles Avenue con le spalle
che gli facevano male. Il vento raddoppiava la fatica. Avvicinandosi
all'incrocio, l'acqua diventava meno profonda. Vide tende e
veicoli militari, oltre a una decina di poliziotti e soldati. Sceso dalla
canoa, si avvicin a uno di loro, un soldato dall'appartenenza imprecisata
fermo in mezzo all'aiuola spartitraffico, che a New Orleans
la gente chiamava "zona neutra".
Ho un problema gli spieg Zeitoun. C' un signore handicappato
che ha bisogno d'aiuto e cure mediche. Urgentemente.
D'accordo, ci pensiamo noi rispose l'uomo.
Le do l'indirizzo? disse Zeitoun.
S, certo, me lo dia disse il soldato aprendo un quadernetto.
Zeitoun gli diede l'indirizzo esatto. L'uomo lo scrisse, dopodich
si rimise il quadernetto in tasca.
Allora ci andate? chiese Zeitoun.
Certo.
Quando?
Tra un'oretta disse lui.
 tutto a posto. Stanno arrivando disse Zeitoun. Tra un'ora,
hanno detto. Il pastore e sua moglie lo ringraziarono, e Zeitoun
torn alla casa di Claiborne Avenue. Prese a bordo Nasser, e insieme
andarono in cerca di cose da fare. Era passata da poco l'una
di pomeriggio.
A milleseicento chilometri da l, Ahmaad, il marito di Yuko, stava
guidando la Odyssey attraverso il New Mexico. Kathy riposava, e
i ragazzi erano seduti sul sedile posteriore. Ahmaad era al volante
da sette ore consecutive. Continuando cos, sarebbero arrivati a
Phoenix entro sabato pomeriggio.
Ahmaad aveva consigliato a Kathy di non ascoltare i notiziari
alla radio, ma brandelli di informazione affioravano anche nelle
stazioni rock e country: quel giorno il presidente Bush si sarebbe
recato in visita a New Orleans, e si era appena detto molto dispiaciuto
perch il senatore Trent Lott aveva perso la sua casa al mare
nel Mississippi. I militari della guardia nazionale, armati fino ai
denti, erano entrati nel Convention Center, e pur essendo stati indotti
a credere che al loro arrivo avrebbero trovato una specie di
guerriglia urbana, non avevano incontrato la minima resistenza:
solo tante persone esauste e affamate che volevano abbandonare
la citt. Kathy si sent rincuorata, e pens che forse la citt stava
tornando sotto controllo. Presto stava dicendo un cronista la
presenza militare sar schiacciante.
Girando per le strade, Zeitoun e Nasser trovarono una jeep militare
abbandonata, e al suo interno una scatola di pasti pronti, razioni
dell'esercito. Poco dopo si imbatterono in una famiglia di cinque
persone ferma su un cavalcavia, alla quale consegnarono un po'
d'acqua e i pasti pronti. Tempismo perfetto. Zeitoun preferiva non
trasportare nulla che avesse un valore, e ogni occasione era buona
per scaricare ci che ritrovava.
Quando Zeitoun e Nasser si diressero nuovamente in Claiborne
Avenue erano quasi le cinque di pomeriggio, e il cielo si stava
scurendo.
Zeitoun era convinto che ormai il pastore e la moglie fossero
stati portati in salvo, ma per sincerarsene lui e Nasser fecero una
deviazione e pagaiarono verso Robert Street.
Alvin e Beulah erano ancora l, davanti all'ingresso di casa, con
le valigie pronte e bagnati da una pioggia leggera. Aspettavano
da quattro ore.
Zeitoun era furioso. Si sentiva impotente, tradito. Aveva fatto
una promessa al pastore e alla moglie, e siccome qualcuno aveva
mentito quella promessa non era stata mantenuta.
Si scus con la coppia, spiegando di aver prima tentato all'ospedale,
da dove era stato cacciato con i fucili spianati, quindi era andato
in St Charles Avenue a riferire la loro situazione a soldati e
volontari. Il pastore si disse sicuro che sarebbero arrivati da un momento
all'altro, ma Zeitoun non volle correre altri rischi.
Adesso m'invento qualcosa io disse.
Tornati alla casa in Claiborne Avenue, lui e Nasser videro un piccolo
motoscafo ancorato al portico. Entrati in casa, trovarono Todd
Gambino in compagnia di un nuovo cane. Con quel motoscafo,
che aveva intravisto galleggiare dentro un garage inondato e deciso
di utilizzare, Todd aveva a sua volta cominciato a girare per
la citt raccogliendo gente da verande e tetti, e portandoli
sui cavalcavia e in altri rifugi improvvisati. Nel frattempo
aveva trovato su un tetto il cane che ora stava mangiando ai
suoi piedi tutto contento, e l'aveva preso con s.
Zeitoun ebbe di nuovo la sensazione di un intervento divino.
I Williams avevano bisogno di aiuto subito, aiuto che lui non era
stato in grado di fornirgli, ed ecco che trovava Todd con il veicolo adatto, e proprio al momento giusto.
Todd non esit. Zeitoun s'incaric di badare al cane in sua assenza,
e lui part immediatamente. And a prendere Alvin e Beulah,
caricandoli uno a uno sul motoscafo. Poi part verso l'infermeria
all'incrocio tra Napoleon e St Charles Avenue.
La missione richiese in tutto venti minuti. Todd fu presto di ritorno,
e si piazz nel portico a rilassarsi e bere una birra, accarezzando
il pelo arruffato del cane che aveva salvato.
Certe cose bisogna farle personalmente disse con un sorriso.
Zeitoun sapeva che Todd era un buon affittuario, ma quell'aspetto
di lui non lo conosceva. Chiacchierarono per un po', e Todd gli raccont
dei salvataggi da lui realizzati. Aveva gi recuperato decine di
persone, portandole negli ospedali e nelle infermerie improvvisate.
Con un motoscafo era molto pi facile. Agli occhi di Zeitoun, Todd
era sempre stato un cane sciolto, uno che amava divertirsi e vivere
svincolato da regole e responsabilit. Fumava, beveva, aveva orari
irregolari. Eppure eccolo l, con gli occhi che brillavano, a parlare
della gente che aveva portato in salvo, di come ogni volta che arrivava
a una casa o a un cavalcavia veniva accolto da applausi e ringraziamenti.
Le circostanze potevano cambiare le persone, Zeitoun
lo sapeva, ed era felice di constatare che stava accadendo anche in
quel caso, e a Todd: un brav'uomo che diventava migliore.
Quella sera Nasser torn con Zeitoun alla casa in Dart Street. Presero
dal congelatore gli ultimi pezzi d'agnello rimasti e li grigliarono sul
tetto, parlando di ci che avevano visto e sentito. Ma Nasser era sfinito,
e presto croll. Entr nella tenda e si addorment in un attimo.
Anche quella sera, Zeitoun era inquieto. Provava ancora rabbia
per il pastore e la moglie. Niente lo infastidiva pi di una promessa
non mantenuta. Chi era quell'uomo, all'incrocio tra Napoleon e
St Charles Avenue, che si era detto pronto a inviare aiuto ai
signori Williams? Perch si era impegnato, se non intendeva andarci?
Zeitoun si sforz di non pensar male. Forse era stato trattenuto
da un'altra emergenza. Forse si era smarrito per strada. Inutile.
Nessuna scusa era sufficiente. Quell'uomo era venuto meno
a un accordo molto semplice. Aveva promesso aiuto e non aveva
mantenuto la promessa.
Non riuscendo a addormentarsi, Zeitoun entr in casa e si sedette
sul pavimento della stanza di Nademah. Il suo odore, l'odore
delle sue bambine, si era attenuato, e al suo posto era subentrato
quello della pioggia e delle prime tracce di muffa. Sentiva gi la
loro mancanza. Non gli veniva in mente pi di una manciata di
volte in cui fossero stati lontani per cos tanto tempo. Il copione
era sempre lo stesso: il primo giorno che trascorreva da solo scopriva
una gradita sensazione di pace e silenzio, ma lentamente si
faceva strada la nostalgia. Sentiva la mancanza delle loro voci, dei
loro occhi scuri e vispi, del rimbombo dei loro passi su e gi per
le scale, degli strilli, dei canti ininterrotti.
Apr uno degli album fotografici che aveva salvato, e si distese sul
letto di Nademah, sentendo l'odore del suo shampoo alla fragola
sulla federa del cuscino. Trov una foto del primo anno che aveva
trascorso in mare, a bordo di una nave capitanata da Ahmad.
Si meravigli dei propri capelli: quanti ne aveva, e quant'era vanitoso.
All'epoca pesava quindici chili in meno, e sorrideva sempre,
gustandosi appieno il piacere della giovinezza. Suo fratello
Ahmad l'aveva salvato, aprendogli un'infinit di mondi.
Ahmad se n'era andato di casa un anno dopo la morte del padre,
trasferendosi in Turchia per studiare medicina. O almeno cos
aveva fatto credere a casa. Bench Mahmoud avesse proibito ai figli
di fare vita di mare, Ahmad non desiderava altro. E cos aveva
preso un autobus per Istanbul, raccontando alla madre che voleva
diventare medico. E per un po' aveva effettivamente studiato medicina,
salvo poi abbandonare gli studi di l a poco per arruolarsi nella
scuola ufficiali di un'accademia navale. Quando sua madre aveva
scoperto che voleva diventare capitano di marina era rimasta
sorpresa, ma non si era opposta. Due anni dopo, Ahmad si era diplomato
e faceva avanti e indietro per il Mediterraneo e il Mar Nero.
Zeitoun trov una foto di Ahmad. Aveva pi foto di suo fratello che di se stesso. Era quasi comica la quantit di fotografie che
Ahmad si era fatto scattare, e che poi aveva conservato e distribuito
ai familiari, documentando ogni porto, ogni nave. In quella,
lui e il suo equipaggio stavano arrostendo qualcosa, un qualche
animale. Zeitoun osserv meglio. Sembrava un cane. "Possibile?"
No. Zeitoun sper che non lo fosse. La scritta in sovrimpressione
diceva PASQUA 1978. In un'altra foto, Ahmad si trovava nel centro
di New Orleans. Vedendola, e vedendo tante altre foto di Ahmad
ritratto sullo sfondo di qualche citt o monumento, Zeitoun pensava
sempre alle persone a cui Ahmad aveva chiesto di scattarle.
Durante i suoi viaggi doveva averne conosciute a migliaia, e
quasi sempre allo scopo di trovare qualcuno che lo aiutasse a documentare
il fatto che "Ahmad Zeitoun, siriano di Jableh,  stato
qui". Qui a Tokyo. Qui in America. Qui in India.
Mentre Ahmad visitava i quattro angoli del pianeta in rapida successione,
Zeitoun continuava a vivere a Jableh, e aveva voglia di
andarsene. Ormai la casa era quasi vuota, e Zeitoun non ce la faceva
pi. Di giorno lavorava nel negozio di materiali edili del fratello
Lufti, dove ascoltava i racconti delle tante avventure di
Ahmad, i suoi viaggi in Cina, Australia, Sudafrica, Olanda. Zeitoun
sapeva che suo padre, da vivo, non avrebbe approvato, ma adesso
lui non c'era pi, e anche Mohammed se n'era andato. Non voleva
trascorrere il resto dei suoi giorni a Jableh.
Sua madre conosceva il suo stato d'animo. Lo aveva sentito
camminare freneticamente su e gi per la stanza al primo piano,
aveva visto la luce di desiderio nei suoi occhi quando parlava
al telefono con Ahmad. E cos, di sua iniziativa, un giorno aveva
chiamato Ahmad per chiedergli di portare con s il fratello
minore. Era ora, gli disse, che Abdulrahman se ne andasse da
Jableh e abbandonasse, anche solo per un periodo, quella casa
cos malinconica.
Ahmad aveva chiamato suo fratello minore dicendogli che di
l a qualche settimana si sarebbe imbarcato. Zeitoun era rimasto a
bocca aperta. Aveva addirittura baciato il telefono. Poi aveva baciato
la madre e le sorelle. Giunto il momento, aveva messo le sue
cose in una sacca e aveva raggiunto Ahmad in Grecia.
Durante il suo primo viaggio aveva lavorato come marinaio di coperta,
e nell'equipaggio era il membro pi giovane. Gli altri marinai
provenivano dai Paesi pi svariati - Sudafrica, Turchia, Nigeria
- e l'avevano accolto calorosamente. Zeitoun aveva avuto la
sensazione che Ahmad lo trattasse con pi severit degli altri, per
fugare qualsiasi sospetto di nepotismo, ma non ne soffriva. Lavava,
tinteggiava e trasportava oggetti pesanti. Faceva i lavori che
nessuno voleva fare.
Avevano navigato dal Pireo a Naxos e ritorno, e a Zeitoun l'esperienza
era piaciuta moltissimo. Si era lasciato crescere i capelli, trascorreva
i momenti liberi sul ponte, osservando ogni cosa, fissando
l'acqua che andava incontro alla nave e scompariva sotto la
chiglia. Anche se i turni erano massacranti, quattro ore di lavoro
e quattro ore di pausa per tutto il giorno e tutta la notte, lui non si
lamentava. Non aveva bisogno di dormire, non ancora.
Fino a quel momento non si era mai reso conto di quanto per
lui fosse necessario quel genere di libert. Si sentiva due volte pi
forte, tre volte pi alto. E finalmente aveva scoperto il segreto di
Ahmad, perch avesse voluto diventare marinaio, perch, per diventare
capitano di marina, avesse rischiato cos tanto. Incrociandosi
sul ponte diretti ai rispettivi alloggi, Zeitoun e Ahmad si scambiavano
sguardi d'intesa, timidi sorrisi. Solo ora Zeitoun aveva
capito il significato della parola libert, scoprendo che per lui era
tutto. Ahmad aveva capito che suo fratello non sarebbe tornato
a Jableh tanto presto.
Tra i venti e i trent'anni, le loro vite avevano continuato a svolgersi
in mare, insieme e separatamente. Avevano lavorato su navi
mercantili, navi passeggeri, navi miste, portando grano del Nebraska
a Tokyo, banane brasiliane a Londra, rottami di ferro americani
in India. Avevano portato cemento romeno in Nigeria, e
in Nigeria puntualmente saliva qualche clandestino; ogni volta
che ripartivano da Lagos, potevano essere certi di trovare a
bordo due o tre uomini nascosti, e ogni volta l'accordo era lo stesso:
la permanenza a bordo bisogna guadagnarsela, e al primo porto
sono affari vostri.
Gli ingaggi sui mercantili erano i pi ambiti: di solito facevano
scalo per una settimana o due, il che lasciava all'equipaggio tutto
il tempo di scoprire la zona. Zeitoun aveva esplorato decine di
citt, scendendo sempre con le tasche piene di soldi e senza obblighi
verso nessuno. Noleggiava una macchina e divorava le cittadine
di mare, esplorava la costa, visitava famose moschee, conosceva
donne che lo imploravano di non ripartire.
Ma lui era un ragazzo serio, a volte forse anche troppo. Non era
un segreto che agli uomini di mare piacesse giocare a carte e bere.
Zeitoun non giocava d'azzardo, n aveva mai toccato una goccia
d'alcol, e cos, finiti i suoi turni, si rimetteva al lavoro per aiutare
chiunque ne avesse bisogno. E quando di lavoro non ce n'era,
mentre i suoi compagni si ubriacavano e si spennavano a vicenda,
lui si era inventato un tipo di svago diverso: andava nella piccola
piscina di bordo e si legava una corda intorno alla vita. Poi legava
l'altra estremit a una parete e si metteva a nuotare. Tre ore
alla volta, irrobustendo le braccia e la schiena, mettendosi alla prova.
Si metteva alla prova in continuazione, per scoprire che cosa il
suo corpo era in grado di fare.
Tra una cosa e l'altra, in mare c'era rimasto per dieci anni.
A bordo di una nave chiamata Star Castor aveva visto il Golfo Persico,
il Giappone, l'Australia e Baltimora. Sulla Capitan Elias aveva visitato
l'Olanda e la Norvegia. Aveva visto megattere, balene grigie,
banchi di delfini che guidavano le navi in porto. Aveva visto
l'aurora boreale, piogge di meteoriti sui flutti tumultuosi e neri,
cieli notturni cos tersi che le stelle sembravano a portata di mano,
appese alla volta celeste con fili trasparenti. Aveva lavorato sulla
Nitsa, sull'Andromeda, continuando a navigare fino al 1988, quando,
approdato a Houston, aveva deciso di esplorare la terraferma.
Quella scelta l'aveva portato a Baton Rouge, e Baton Rouge
gli aveva portato Kathy, e Kathy gli aveva portato Zachary e
Nademah e Safiya e Aisha.
Zeitoun preg sul pavimento di casa, poi torn a stendersi sul letto
di Nademah, chiedendosi dove fossero quella notte sua moglie e
i suoi figli, se avessero gi raggiunto Phoenix, ringraziando
Dio che erano salvi, che anche lui era salvo, e che presto si
sarebbero rivisti.


Sabato 3 settembre.

Zeitoun si alz al levare del sole, preg, quindi and a controllare
il congelatore. Non era rimasto granch, e quel poco che era rimasto
si stava scongelando. Ancora un giorno e si sarebbe guastato. Andava
mangiato subito. Tir fuori qualche hamburger per i cani, pensando
di cuocere il resto sulla griglia quella sera. Avrebbe invitato Todd
e Nasser e chiunque altro avesse incontrato. Avrebbero cucinato la
carne rimasta, organizzando sul tetto qualcosa di simile a una festa.
Prese la canoa e and a dar da mangiare ai cani.
Come andiamo oggi, ragazzi? chiese ai primi due.
Loro guairono, mangiarono e gli leccarono le gambe. Zeitoun
era divertito dalla riconoscenza e dalla sorpresa che manifestavano
ogni giorno.
Su, abbiate fede disse.
Attraversando l'asse malferma, raggiunse gli altri due cani, che
accolsero il suo ingresso dalla finestra uggiolando.
Come mai eravate tanto preoccupati? chiese loro. Vengo tutti
i giorni, e sempre alla stessa ora. Tranquilli.
Ahmaad, il marito di Yuko, aveva guidato per tutta la notte, fermandosi
una volta sola, e cos erano riusciti ad arrivare in Arizona
a mezzogiorno di sabato, tutti troppo frastornati e tesi per riuscire
a dormire. Il primo giorno a casa di Yuko e Ahmaad era stato
pieno di graditissime distrazioni. I cinque figli della coppia adoravano
quelli degli Zeitoun, e anche la zia Kathy, specialmente i
maschi. Lei era una di loro, le riusciva naturale, e la trattavano da
pari. Giocavano ai videogiochi e guardavano la TV, mentre Kathy
si sforzava di non pensare a come fosse ridotta casa sua, n a dove
si trovasse Zeitoun in quel momento.
Zeitoun non se la sentiva ancora di tornare all'ufficio in Dublin
Street - era probabile che quegli uomini armati fossero ancora nei
paraggi - e cos per quel giorno lui e Nasser si ritrovarono senza
un itinerario prestabilito. Decisero di fare un giro di ricognizione
nella loro zona, per vedere se era rimasto qualche vicino, se c'era
bisogno d'aiuto. Pagaiando verso sud in Octavia Street, Zeitoun
not che, con la forza di quattro braccia e in assenza di pioggia o
vento, andavano spediti. Sfrecciarono accanto a case, sopra macchine,
intorno a detriti.
Zeitoun aveva lavorato in molte delle case di quella via, e sapeva
che, una volta che le acque si fossero ritirate, ci sarebbe tornato.
Giorno dopo giorno, l'acqua stagnante penetrava nelle abitazioni
sempre pi profondamente, vanificando la speranza che
all'interno si potesse salvare qualcosa.
Fu Nasser il primo a vedere l'elicottero.
Di elicotteri ce n'erano ovunque, ma non stazionavano mai cos
in basso e a lungo, e raramente lo facevano nelle zone densamente
popolate. Zeitoun lo intravide tra gli alberi e i tetti ben prima
di riuscire a scorgere l'acqua sottostante. Lui e Nasser avanzarono
in quella direzione per capire cosa stesse succedendo. Avvicinandosi,
avvistarono nell'acqua una macchia scura, un tronco o
un qualche detrito. Continuando a pagaiare, cominciarono ad avvertire
lo spostamento d'aria delle eliche, le onde che si allargavano
verso l'esterno.
L'oggetto in acqua sembrava un pneumatico, lucido e tondeggiante.
Era un cadavere. Ne furono certi. Si era rigirato, e adesso si vedeva
la testa. Un uomo di corporatura media, in jeans e maglietta,
mezzo sommerso a pancia in gi.
Zeitoun alz lo sguardo verso l'elicottero. Stavano tentando di
recuperarlo? Osserv meglio. No. Un uomo stava puntando una
telecamera sul corpo. Continu cos per qualche minuto, dopodich
l'elicottero si alz, si inclin da un lato e vol via.
Zeitoun e Nasser rimasero a distanza. Zeitoun conosceva troppa
gente in quel quartiere. Se il corpo apparteneva a un vicino o a
un amico, non voleva vederlo ridotto cos.
Entrambi scossi, continuarono a remare in silenzio verso la casa di
Claiborne Avenue. Zeitoun non avrebbe mai immaginato che un
giorno avrebbe visto una cosa simile, un cadavere sospeso nell'acqua
sudicia, ad appena un chilometro da casa sua. Non riusciva a
trovare una categoria mentale in cui inserire ci che aveva visto.
Era un'immagine di un'altra epoca, di un mondo completamente
diverso. Gli riport alla mente certe foto di guerra, corpi lasciati a
marcire su campi di battaglia abbandonati. "Chi era quell'uomo?"
si chiese. "Avremmo potuto salvarlo?" Il suo unico pensiero era
che forse il cadavere aveva viaggiato a lungo, che quell'uomo fosse
stato trascinato l da una zona vicina al lago. Nessun altro pensiero
era accettabile. Non riusciva a contemplare la possibilit che
quell'uomo avesse avuto bisogno d'aiuto e non l'avesse ricevuto.
Quando leg la canoa al portico di Claiborne Avenue, il telefono
stava squillando. And a rispondere. Era suo fratello Ahmad.
Vorrei davvero che tu te ne andassi disse a Zeitoun.
Sto bene. La situazione  pi tranquilla ogni giorno che passa
rispose lui. Del cadavere non intendeva parlargli.
I miei figli sono preoccupati per te. Lutfi e Laila, il figlio e la
figlia di Ahmad, stavano seguendo la situazione sulla CNN dall'inizio
della tempesta. Avevano visto quelle immagini di devastazione
e disperazione, e non potevano credere che lo zio vivesse in mezzo
a tutto ci.
Digli che non devono preoccuparsi lo rassicur Zeitoun.
E salutali da parte mia.
Zeitoun era grato al fratello per il suo interessamento costante. I
fratelli Zeitoun erano tutti molto legati, ma nessuno si preoccupava
pi di Ahmad, n passava il tempo a raccogliere e aggiornare
indirizzi, numeri di telefono e fotografie. Forse lo faceva perch,
vivendo in Spagna, si sentiva un po' scollegato, ma per lui era comunque
un piacere sapere dove si trovassero e cosa facessero i suoi
fratelli e le sue sorelle. E a Abdulrahman riservava attenzioni particolari,
tanto che un giorno, qualche anno prima, a met giornata
l'aveva chiamato a New Orleans per fargli una curiosa proposta.
Oggi che fai? gli aveva chiesto.
Era sabato, e Zeitoun si stava preparando per andare al lago
con Kathy e i figli.
Hai presente l'angolo tra Bourbon e St Peter Street?
Certo aveva risposto Zeitoun.
Mi  venuta un'idea aveva proseguito Ahmad, spiegandogli
di aver trovato un sito Internet dal quale ci si poteva collegare a
una webcam che trasmetteva in diretta le immagini di quell'angolo di strada. Se Zeitoun fosse andato l, Ahmad, seduto davanti al
suo computer in Spagna, avrebbe potuto vederlo in tempo reale.
Ti va? aveva insistito Ahmad.
Ma certo, perch no?
Zeitoun aveva caricato i figli sul furgone, e percorsi i pochi chilometri
che lo separavano dal Quartiere francese aveva raggiunto
l'angolo tra St Peter e Bourbon Street. Una volta l, aveva cercato
la telecamera. Non l'aveva trovata, ma si era comunque fermato.
Anzi, per sicurezza lui e i ragazzi avevano sostato per un po' a
ogni angolo dell'incrocio. Una volta tornato a casa, aveva chiamato
Ahmad: era cos entusiasta che sembrava dovesse balzare fuori
dalla cornetta.
Vi ho visti! aveva esclamato. Tutti insieme! Accanto al chiosco
degli hot dog!
Li aveva osservati per cinque minuti, senza smettere di sorridere.
Aveva perfino salvato la schermata del computer per spedirgliela
via mail.
Vedendola, Zeitoun si era messo a ridere, sbalordito. Eccolo l,
con i suoi quattro figli. Nademah accanto al lampione, Zachary
con in braccio Aisha, e Zeitoun con in braccio Safiya. Era proprio
vero che Ahmad, appassionato di tecnologia e fratello molto protettivo,
vegliava sempre sugli Zeitoun.
Quella sera, sul tetto, Zeitoun, Todd e Nasser cucinarono la carne
rimasta, accennando al fatto che, da quando era arrivata la tempesta,
quella era la prima volta che prendevano parte a un qualche
ritrovo sociale. La conversazione fu un po' impacciata, e venata
di umorismo lugubre. Parlarono della FEMA, la protezione
civile, del Superdome e del Convention Center. Di tanto in tanto
erano riusciti ad ascoltare i resoconti della radio e di altre
persone rimaste in citt, e al pensiero di non essersi dovuti rifugiare in
quei posti erano tutti sollevati; sapevano fin dairinizio che sarebbero
stati un disastro. Nessuno di loro avrebbe mai potuto vivere
cos, in gabbia.
Si chiesero che aspetto avrebbe avuto la citt una volta che l'acqua
se ne fosse andata. Ci sarebbero stati alberi e rifiuti ovunque,
un suolo simile al fondo di un lago prosciugato. Le strade sarebbero
state impraticabili per macchine e biciclette, cos come per
quasi tutti i veicoli.
A cavallo, bisogner andare scherz Zeitoun. Ci procureremo
dei cavalli. Semplice.
Risero tutti.
Quando il cielo cominci a scurirsi, Zeitoun intravide tra gli alberi
una luce arancione, a circa un chilometro da casa sua. Tutti e
tre si misero a fissarla. La luce si stava ingrandendo, con fiamme
sempre pi alte. Zeitoun era sicuro che avessero gi avvolto almeno
due o tre edifici. Poi guard meglio, e si rese conto che l'incendio
era vicinissimo...
Il mio ufficio! esclam.
Laggi c'erano vernici, centinaia di litri. Solventi, legname. Una
quantit di sostanze tossiche e infiammabili.
Dobbiamo andare disse.
Calandosi lungo il fianco della casa, Zeitoun e Todd salirono
sul motoscafo. Partirono verso l'incendio a tutta velocit, fino a
quando videro le fiamme bianche e arancioni gonfiarsi tra gli edifici
e le cime degli alberi. Avvicinatisi, videro che l'incendio aveva
investito un intero isolato. C'erano cinque case in fiamme, e il
fuoco aveva gi cominciato a lambirne una sesta. Non avevano
mezzi per contenerlo, n la minima idea di come si spegnesse un
incendio chimico.
L'ufficio di Zeitoun era intatto, ma si trovava a non pi di sei metri
dal fuoco. Saggiarono il vento. Era ancora notte, e l'umidit
era pesante. Non c'era modo di prevedere che direzione avrebbe
preso il fuoco, ma era evidente che nulla avrebbe potuto fermarlo.
A quattro isolati di distanza c'era una caserma dei pompieri,
che per era deserta e allagata. Di pompieri, nei paraggi, non se
ne vedevano. E con le linee telefoniche interrotte, il 911 fuori servizio,
avvertire qualcuno era praticamente impossibile. Potevano
soltanto stare a guardare.
Zeitoun e Todd rimasero seduti sul motoscafo, investiti a ondate
dal calore del fuoco. C'era un odore muschiato, acre, e le fiamme
stavano inghiottendo le case a una velocit sorprendente. Una di
queste era una vecchia dimora vittoriana che Zeitoun aveva sempre
ammirato molto, e poco pi avanti c'era una casa che aveva
meditato di acquistare, quando qualche anno prima era stata messa
in vendita. Entrambe vennero divorate nel giro di un minuto,
con i pezzi che venivano risucchiati nell'acqua scura, senza che
nulla venisse risparmiato.
Il vento si stava alzando, e le raffiche soffiavano in direzione
opposta a quella dell'ufficio di Zeitoun. Se avessero tirato in senso
contrario, anche il suo edificio sarebbe stato spacciato. Ringrazi
Dio per quel piccolo atto di clemenza.
Osservando la scena, intravidero altri spettatori, volti arancioni
e ammutoliti. Fatta eccezione per il crepitio del fuoco e il rumore
di qualche parete che ogni tanto crollava, la notte era silenziosa.
146
Non c'erano sirene, n forze dell'ordine. Solo un isolato di case
che bruciava e sprofondava nel mare color ossidiana che aveva
inghiottito la citt.
Tornando in Dart Street, Zeitoun e Todd tacquero. Le stelle non si
vedevano. Todd manovrava il motoscafo come se fosse il comandante
di un grande yacht. Fece scendere Zeitoun a casa sua, e
si diedero la buonanotte. Nella tenda sul tetto, Nasser si era gi
addormentato.
Zeitoun si ferm a guardare l'ondeggiare della marea di fuoco.
Prima l'inondazione, e ora gli incendi: difficile non ripensare ai
passaggi del Corano in cui si narrava di No e del diluvio, segno
dell'ira divina. Eppure, malgrado la devastazione che aveva colpito
New Orleans, la notte conservava una sorta di compostezza.
Zeitoun si trovava al sicuro sul proprio tetto, la citt era silenziosa
e immobile, le stelle sempre al loro posto.
Una volta, qualcosa come vent'anni prima, Zeitoun si trovava
a bordo di una nave cisterna in rotta attraverso le Filippine. Era
tardi, mezzanotte passata, e stava tenendo compagnia al capitano
sul ponte.
Per mantenersi sveglio e vigile, il capitano, un greco di mezz'et,
si divertiva ad affrontare discorsi provocatori. Sapeva che Zeitoun
era musulmano, oltre che uomo d'indole riflessiva, e cos si era
messo a parlare dell'esistenza di Dio, dapprima esprimendo l'assoluta
convinzione che Dio non esistesse, e che nessuna divinit
vegliasse dall'alto sulle vite degli esseri umani.
Zeitoun si trovava sul ponte con lui da un'oretta, e lo osservava
pilotare la nave attraverso quell'infinit di isole, evitando scogli e
secche, le altre navi e gli innumerevoli pericoli nascosti. L'arcipelago
delle Filippine, con le sue oltre settemila isole a fronte di soli
cinquecento fari, era noto per la frequenza di incidenti marittimi.
Che cosa succederebbe aveva chiesto Zeitoun al capitano se
io e lei scendessimo sottocoperta e ce ne andassimo nelle nostre
cabine a dormire?
Lanciandogli un'occhiata perplessa, il capitano aveva risposto
che la nave sarebbe senz'altro entrata in collisione con qualcosa,
incagliandosi o andando a sbattere contro un banco di scogli. In
ogni caso, sarebbe stato un disastro.
Per cui, senza un capitano, la nave non pu navigare.
Esatto aveva detto il capitano. Dove vuoi arrivare?
Zeitoun aveva sorriso. Guardi il cielo. Le stelle, la luna. Come
fanno le stelle a rimanere al loro posto? Come fa la luna a ruotare
intorno alla terra, e la terra intorno al sole? Chi  che governa tutto
questo?
Il capitano aveva sorriso. Zeitoun gli aveva teso una trappola.
Se non ci fosse qualcuno a guidarci aveva concluso lui, non
pensa che le stelle e la luna ci cadrebbero addosso, che l'oceano
sommergerebbe la terra? Ogni nave, qualsiasi veicolo trasporti degli
esseri umani ha bisogno di qualcuno che lo guidi, dico bene?
Il capitano era rimasto affascinato dalla bellezza della metafora,
e con il silenzio aveva lasciato intuire la sua resa.
Sul tetto di casa, Zeitoun entr nella tenda cercando di non svegliare
Nasser. Voltando la schiena al fuoco, dorm un sonno agitato,
pensando a incendi e inondazioni e alla potenza di Dio.


Domenica 4 settembre.

Al mattino, Zeitoun si svegli di buon'ora, mont a bordo della canoa
e and a dar da mangiare ai cani della casa di fronte. Si arrampic
sull'albero, entr dalla finestra e diede loro l'ultima carne rimasta.
Vi piace alla griglia? chiese.
Gli piaceva eccome.
A domani li salut, ripromettendosi di farsi dare un po' di
cibo per cani da Todd.
Pass a prendere Nasser, lo lasci nella casa di Claiborne Avenue
e prosegu da solo. Non sapeva con esattezza dove sarebbe andato
quel giorno, e cos decise di provare un tragitto nuovo, tornando
a Dart Street, svoltando a est in Earhart Boulevard e quindi dirigendosi
verso Jefferson Davis Parkway.
La giornata era pi silenziosa di quelle che l'avevano preceduta.
Non c'erano elicotteri, n imbarcazioni militari. Zeitoun vedeva
meno gente attraversare l'acqua, divenuta nel frattempo grigioverde
e piena ovunque di macchie oleose. L'odore peggiorava di giorno
in giorno, un orribile misto di pesce, fango e sostanze chimiche.
Avvicinandosi al punto in cui convergevano Earhart Boulevard,
Jefferson Davis Parkway e Washington Avenue, il terreno si rialzava
leggermente, e Zeitoun vide erba asciutta, un vasto incrocio con
un ampio fazzoletto di terra verde e marrone al centro. E in mezzo
all'erba una vista sorprendente, specie ripensando a ci che si
erano detti lui e i suoi ospiti la sera prima. C'erano tre cavalli che
masticavano tranquilli. Liberi, senza selle, n briglie, n persone
nei paraggi. Una scena insieme idilliaca e allucinante. Remando si
avvicin. Uno dei cavalli alz la testa e si accorse della sua presenza.
Era un animale splendido, bianco e perfettamente curato. Stabilito
che Zeitoun non costituiva un pericolo, torn al suo pasto.
Gli altri due, uno nero e uno grigio, avevano continuato a mangiare.
Zeitoun non riusciva a immaginare come fossero arrivati fin
l, ma avevano l'aria beata di chi si crogiola nella propria libert.
Stette a osservarli per qualche minuto, dopodich prosegu il
suo viaggio.
Scese lungo Jefferson Davis Parkway, superando il cavalcavia della
I-10 e proseguendo fino alla zona residenziale. Giunto nei pressi
dell'incrocio con Banks Street, ud una voce femminile.
Ehil.
Alzando lo sguardo, vide una donna sul balcone al primo piano
di una casa. Rallent e le si fece incontro.
Me lo dai uno strappo? gli chiese la donna.
Indossava una camicetta blu di stoffa lucida. Con piacere rispose
Zeitoun, portando la canoa verso i gradini d'ingresso della casa.
Mentre la donna scendeva, Zeitoun not che indossava minigonna
e tacchi a spillo; aveva il volto pesantemente truccato e una borsetta
tempestata di lustrini. Infine, Zeitoun cap ci che per molti sarebbe
stato immediatamente ovvio: era una prostituta. Il pensiero di
girare per la citt con una prostituta a bordo della canoa lo lasciava
un po' perplesso, ma ormai era troppo tardi per tirarsi indietro.
Un attimo prima che salisse sulla canoa, Zeitoun la ferm.
Le spiace togliersi le scarpe? disse.
Temeva che i tacchi a spillo bucassero il sottile strato di alluminio
dello scafo. Lei obbed. Doveva andare a Canal Street, gli disse.
Poteva portarla fin l? Certo rispose Zeitoun.
La donna si sedette davanti a lui, appoggiando le mani sui bordi
della canoa. Sentendosi un gondoliere, Zeitoun prese a pagaiare
con metodo e senza dire una parola. Si domandava se, trascorsi
cos pochi giorni dall'uragano, la domanda per i servizi offerti
dalla donna fosse gi ripresa. Che la casa da cui l'aveva recuperata
fosse il suo posto di lavoro?
Dove deve andare? le chiese, incapace di contenere la curiosit.
A lavorare rispose lei.
All'angolo tra Jefferson Davis Parkway e Canal Street, la donna
gli indic una chiesa, la First United Methodist Church.
Lasciami pure qui disse.
Zeitoun si avvicin al piccolo edificio di mattoni rosa, nel punto
in cui l'acqua sfiorava i gradini pi alti della chiesa, e la donna
smont dalla canoa.
Grazie, tesoro gli disse.
Zeitoun annu e riprese a remare.
Tornando nei pressi del cavalcavia su Claiborne Avenue, gi da
una certa distanza Zeitoun not che le persone che qualche giorno
prima aveva visto attendere i soccorsi erano state portate via.
Rimanevano solo le macchine, nonch vari cumuli di spazzatura
e rifiuti umani. Avvicinandosi, qualcosa attir il suo sguardo: una
macchia di pelo. Un attimo dopo si accorse che era un cane, steso
su un fianco. L'ultima volta che era passato di l, si ricord, ne aveva
visti cinque o sei, quasi tutti cuccioli, che si riparavano all'ombra
delle macchine. Mentre la canoa sfiorava un pilastro del cavalcavia,
si accorse che di animali ce n'erano dieci, o forse di pi:
quelli che aveva visto pi altri, stesi sulla strada in varie posizioni.
Leg la canoa al pilastro e sal. Ci che vide gli tolse il fiato. Erano
tutti morti. Uccisi con un colpo d'arma da fuoco alla testa. Alcuni
avevano ricevuto vari colpi, alla testa, al busto, nelle zampe.
Turbato, torn in Claiborne Avenue remando rapidamente. Chiam
Kathy. Aveva bisogno di sentire la sua voce.
Ho visto una cosa terribile esord, per poi raccontarle dei cani.
Non riusciva a capire.
Oddio, mi dispiace disse Kathy.
Chi  che pu fare una cosa del genere?
Non lo so, amore.
Perch ucciderli tutti?
Insieme, cercarono di trovare un senso. Anche nell'ipotesi che
qualcuno avesse deciso di praticare sugli animali una sorta di eutanasia,
la cosa non quadrava. In citt c'erano cos tante barche. Caricarli
e poi liberarli da qualche parte sarebbe stato facile. Ma forse
era avvenuto un qualche cambiamento irreversibile. Il fatto che
un'opzione del genere fosse considerata praticabile, o addirittura
compassionevole, era il segno che ogni residuo di buonsenso aveva
abbandonato la citt.
I ragazzi come stanno? chiese Zeitoun.
Bene rispose Kathy. Gli manchi.
Domani li porti a scuola?
Ci provo.
Zeitoun cerc di mostrarsi comprensivo, pur sentendosi frustrato.
I suoi figli dovevano andare a scuola. Ma non era in vena
di discutere.
Parlarono dei suoi progetti per il pomeriggio. Col passare dei
giorni, era come se in citt le cose da vedere diminuissero e aumentassero
al tempo stesso. C'erano meno persone, anche nelle zone
pi centrali, eppure i cavalli, la prostituta, i cani... lo scenario diventava
sempre pi apocalittico e surreale. Forse quel giorno si sarebbe
preso una pausa, per rimettere in ordine i pensieri.
Faresti bene disse Kathy. Sapendolo a casa, si sentiva pi sicura.
Resta a casa, oggi.
Zeitoun decise che l'avrebbe fatto.
O almeno ci prov. Si stese sul letto di Nademah e tent di rilassarsi.
Ma non riusciva a smettere di pensare ai cani. Chi poteva essere
capace di sparare a un cane? Tutti quegli animali, bisognosi,
fiduciosi. Zeitoun cerc, come suo solito, di concedere a chiunque
l'avesse fatto il beneficio del dubbio. Ma se erano andati da quei
cani armati di pistole e proiettili, non sarebbe stato altrettanto facile
portar loro da mangiare?
Si alz dal letto e cerc il Corano. Aveva in mente un passaggio,
Al-haqqa, "L'Inevitabile". Prese il libro dalla mensola di Nademah
e trov la pagina. Era proprio come lo ricordava.
In nome di Allah,
il Compassionevole, il Misericordioso:
L'Inevitabile!
Cos' l'inevitabile?
Chi mai ti dir
che cos' l'inevitabile?
I Thamud e gli 'd
tacciarono di menzogna il cataclisma,
ma i Thamd furono sterminati
da un Grido tremendo,
mentre gli 'd
furono distrutti
da un vento mugghiante, furioso,
che Allah scaten contro di loro
per sette notti e otto giorni consecutivi.
Allora avresti visto quella gente riversa in terra
come tronchi cavi di palma.
Ne vedi forse uno sopravvissuto?
Anche Faraone e coloro che lo precedettero
e le [citt] stravolte
commisero peccati.
Disobbedirono al Messaggero
del loro Signore
ed Egli li afferr con estrema energia.
Quando l'acqua dilag
vi caricammo sull'Arca,
affinch essa diventasse un monito
ricordato da ogni orecchio che ricorda.
Zeitoun usc dalla finestra e sal sul tetto. Il cielo era torbido, il
vento freddo. Si sedette e osserv l'orizzonte della citt.
Lo sfior il pensiero che forse le persone che avevano ucciso
i cani non appartenevano alle forze dell'ordine. Forse aveva ragione
Kathy, e in citt c'erano bande armate che vagavano liberamente,
sparando a loro piacimento.
Cerc di pensare a come avrebbe potuto difendersi. Che cosa
avrebbero fatto se fossero venuti l, da lui? Finora nel quartiere
non aveva visto rapine. Ma se fossero arrivati?
Mentre calava la sera, Zeitoun pens che avrebbe preferito non
stare solo. Valut la possibilit di andare nell'altra casa e raccontare
a Todd e Nasser ci che aveva visto.
Rimase invece seduto sul tetto, cercando di scacciare il pensiero
dei cani sul cavalcavia. Forse era una sua debolezza. Quando c'erano
di mezzo gli animali, era pi forte di lui. Da bambino ne aveva
avuti molti. Catturava lucertole e granchi. Per alcuni giorni aveva
perfino tenuto un asinello smarrito nel cortile dietro casa, desiderando
che fosse suo, di potersene prendere cura. Suo padre l'aveva
rimproverato, come quella volta che con suo fratello Ahmad aveva
deciso di mettere su un allevamento di piccioni. L'idea in realt
era stata di Ahmad: l'ennesimo progetto strampalato in cui era
riuscito a coinvolgere il fratello minore.
Vuoi vedere una cosa? gli aveva detto Ahmad un giorno. Aveva
sedici anni, e Abdulrahman l'avrebbe seguito ovunque.
Dopo aver fatto giurare al fratellino di mantenere il segreto,
Ahmad l'aveva portato sul tetto e gli aveva mostrato una gabbia
che aveva costruito con pezzi di legno e rete metallica. All'interno
c'era un nido fatto di paglia e fogli di giornale, e dentro il
nido c'era un uccello. Qualcosa, aveva pensato Abdulrahman, a
met tra un piccione e una colomba. Ahmad meditava di tenerne
a decine sul tetto, nutrendoli e curandoli, per poi tentare di
insegnargli a recapitare messaggi. Ahmad aveva chiesto al fratello se volesse aiutarlo. Abdulrahman voleva eccome, e cos avevano
deciso di occuparsi degli uccelli insieme. Essendo pi piccolo,
Abdulrahman avrebbe pulito le gabbie quando necessario,
mentre Ahmad, pi grande ed esperto, avrebbe cercato altri uccelli,
nutrito quelli che gi c'erano e addestrato lo stormo al momento
giusto.
Trascorrevano ore a guardare gli uccelli che andavano e venivano,
a dar loro da mangiare dal palmo delle mani, a entusiasmarsi
per come gli si posavano fiduciosi sulle braccia e sulle spalle.
Nel giro di poco tempo, sul loro tetto vivevano una trentina di
uccelli. Ahmad e Abdulrahman avevano continuato a costruire
nuove gabbie, finch un giorno non avevano assemblato una struttura
pi complessa, non molto diversa da quelle in pietra e mattoni
cotti al sole del loro quartiere, case affastellate una sull'altra
che sembravano affiorare dal mare ed estendersi nell'entroterra,
incastrate come tessere di un rudimentale mosaico.
Tutto era andato bene fino a quando il padre non aveva scoperto
il loro hobby. Per lui, allevare uccelli era una perdita di tempo,
un passatempo terribile e poco igienico. Da quando era morto
Mohammed, Mahmoud si era fatto insofferente, irritabile, e cos i
figli avevano cominciato a cercarsi svaghi fuori da quella casa in
lutto. Il loro hobby, aveva insistito Mahmoud, rubava tempo ai
compiti di scuola, e se per dedicarsi ai piccioni avessero trascurato
l'istruzione lui si sarebbe ritrovato a carico non soltanto gli uccelli,
ma anche due figli ignoranti.
Gli aveva ordinato di liberare gli uccelli e smantellare le gabbie.
I figli, avviliti, erano andati a lamentarsi dalla madre. Lei per aveva
risposto che la decisione spettava al padre, il quale era stato irremovibile.
Abdulrahman e Ahmad si erano rifiutati di farlo, e cos
un giorno, mentre i ragazzi stavano uscendo per andare a scuola,
Mahmoud aveva detto che se ne sarebbe occupato personalmente
in loro assenza.
Quel pomeriggio, tornando a casa, i due si erano precipitati sul
tetto per vedere che cosa avesse fatto. Gli uccelli c'erano ancora, e le
gabbie erano intatte. Stupiti, erano corsi gi in cucina, dove avevano
trovato la madre raggiante. La donna gli aveva detto che, quando
Mahmoud era salito sul tetto, gli uccelli lo avevano circondato, posandosi
sulle sue spalle e sulle sue braccia. Mahmoud era rimasto cos
affascinato che non se l'era sentita di cacciarli. E cos li aveva tenuti.
Mahmoud era morto qualche anno dopo. Di una malattia cardiaca,
anche se a Jableh tutti dicevano che era morto di crepacuore. Non
si era pi ripreso dalla morte di Mohammed, il suo straordinario
figlio, l'orgoglio della famiglia e della Siria intera.
Zeitoun immagin che Nasser avesse deciso di rimanere nell'altra
casa. Se avesse voluto stare l con lui, avrebbe potuto. Aveva un
motoscafo. E cos si sistem nella tenda e si addorment da solo.


Luned 5 settembre.

Zeitoun si alz presto, recit le preghiere e port da mangiare
ai cani. Si era fatto dare una confezione di cibo per cani da Todd.
Oggi niente bistecca, ragazzi disse. Le ho finite.
Loro non batterono ciglio, e divorarono quel che c'era. Avevano
l'aria di essersi ripresi, superando lo stato di shock in cui Zeitoun
li aveva trovati qualche giorno prima.
Visto che vengo tutti i giorni? disse lui. Sono di parola.
Scese dal tetto e se ne and in canoa.
Arrivato alla casa di Claiborne Avenue, trov Todd e Nasser che
facevano colazione sotto il portico. Entr e chiam Kathy.
Ci mancavano i poliziotti suicidi disse lei.
Due agenti, sconvolti dalla tempesta e dalle sue conseguenze, si
erano tolti la vita. Il sergente Paul Accardo, uno dei principali portavoce
del dipartimento, era stato ritrovato a Luling a bordo della
sua volante; si era sparato. L'agente Lawrence Celestine si era ucciso
venerd davanti a un collega.
Zeitoun rimase sconvolto. Era sempre stato in buoni rapporti
con la polizia cittadina. Conosceva bene il volto del sergente
Accardo; lo si vedeva spesso alla televisione, e aveva l'aria di essere
una persona calma e ragionevole.
Kathy parl delle bande criminali, delle sostanze tossiche, delle
malattie che cominciavano a diffondersi. Per l'ennesima volta,
tent di convincere il marito ad andarsene.
Ci sentiamo pi tardi disse lui.
Rob, il marito di Walt, chiam Kathy per sapere come stavano gli
Zeitoun, dove fossero e se avessero bisogno di qualcosa. Quando
Kathy gli disse che Zeitoun era rimasto a New Orleans, Rob non
ci poteva credere.
E cosa sta facendo? le chiese.
Oh,  l con la sua canoa spieg lei, tentando di adottare un
tono spensierato. Se ne va in giro per la citt.
Deve andarsene subito disse Rob.
Lo so rispose Kathy. Glielo ripeto tutti i giorni.
Rob le disse che lui e Walt, fuggendo dalla tempesta, avevano lasciato
a casa la gatta. Prima di partire l'avevano cercata, ma era abituata
a vivere all'aperto, a scorrazzare liberamente, e non l'avevano
trovata n in casa n nei dintorni. Se Zeitoun fosse capitato nel loro
quartiere, forse poteva provare a cercarla. Tra parentesi, nel loro garage
c'era un gruppo elettrogeno. Se gli serviva poteva prenderlo.
Kathy chiam la casa in Claibome Avenue. Zeitoun era ancora l, anche
se stava per andarsene. Kathy gli rifer la richiesta di Rob. Casa
loro si trovava a cinque chilometri di distanza, e per raggiungerla
avrebbe dovuto superare una grossa arteria stradale, ma Zeitoun
fu ben felice di avere un compito preciso. Kathy accenn alla presenza
del gruppo elettrogeno, ma Zeitoun non voleva aver roba a
bordo. Innanzitutto, non era sicuro che sarebbe riuscito a caricare
il generatore sulla canoa, e poi preferiva non trasportare oggetti
di valore. Sapeva che la polizia stava dando la caccia agli sciacalli.
Lui e Nasser s'imbarcarono verso casa di Walt e Rob. Era una giornata
calda e lattiginosa. Decisero di fare prima un salto a casa di
Nasser, e cos presero Fontainebleau Drive in direzione di Napoleon
Avenue. Casa di Nasser si trovava all'incrocio tra Napoleon
Avenue e Galvez Street, e lui voleva capire se c'era qualcosa che
si poteva portare in salvo.
Una volta arrivati, videro che l'acqua aveva raggiunto la grondaia.
Entrare era impossibile, e comunque nulla, all'interno, sarebbe
stato in condizione di essere salvato. Nasser si era preparato a
quell'evenienza, e trov esattamente ci che si aspettava.
Andiamo, va' disse.
Percorrendo Jefferson Davis Parkway, arrivarono a casa di Walt
e Rob. L l'acqua era molto pi bassa, solo quaranta o cinquanta
centimetri. Zeitoun scese dalla canoa e si avvicin alla porta. La
casa non avrebbe avuto particolari problemi, ma della gatta non
c'era traccia. Pens di scavalcare la recinzione ed entrare nel giardino
sul retro, ma sapeva che era esattamente quello il genere di
attivit sospetta su cui vigilavano polizia e vicini. Girarono la canoa
e se ne andarono. Tornando a casa, passarono accanto all'ufficio
postale all'incrocio tra Jefferson Parkway e Lafitte, il punto
da cui partivano gli elicotteri di salvataggio. In quel momento di
elicotteri non ce n'erano, ma il parcheggio brulicava di volontari.
Vuoi andartene? chiese Zeitoun a Nasser.
Oggi no rispose lui.
Quella sera, Zeitoun e Nasser pregarono insieme sul tetto della
casa di Dart Street e cucinarono sulla griglia della carne macinata.
La notte fu umida e silenziosa, interrotta di tanto in tanto da un
rumore di vetri rotti, o dal borbottio di un elicottero a bassa quota.
Ma in generale la citt sembrava aver raggiunto un nuovo equilibrio.
Zeitoun si addorment pieno di nostalgia per Kathy e i figli,
chiedendosi se fosse giunto il momento di andarsene.


Marted 6 settembre.

Al mattino, dopo le preghiere, Zeitoun and dai cani della casa
di fronte e diede loro un altro po' del cibo che Todd aveva preso
per il cane che aveva salvato. Remando verso casa per andare
a prendere Nasser, lo vide con in spalla la sua sacca di tela nera.
Zeitoun la indic con un cenno della testa. Pronto ad andartene?
Nasser rispose di s. Era pronto per essere evacuato. Anche se
l'idea di vederlo andar via lo intristiva, Zeitoun era felice di sapere
che il suo amico sarebbe andato in un luogo sicuro, e soprattutto
che non avrebbe pi dovuto dividere la tenda con nessuno.
Nasser sal sulla canoa e partirono.
Arrivarono al parcheggio dell'ufficio postale. Insieme c'erano passati
davanti cinque o sei volte, e ogni volta Zeitoun aveva chiesto
a Nasser se volesse andarsene, ma fino a quel giorno lui non si era
mai sentito pronto.
Ecco il tuo passaggio gli disse Zeitoun, indicando un elicottero
arancione fermo a terra in lontananza.
Avvicinandosi, si resero conto che c'era qualcosa di strano. L'elicottero
era adagiato su un fianco.
Oh, no disse Nasser.
Il rotore era rotto, l'erba tutt'intorno annerita.
Si  schiantato, disse Zeitoun, quasi intimidito.
Si  schiantato ripet Nasser a voce bassa.
Avvicinarono la canoa. Nei paraggi non c'era nessuno, n alcun
segno che qualcuno si fosse fatto male. Niente fumo, niente
squadre di soccorso. L'incidente doveva essere avvenuto il giorno
prima. Ora non rimaneva altro che un mucchio di lamiere arancioni.
Per quel giorno, Nasser non sarebbe partito.
Tornarono alla casa di Claiborne Avenue un po' frastornati. Zeitoun
telefon a Kathy. Non sapeva se dirle o meno dell'elicottero. Di sicuro
l'avrebbe turbata, e cos decise di non farlo.
Hai portato i bambini a scuola?
Kathy rispose che ci stava provando, ma non era semplice.
Zeitoun sospir intensamente.
Sei come quello che aveva perso il cammello e cercava la corda
gli disse. Era uno dei modi di dire preferiti da Zeitoun, e Kathy
si divertiva a usarlo contro di lui, che se ne serviva spesso quando
riteneva che lei si concentrasse su dettagli irrilevanti, ignorando
il nocciolo di un problema.
Zeitoun non grad.
Dai, amore disse lei.
Per Kathy, la scuola non era una priorit. Dalla sera prima, e
per tutta la mattinata, non aveva fatto altro che pensare a come
convincere suo marito ad abbandonare la citt. Il sindaco Nagin
aveva ordinato l'evacuazione forzata di tutte le persone rimaste.
L'evacuazione forzata ripet a Zeitoun.
Le autorit temevano il diffondersi dell'Escherichia coli, il rischio
di febbre tifoide, colera, dissenteria. Le scarse condizioni igieniche
avrebbero messo a repentaglio la salute di tutti.
Ma io l'acqua mica la bevo disse lui.
E i rifiuti tossici? chiese Kathy. Lo sai quante schifezze ci sono
sottoterra. Gli ricord che alcune parti della citt erano state costruite
su discariche contenenti arsenico, piombo, mercurio, bario e
altre sostanze cancerogene. Metti che quella roba filtri nell'acqua.
Zeitoun non sapeva cosa rispondere.
Cercher di stare attento disse infine.
Non disse per che anche lui stava valutando l'ipotesi di andarsene.
Tutto si stava complicando, e c'erano meno cose da fare. In
citt era rimasta poca gente, e meno ancora aveva bisogno di aiuto.
L'unico problema erano le sue propriet, che sarebbero rimaste
incustodite, e naturalmente i cani. In sua assenza, chi altro avrebbe
portato loro da mangiare? Per il momento si limit a tranquillizzarla,
promettendole che avrebbe fatto attenzione. Le disse che
l'amava, e che di l a qualche ora l'avrebbe richiamata.
Part in canoa da solo, e dopo un po', all'angolo tra Canal e Scott
Street, si imbatt in una piccola imbarcazione militare, con tre uomini
a bordo: un soldato, un uomo con una telecamera e un altro con
un microfono e un taccuino. Fecero segno a Zeitoun di fermarsi, e
uno di loro si present come giornalista.
Lei cosa sta facendo? chiese a Zeitoun.
Controllo le case degli amici. Cerco di dare una mano rispose
lui.
Per chi lavora? chiese il giornalista.
Per tutti disse Zeitoun. Io lavoro per tutti.
Tornando verso Claibome Avenue, per un attimo Zeitoun sper che
i suoi fratelli lo vedessero alla TV. Forse si sarebbero resi conto di
cosa stava facendo, del fatto che fermandosi nella sua citt adottiva
era riuscito a fare del bene. Gli Zeitoun erano gente orgogliosa,
e la forte competizione che c'era tra i fratelli li aveva spinti a successi
di ogni tipo, misurati costantemente sulle imprese di Mohammed.
Nessuno di loro aveva mai fatto nulla di paragonabile, raggiunto
quel livello. Ma Zeitoun sentiva che forse la sua vocazione
era quella, che Dio aveva aspettato fino a quel momento per metterlo
alla prova cos. E dunque sperava, per quanto sciocco potesse
sembrare, che i fratelli e le sorelle potessero vederlo, in acqua,
di nuovo marinaio, mentre si rendeva utile, mentre serviva Dio.
Giunto al 5010 di Claiborne Avenue, Zeitoun vide un motoscafo
bianco e blu legato al portico.
Entrato in casa, trov un uomo. Un uomo che non aveva mai visto.
Lei chi ? chiese Zeitoun.
Chi  lei? ribatt l'uomo.
Questa  casa mia.
L'uomo si scus, quindi si present. Si chiamava Ronnie, e
qualche giorno prima era passato di l in cerca di un telefono funzionante.
Vedendo la centralina al di sopra dell'acqua, era entrato
in casa. Da allora di tanto in tanto era tornato per telefonare a
suo fratello, che pilotava elicotteri. Ronnie era bianco, sui trentacinque
anni, all'incirca un metro e ottanta per novanta chili. Disse
che lavorava per un vivaio.
Zeitoun non aveva alcun motivo per chiedergli di andarsene.
Era sempre felice di vedere in citt persone vive e vegete, e cos
lo lasci rimanere, per poi salire di sopra a controllare se ci fosse
l'acqua. Al primo piano trov Nasser.
Hai visto il tizio di sotto, questo Ronnie? gli chiese Zeitoun.
Nasser l'aveva incontrato, trovandolo abbastanza simpatico. Entrambi
erano convinti che l'unione facesse la forza, e se ogni tanto
quell'uomo voleva usare il telefono chi erano loro per impedirgli
di comunicare con il mondo esterno?
Incredibilmente, dai rubinetti del bagno usciva l'acqua. Fino a quel
momento, a Zeitoun non era neppure venuto in mente di controllare.
Era un miracolo. Disse a Nasser che avrebbe fatto una doccia.
Fai in fretta rispose lui. Il prossimo sono io.
Fu la doccia pi bella della sua vita. Zeitoun lav via tutto il sudore
e la sporcizia, nonch quella che gli parve una notevole quantit
di combustibile e liquame. Poi scese al pianterreno.
 tutta tua disse a Nasser.
Prese il telefono e chiam suo fratello in Spagna. Voleva sentirlo
rapidamente per poi telefonare a Kathy.
Ahmad cerc di nuovo di convincerlo ad andarsene.
Hai idea di cosa stanno facendo vedere alla TV? gli chiese.
Zeitoun lo rassicur: rispetto a dove si trovava lui, il caos era
molto lontano. Escludendo l'uomo armato al distributore della
Shell, per tutto il tempo passato a girare la citt in canoa Zeitoun
non aveva praticamente visto traccia di pericolo.
Ah aggiunse emozionato, forse mi vedrai alla TV. Mi hanno
intervistato. Dai un'occhiata. Dillo anche a Kathy.
Ahmad sospir. Per cui non te ne vai.
Non ancora.
Ahmad prefer non discutere, ma ricord al fratello che, se anche
per il momento si sentiva al sicuro, il pericolo poteva essere dietro
l'angolo. C'erano bande di uomini armati che giravano libere, gli
disse. I media non parlavano d'altro: New Orleans era diventata
un Far West. Ahmad si sentiva impotente, ed era una sensazione
che detestava. Sapeva che secondo suo fratello minore si preoccupava
troppo. Mi fai almeno il favore di pensarci, per il bene di
quella splendida famiglia che ti ritrovi? Vattene, prima che succeda
qualcosa.
Zeitoun aveva in mano il pezzo di carta con il numero di Kathy
a Phoenix. Doveva chiamarla, altrimenti avrebbe cominciato a
preoccuparsi. Era gi in ritardo di dieci minuti. Stava per salutare
Ahmad, quando dal portico sent la voce di Nasser. Stava parlando
con qualcuno.
Zeitoun! lo chiam.
Che c'?
Vieni un attimo disse Nasser. Questi signori vogliono sapere
se abbiamo bisogno di acqua.
Zeitoun pens che fossero altre persone come lui, gente che aveva
una barca e la usava per andare in giro a portare aiuto.
Pos il telefono e si gir verso l'ingresso. In quel momento vide
un gruppo di uomini, tutti armati, irrompere in casa. And verso
di loro.

Mercoled 7 settembre.

Kathy si svegli tesa. Prepar la colazione per i figli e li vest, sforzandosi
di non pensare al fatto che il pomeriggio prima il marito non
avesse telefonato. L'aveva promesso. Yuko le disse di non preoccuparsi,
perch non aveva senso. Era passato solo un giorno, ed era
gi straordinario che fino a quel momento Zeitoun fosse riuscito a
contattarla con regolarit. Kathy le diede ragione, ma sapeva che
l'ansia non se ne sarebbe andata finch lui non avesse richiamato.
Dopo aver portato i propri figli a scuola, Yuko aiut Kathy a tenere
occupati i suoi, intanto che lei vagava avanti e indietro per la
casa con il telefono in mano.
Alle nove chiam Ahmad dalla Spagna.
Hai sentito Abdulrahman, oggi? le chiese.
No. Tu?
Da ieri no.
Quindi ieri vi siete parlati? chiese Kathy.
S.
Ha chiamato te e non me.
Stava per chiamarti. Ma poi ha messo gi in fretta. C'era qualcuno
alla porta.
Chi? chiese Kathy. Sent una stretta allo stomaco.
Non ne ho idea.
Chiam la casa di Claiborne Avenue e lasci squillare una decina
di volte. Poi mise gi.
Era fuori di s. "Oggi deve chiamare" pens. "Se a mezzogiorno
non chiama, lo ammazzo."
Giunsero le dieci. A New Orleans era mezzogiorno. Kathy attese.
Il telefono non squill n alle dieci, n alle dieci e mezzo, n
alle undici, quando a New Orleans era ormai l'una di pomeriggio.
A mezzogiorno, ora di Phoenix, Kathy era in preda al panico.
Chiam di nuovo in Claiborne Avenue. Nessuna risposta.
Yuko cerc di riportarla con i piedi per terra. Gi era un miracolo
che la linea della casa in Claiborne Avenue funzionasse. Era
possibile che infine fosse saltata anche quella. Vedrai che Zeitoun
trova il modo di chiamarti le disse. Si trova in una citt allagata.
Dagli un po' di respiro.
Kathy si tranquillizz un pochino, ma continu a fare avanti e
indietro per il salotto.
Yuko port i ragazzi al centro commerciale. Avrebbe preferito
non lasciare Kathy da sola, ma vedendola cos agitata i figli stavano
cominciando a preoccuparsi. Yuko era certa che mentre loro
erano via Zeitoun avrebbe chiamato, quindi perch non portarli
a divertirsi un po'? Al centro commerciale c'erano tanti posti in
cui mangiare, e anche una sala giochi per Zach. Sarebbero tornati
verso le tre.
Kathy prov a richiamare. Nessuna risposta.
Chiam Walt. Notizie di Zeitoun?
Kathy disse che non ne aveva.
Poi chiam Adnan, il cugino di Zeitoun.
Mi sento ancora in imbarazzo gli disse. L'ultima volta che si
erano sentiti, Kathy aveva dovuto dirgli che sua sorella non avrebbe
permesso a Adnan e Abeer di stare da loro. Era stato doloroso.
Non preoccuparti. Siamo a posto la rassicur lui.
Era ancora a Baton Rouge con Abeer e i genitori. Dopo aver passato
due notti in macchina, erano tornati alla moschea, e da una
settimana dormivano l, per terra.
Abdulrahman come sta? le chiese.
Non lo sento da un po'? Tu?
Nemmeno Adnan l'aveva sentito.
Sola e in cerca di distrazioni, Kathy accese la TV, evitando rigorosamente
i telegiornali. Fin sul programma di Oprah Winfrey. O
almeno cos le parve l per l. Presto, per, si rese conto che era un
telegiornale: stavano ritrasmettendo dei passaggi della puntata del
giorno prima, quando Oprah aveva ospitato il capo della polizia
di New Orleans Eddie Compass e il sindaco Nagin.
Compass stava denunciando l'escalation criminale che si era verificata
nel Superdome. C'erano dei bambini, l. Sono stati violentati
dei bambini disse in lacrime. E il sindaco Nagin: In pratica per tre
giorni abbiamo avuto le scorte razionate, una lotta continua, la gente...
Ecco perch secondo me si  ridotta a un livello quasi animale,
perch mancavano le risorse. Erano in trappola. Non so se siete
pronti a vedere ci che vedrete. L c' gente rimasta chiusa in quellostramaledetto Superdome per cinque giorni, a guardare cadaveri,
delinquenti che ammazzavano e stupravano.  quella la tragedia.
C'era gente che tentava di darci i figli piccoli perch non morissero.
Kathy spense di nuovo la TV, stavolta definitivamente. Richiam
Claiborne Avenue. Il telefono squill a vuoto. Non riusciva a stare
ferma. Usc fuori, nel caldo feroce di Phoenix, poi rientr. Riprov
a telefonare. Gli squilli cominciavano a suonare vuoti, desolati.
Alle quattro, Zeitoun non aveva ancora chiamato.
Kathy telefon a Ahmad in Spagna. Nemmeno lui l'aveva sentito.
Era tutto il giorno che chiamava in Claiborne Avenue, inutilmente.
I ragazzi tornarono nel tardo pomeriggio.
Pap ha chiamato? chiese Nademah.
Ancora no rispose Kathy Aspettiamo.
Riusc a trattenersi per qualche secondo, poi croll. Scusandosi,
corse nella camera da letto degli ospiti. Non voleva che le bambine
la vedessero ridotta cos.
Yuko la raggiunse e si sedette sul letto con lei. Era passato solo un
giorno, insistette. Un giorno in una citt priva di servizi. Zeitoun
avrebbe chiamato l'indomani. Kathy si ricompose, e insieme pregarono.
Yuko aveva ragione. Era passato solo un giorno. Di sicuro l'indomani avrebbe chiamato.
...
.
...
FINE Parte 1.